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Ferito a morte

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Ferito a morte

Di: Raffaele La Capria
Letto da: Gianluca Izzo
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A proposito di questo titolo

La vicenda narrata in Ferito a morte si svolge nell'arco di circa undici anni, dall'estate del 1943, quando, durante un bombardamento, il protagonista Massimo De Luca incontra Carla Boursier, fino al giorno della sua partenza per Roma, all'inizio dell'estate del 1954. Tra questi due momenti il racconto procede per frammenti e flash, ognuno presente e ricordato, ognuno riferito a un anno diverso, anche se tutti sembrano racchiusi, come per incanto, nello spazio di un solo mattino: la pesca subacquea, la noia al Circolo Nautico, il pranzo a casa De Luca... Negli ultimi tre capitoli vi è poi come una sintesi di tutti i successivi viaggi di Massimo a Napoli, disincantati ritorni nella città che "ti ferisce a morte o t'addormenta, o tutt'e due le cose insieme"; nella città che si identifica con l'irraggiungibile Carla, con il mare, con i miti della giovinezza.

Se, come ha scritto E.M. Forster, «il banco finale di prova di un romanzo sarà l'affetto che per esso provano i lettori», quella prova Ferito a morte l'ha brillantemente superata: libro definito dal suo stesso autore «non facile», cult per molti critici e scrittori, è stato ed è anche un libro popolare, amato e letto, con grande adesione sentimentale, da lettori che poco sapevano di questioni letterarie, ma vi ritrovavano la loro stessa nostalgia per un paradiso perduto e per una "giornata perfetta". Un libro, insomma, di iniziazione, di rivelazione e di scoperta dal valore universale.

©2024 Mondadori Libri (P)2024 Mondadori Libri
Narrativa di genere Narrativa letteraria

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Struggente, ammaliante, ti conquista totalmente.Scrittura ricca e complessa ma anche di facile presa. Un mondo incantato che subisce la prepotenza dei nuovi ricchi.

Per capire Napoli

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La Morte non si "uccide" ma la si può "ferire" attraverso la contemplazione, lo otium latino.

È proprio non facendo apparentemente nulla di utile che l'Uomo si umanizza. Se, poi, quest'attività è svolta immergendosi in Essa, o meglio facendosi avviluppare completamente, ecco che una "Bella Giornata" diventa la Gloria, cioè la Luce che ciillumina eternamente

FERIRE LA MORTE

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I luoghi descritti mi sono molto cari e li ho rivisti scoglio per scoglio. Non mi è piaciuta la voce narrante quando calcava troppo l’accento napoletano rendendolo troppo spesso e fuori contesto volgare.

Posillipo

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Romanzo del 1961, vincitore del premio Strega. La prima parte racconta una giornata al mare di benestanti ragazzi della Napoli bene, mentre la seconda parte ci racconta brevemente di cosa è successo di loro a distanza di anni. La parte migliore del libro è la sensazione che dà di una certa nostalgia di anni sereni, ma la introspettiva storica e’ limitata, così come la psicologia dei personaggi.

Nostalgia napoletana

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nostalgia pura della gioventù! bravo l' attore, non è facile leggere per gli altri un libro così

tutto è fantastico in questo libro

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