25 - 04 La favola del paese Sempre a Posto
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RIASSUNTO
Il racconto si apre con il ricordo affettuoso dell’autore da bambino, che ascolta le favole della nonna Anna, seduti insieme in un letto d’estate. Tra i tanti racconti, una sera lei narra la favola del “Paese Sempre a Posto”, un luogo immaginario dove gli abitanti sono convinti che tutto sia perfetto e non ammettono critiche. Il protagonista è **Rashiddu**, un saggio cantastorie e puparo che, attraverso le sue rappresentazioni con i pupi, racconta in chiave allegorica le storture e i problemi del paese: dai fuochi d’artificio notturni, ai roghi tossici nei campi, all’abbandono dei rifiuti, alla distruzione del patrimonio e alle scelte urbanistiche insensate.
Ogni sua denuncia, però, viene respinta con fastidio: chi critica viene invitato ad "andarsene". E così, uno dopo l’altro, i più consapevoli lasciano il paese. Rashiddu resiste a lungo, portando avanti le sue battaglie artistiche, ma viene infine emarginato. Quando gli chiedono perché continui a parlare, risponde:
> “All’inizio parlavo per migliorare loro. Ora parlo per non far peggiorare me.”
Alla fine, rimangono solo coloro che ripetevano «Va’ via!», ma non hanno più nessuno a cui dirlo. Il paese è davvero “Sempre a Posto”: un posto vuoto, senza anima, senza confronto, e senza futuro.