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Un rebus per Leonardo Sciascia

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Un rebus per Leonardo Sciascia

Di: Silvana La Spina
Letto da: Giuseppe Ragone
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Nel settembre del 1985, a Leonardo Sciascia capitano due cose: la morte di Italo Calvino nell’Ospedale di Siena, e la morte di Aurelio Arriva, giudice, in casa sua. Una pistolettata: suicidio, dicono. Il giudice e lo scrittore siciliano, amici fin dall’infanzia, avevano litigato e non si parlavano da tempo. Qualcuno, in paese, continuava a dire per invidia; qualcun altro insinuava che l’invidia non c’entrava niente, era Sciascia che non avrebbe dovuto mettere l’amico in un libro – anzi, continuava quel qualcuno, Sciascia della Sicilia non avrebbe dovuto proprio parlare. Leonardo Sciascia, dal canto suo, sosteneva che le grandi amicizie, come i grandi amori, sono come le piante: a un certo punto si seccano, e nessuno può farci niente. Era successo con Guttuso, e forse stava succedendo pure con Vincenzo Consolo.

Tuttavia, nonostante, in paese, gli inquirenti pensino che la morte del giudice Arriva sia dovuta a un suicidio e nonostante il tutto sia accaduto, come una disgrazia, un malaugurio, durante la festa della Madonna Bambina, Elena Arriva, la figlia del giudice morto, bella e bionda come certe madonne lombarde, si presenta a casa dello scrittore – la gloria, il vanto del luogo, l’uomo che passeggia a braccetto con Claudia Cardinale – per chiedergli di indagare sulla morte del padre.

Elena non crede all’ipotesi del suicidio, e Sciascia è l’unico che di suo padre sa tutto. In una sarabanda di dicerie, malevolenze, lettere anonime che ricordano le righe minatorie di A ciascuno il suo, in un turbine di fatti di corna, disgrazie passate, presenti e future, donne vecchie e donne fatali, scrittori benevoli e altri invidiosi, cause perse e altre fatte perdere, un circolo di gentiluomini che non sempre lo sono e un pubblico ministero che torna a indagare là dove è stato bambino, Silvana La Spina, con una lingua pastosa e spinosa quanto un fico d’India, racconta Leonardo Sciascia e il suo mondo, facendone un investigatore acuto, curioso e pieno di pietà per le miserie degli uomini.

Un romanzo avvincente e scuro.



©2025 Marsilio Editori S.p.A. (P)2025 Gruppo Feltrinelli
Poliziesco Thriller di crimini Thriller e suspense

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Personaggio indiscutibile, posto in questo romanzo, nella dimensione familiare e paesana della sua casa di Racalmuto, in occasione del suicidio di un amico di gioventù e quasi contemporaneamente della scomparsa di Italo Calvino si trova a disquisire sugli scrittori italiano,sopratutto siciliani ed a indagare sulla morte dell’amico. Questo romanzo è un buon mix tra momenti biografici,critica letteraria e storia di vita di una famiglia. La narrazione è ben costruita ma non riesce a raggiungere il pathos di una inchiesta poliziesca,anche i coprotagonisti vengono schiacciati dalla figura di Sciascia.

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