Dormono sulla collina copertina

Dormono sulla collina

1969-2014

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Dormono sulla collina

Di: Giacomo Di Girolamo
Letto da: Alberto Bergamini
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A proposito di questo titolo

Questo libro si pone un obiettivo smisurato: il nostro paese raccontato da chi dorme, e sempre dormirà, sulla collina. Siamo di fronte alla Spoon River d'Italia. Il paese lo raccontano loro: gli uomini che sono passati di qui, quelli che hanno fatto la storia oppure che l'hanno subita. Gli uomini che tutto sapevano e nulla rivelarono. Gli uomini che nulla sapevano e tutto rivelarono. Uomini magniloquenti, uomini magnifici, uomini miserabili. Uomini piccoli e piccoli uomini. Volti imperiosi e notissimi, volti arcaici, che hanno fatto un qualche frammento di storia, anche se nessuno lo sa. Sono le loro voci a fare la storia.

Dov'è Pino Pinelli, l'uomo che non voleva volare? Dov'è il poeta, Giuseppe Ungaretti? S'illumina ancora di immenso? Dove sono Anna Magnani, quelli di Piazza della Loggia, le vittime del terremoto dell'Aquila? Dove il piccolo Samuele di Cogne, dove Marco Pantani, dove Giulio Andreotti? Il generale Dalla Chiesa? Dormono, dormono sulla collina. E non solo loro. Programmi televisivi, bombe che esplodono, decreti legge. Anche gli oggetti. Gli oggetti sono così silenziosi, ma sanno tutto di noi, e fanno la storia. Anche loro: dormono sulla collina. Non è infatti un caso che la prima "voce" di questo coro non sia umana: a parlare è la Bomba di Piazza Fontana. È uno degli innumerevoli inizi italiani e a cantarlo è un ordigno capace di segnare l'immaginario di quell'Italia che possiamo in modo equivoco definire "contemporanea".

©2014 Il Saggiatore S.r.l. (P)2022 Audible Studios
Economia Europa Italia Moderna

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Tutte le stelle
Più rilevanti
lettura superba.. consiglio .
la voce delle colline per non dimenticare e per conoscere

consiglio

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Interessante raccolta di aneddoti su nomi conosciuti e non con ironia e crudeltà di fatti accaduti.

Raccolta di nomi di anno in anno

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Idea geniale, svolgimento superficiale e denso di facile moralismo. Picchiatori missini, brigatisti, questurini, mafiosi… tutti uguali, bah. Peccato.

Occasione perduta

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