• 31 - 10 Il mondo incantato di Alea
    Jan 28 2026

    Sinossi

    In un mondo incantato dove la magia si intreccia con la vita quotidiana, vive Alea, una bambina che crede di essere una fatina. Dotata di uno sguardo curioso e di un cuore colmo di compassione, Alea possiede un dono speciale: diffondere gioia, alleviare il dolore e risvegliare negli altri la parte migliore di sé attraverso l’amore, la gentilezza e l’ascolto. La sua presenza trasforma persone, animali e luoghi, creando una comunità fondata su solidarietà, fiducia e condivisione.

    Consapevole che la sofferenza esiste anche oltre il suo paese incantato, Alea intraprende un viaggio per portare la sua luce nel mondo. Lungo il cammino ascolta i consigli di saggi, bambini e animali, scoprendo che la vera magia non risiede in poteri soprannaturali, ma nella capacità di scegliere il bene, di prendersi cura di sé e degli altri, e di compiere piccoli gesti concreti.

    La prova più difficile arriva quando Alea incontra un tiranno, simbolo di avidità, potere e violenza. Messa alla prova e derisa per la sua ingenuità, la bambina non rinuncia alla propria fede nell’amore. Grazie al sostegno delle persone che ha aiutato e alla forza della comunità, Alea riesce a fronteggiare il male non con l’odio, ma con la compassione, aprendo una breccia nel cuore del tiranno e conducendolo a una profonda trasformazione.

    La storia si conclude come una fiaba, tra sogno e realtà, lasciando un messaggio chiaro: il mondo può cambiare se si conserva lo sguardo dei bambini, la capacità di giocare, di sperare e di credere che l’amore e la gentilezza siano forze reali e contagiose, capaci di trasformare la vita.

    Mostra di più Mostra meno
    26 min
  • 30 - 09 La saggezza di una vope
    Jan 8 2026

    Sinossi

    In un bosco rigoglioso e armonioso vivono numerosi animali uniti da legami di amicizia e solidarietà, tra cui spiccano due famiglie: quella di Foxy Foxy, una volpe premurosa con otto vivaci cuccioli, e quella di Torty, un’orsa affettuosa con tre piccoli. Il bosco è un luogo di scoperta, gioco e cooperazione, dove adulti e cuccioli, oltre le differenze di specie, si aiutano reciprocamente in un equilibrio naturale fondato sull’empatia.

    La serenità viene improvvisamente spezzata quando Domi, il più timoroso dei cuccioli di volpe, percepisce un odore inquietante che preannuncia un pericolo imminente. Poco dopo, un colpo di fucile risuona nel bosco: gli animali fuggono in preda al panico, lasciando Domi paralizzato dalla paura faccia a faccia con un cacciatore caduto accidentalmente a terra.

    In quell’incontro silenzioso, fatto solo di sguardi, avviene una trasformazione profonda: il cacciatore non vede più una preda, ma una vita fragile e senziente. Colpito dalla paura del cucciolo e sopraffatto dal rimorso per le uccisioni passate, decide di proteggerlo e di riportarlo dalla madre, rinnegando per sempre la caccia. Nonostante l’incomprensione e il disprezzo degli altri cacciatori, l’uomo compie una scelta etica irreversibile.

    Da quel giorno, il cacciatore si fa promotore della difesa degli animali e fonda un’associazione per la loro tutela, diventando alleato del bosco e dei suoi abitanti. La storia si tramanda come una leggenda dal forte valore simbolico e morale: un inno al rispetto della vita, alla possibilità di cambiare e alla consapevolezza, antica e universale, che uomini e animali condividono la stessa dignità e lo stesso diritto di vivere.

    Mostra di più Mostra meno
    17 min
  • 29 - 08 Il Giardino della Pace
    Dec 27 2025

    Sinossi – Il giardino della Pace

    "Il giardino della Pace" è un racconto di viaggio interiore e collettivo, una favola contemporanea in forma di parabola, in cui un gruppo di viandanti attraversa luoghi simbolici che corrispondono alle grandi fratture dell’essere umano di oggi.

    Il cammino inizia nella "Foresta delle Voci Perdute", dove gli alberi sussurrano rancori, paure e ferite non guarite. Qui il Viandante della Memoria insegna che il dolore, se accolto, può trasformarsi in racconto e diventare memoria viva, capace di generare compresenza invece che solitudine.

    Segue il "Ponte Spezzato sul Fiume", dove nessuno può attraversare da solo. La Pellegrina dell’Apertura stende il suo mantello, che regge solo se tutti accettano di camminare insieme, includendo anche chi era stato nemico. Il passaggio rivela che l’apertura non è un gesto individuale, ma un atto collettivo.

    Nel "Villaggio della Rabbia", il conflitto sembra inevitabile. Le parole sono armi e la violenza è imminente. Qui interviene il Cantore della Nonviolenza, che trasforma l’odio in melodia, mostrando che la nonviolenza non nega la rabbia, ma la traduce in linguaggio umano, capace di trasformare il conflitto in festa.

    La salita conduce alla "Montagna del Silenzio", dove mille preghiere diverse si sovrappongono. La Bambina del Futuro indica il cielo, e viene rivelata una visione di sacro aperto: non un recinto da difendere, ma uno spazio che accoglie, dove nessuno possiede la verità e tutti vi appartengono.

    La prova finale è il "Deserto della Compresenza", luogo della massima solitudine apparente. Qui i viandanti scoprono che nessuno è mai davvero solo: ogni passo è condiviso con chi c’è stato, con chi c’è e con chi verrà. Il deserto fiorisce e diventa giardino.

    Nel "Ritorno", i protagonisti tornano al villaggio portando con sé semi invisibili: memoria, apertura, nonviolenza, sacro aperto e responsabilità. Il racconto si chiude come si apre ogni vera favola: non con una fine, ma con un invito. Perché il giardino della Pace non è un luogo da raggiungere, ma un modo di camminare insieme.

    Mostra di più Mostra meno
    39 min
  • 28 - 07 Oltre il 2000
    Nov 19 2025

    L'episodio esplora temi esistenziali legati alla morte, al mare e alla solitudine. La struttura e il linguaggio riflettono un'introspezione profonda, con simboli potenti come il naufragio e il mare. Il testo si inserisce nella tradizione del monologo teatrale, con una forte connessione alla letteratura esistenziale. Il monologo teatrale si inserisce nella tradizione esistenziale, dove il protagonista si confronta con il proprio io interiore. La struttura del monologo, con il flusso di pensieri e riflessioni, richiama le tecniche utilizzate in opere teatrali moderne, come quelle analizzate da recitazione cinematografica, che esplorano la psiche del personaggio attraverso il dialogo interiore. Perdita e lutto, identità filiale, desiderio di morte vs. istinto di vita, memoria del primo amore e crisi di senso sono i nuclei tematici. L’approccio è esistenziale: la morte non è solo evento biologico ma problema di senso che rimette in discussione ruoli e relazioni, tema esplorato anche in riflessioni terapeutiche e letterarie sull’angoscia esistenziale. Personaggi e doppio identitario Sator e Rotor funzionano come due facce di un unico soggetto: Sator è il lato riflessivo, nostalgico e vulnerabile; Rotor è la voce cinica, violenta e performativa. Il fatto che siano interpretati dallo stesso attore crea un effetto di scissione psicologica sul palco, suggerendo conflitto interno, maschere sociali e la possibilità di autoannientamento o autodifesa. La trasformazione fisica (caduta, buio, rialzarsi con pistola) segna il passaggio da confessione a giudizio, da dolore a condanna.

    Mostra di più Mostra meno
    42 min
  • 27 - 06 Sigla "Ci sono favole"
    Nov 16 2025

    In attesa della pubblicazione del prossimo brano che si chiama Oltre il 2000, mi sono dilettato a mettere in musica la parte iniziale degli episodi del podcast. Qui di seguito vi scrivo il testo da cui si intuisce il motivo per cui questo podcast lo ho chiamato "Le favole che non racconterò". Ci sono favole che si raccontano per far addormentare. E poi ci sono quelle che non si raccontano affatto. Perché fanno troppo male. Perché nessuno ha mai chiesto di ascoltarle. O perché non c’era più tempo. In questo piccolo spazio — fatto di voce, silenzi e memoria — io le raccolgo. Sono le favole che non racconterò. Le dedico a voi, chissà, nipoti che non vedrò mai, ma che ho amato già con la fantasia. A voi affido questi racconti, come si affida un segreto al vento. E se un giorno qualcuno vi parlerà di me, vi prego, ricordate così: che avevo ancora storie da donare, e un cuore troppo grande per restare in silenzio. Mi chiamo Giulio Antonello. Questo è il mio lascito. Questo è il mio podcast. Le favole che non racconterò.”

    Mostra di più Mostra meno
    2 min
  • 26 - 05 La città dei sapienti
    Oct 10 2025

    Sinossi Nel racconto “La città dei cittadini sapienti”, si esplorano due modelli di epistocrazia — il governo dei competenti — attraverso le esperienze di Drusilla e Nellovaldo. Nella Repubblica di Armonia, il Rito della Conoscenza è un percorso formativo che culmina in una prova di maturità civica, dove ogni cittadino viene valutato non per essere escluso, ma per essere elevato. Il diritto di voto è universale, ma ponderato in base alla competenza dimostrata. Drusilla affronta il rito con serenità, consapevole del suo valore educativo e partecipativo. In un contesto opposto, ambientato in un Sud del Mondo, Nellovaldo si trova davanti a un esame rigido e selettivo, dove la mancanza di tempo per prepararsi lo condanna all’esclusione dal voto per cinque anni. Il sistema, pur dichiarandosi meritocratico, si rivela punitivo e discriminatorio. Il racconto mette a confronto due visioni dell’epistocrazia: una come patto educativo e inclusivo, l’altra come strumento di esclusione sociale. Il finale lascia aperta una riflessione profonda: può esistere una democrazia dove non tutti votano allo stesso modo?

    Abstract “La città dei cittadini sapienti” è un racconto distopico e filosofico che indaga il concetto di epistocrazia attraverso due scenari contrapposti. Da un lato, la Repubblica di Armonia propone un modello di cittadinanza attiva e consapevole, dove il sapere è condiviso e il voto è ponderato in base alla competenza civica. Dall’altro, un sistema più rigido e selettivo mostra i rischi di una democrazia condizionata dal sapere tecnico, che può trasformarsi in esclusione. Il racconto solleva interrogativi sulla giustizia, l’uguaglianza e il significato profondo della partecipazione democratica, offrendo una visione critica e stimolante del rapporto tra conoscenza e potere.

    Mostra di più Mostra meno
    17 min
  • 25 - 04 La favola del paese Sempre a Posto
    Aug 25 2025

    RIASSUNTO

    Il racconto si apre con il ricordo affettuoso dell’autore da bambino, che ascolta le favole della nonna Anna, seduti insieme in un letto d’estate. Tra i tanti racconti, una sera lei narra la favola del “Paese Sempre a Posto”, un luogo immaginario dove gli abitanti sono convinti che tutto sia perfetto e non ammettono critiche. Il protagonista è **Rashiddu**, un saggio cantastorie e puparo che, attraverso le sue rappresentazioni con i pupi, racconta in chiave allegorica le storture e i problemi del paese: dai fuochi d’artificio notturni, ai roghi tossici nei campi, all’abbandono dei rifiuti, alla distruzione del patrimonio e alle scelte urbanistiche insensate.

    Ogni sua denuncia, però, viene respinta con fastidio: chi critica viene invitato ad "andarsene". E così, uno dopo l’altro, i più consapevoli lasciano il paese. Rashiddu resiste a lungo, portando avanti le sue battaglie artistiche, ma viene infine emarginato. Quando gli chiedono perché continui a parlare, risponde:

    > “All’inizio parlavo per migliorare loro. Ora parlo per non far peggiorare me.”

    Alla fine, rimangono solo coloro che ripetevano «Va’ via!», ma non hanno più nessuno a cui dirlo. Il paese è davvero “Sempre a Posto”: un posto vuoto, senza anima, senza confronto, e senza futuro.

    Mostra di più Mostra meno
    18 min
  • 24 - 03 Il gallo di Ivan e l'oca di Boris
    Aug 21 2025

    Riassunto • Ambientazione e cornice: un narratore racconta un episodio ascoltato in Ossezia del Nord, durante un viaggio lungo la “via della seta”. La vicenda si svolge nel remoto villaggio di Berezovka, nella steppa russa. • Protagonisti: Ivan, contadino paziente ma fiero, e Boris, socievole ma irritabile. Vivono fianco a fianco, senza reali confini. • Il dono della zia: Ivan riceve dalla zia Rimma un gallo dal piumaggio rosso fuoco, acquistato da una Baba Jaga, capace di cantare puntualmente all’alba e scandire il tempo. • L’inizio del conflitto: il canto del gallo incanta il villaggio… tranne Boris, disturbato dal rumore. Per ripicca, compra un’oca rumorosa che starnazza in continuazione. • Escalation: la fama “magica” del gallo attira contadini e commercianti da tutta la zona. Boris, geloso, peggiora i rapporti. Piccoli litigi degenerano in insulti e, infine, nella costruzione di un muro che divide in due il villaggio, spezzando anche i servizi comuni. • Il punto di rottura: privati del pozzo e del pane, gli animali e i padroni soffrono. Boris, esasperato, libera il gallo facendolo fuggire nel bosco. • Le conseguenze: senza il canto del gallo, la vita del villaggio va in disordine. Una bambina, Polina, disegna sul muro un gallo e un’oca abbracciati, con un proverbio che richiama all’unità. • La riconciliazione: Boris ammette la propria colpa e si offre di ritrovare il gallo. Lo trova nella foresta, intento ad aiutare altri animali a ristabilire il loro ritmo naturale. Pentito, lo riporta a casa e si scusa con tutti. • Epilogo: il gallo e l’oca dormono vicini e all’alba cantano insieme. Da allora, Boris diventa il primo ad alzarsi per aiutarlo a “scaldare la voce”.

    Mostra di più Mostra meno
    19 min