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Sintesi dell'editore

Nel vasto mondo asiatico, il diario di Aya Kitō ha conosciuto un successo inarrestabile: pubblicato sul finire degli anni Ottanta in Giappone, ha venduto oltre un milione di copie. Una platea affollata per il racconto in prima persona di una ragazzina quindicenne che ha ispirato e incantato un intero continente. Aya racconta dieci anni della propria vita, racconta adolescenza e inizio dell'età adulta, una vita come tante, ma senza prospettiva, un'esistenza minata dalla malattia, ecco la differenza. 

Ed è racchiusa qui la potenza di queste pagine: nella ribellione, nell'ironia, nella fragilità che si trasforma in forza, che fanno di Aya un simbolo, una figura di culto. Perché, al di là della sua particolare condizione, è riuscita a gridare con voce limpida cosa vuol dire diventare grandi, e a contare quante lacrime servono per affrontare le sconfitte. Inedito per trent'anni in Europa, il diario di Aya arriva oggi a noi con la stessa, rara forza di allora.

©2019 Rizzoli (P)2019 Rizzoli

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  • IM
  • 02/12/2019

Un litro di lacrime non basta...

Strappata alla vita da una terribile malattia genetica, questo è il diario dolcissimo e struggente di una giovane, tenera vita.
I sensibili piangono da metà libro in poi, perciò un litro di lacrime non basta.
Ma lo consiglio perchè, in questa società dell'apparire, che cerca solo il benessere fisico e non cura più l'anima, che si innamora delle mode del momento e arriva a negare il pensiero della morte, questo piccolo, delicato libro - dicevo - aiuta a capire i singoli drammi di chi attraversi una patologia incurabile sempre in progressivo aggravamento.
Ottima la scrittura, ottima l'interpretazione, ti lascia dentro una ricchezza indelebile. Bellissimo.

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  • Bagheeralapantera
  • 16/11/2019

Una storia vera

Il libro è il diario di una ragazzina e del calvario che è stata la sua breve vita contro una gravissima malattia neurologica degenerativa. Ho pianto molto, ma lo consiglio.

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  • Dylan108
  • 14/11/2019

Molto bello

storia coinvolgente, appassionante, mi ha molto emozionato lo consiglio. Inizialmente ho pensato che non mi sarebbe piaciuto

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  • Vivi
  • 31/01/2020

Profondo. Ma una lettura che non rifarei.

Kitō Aya “Un litro di lacrime”

La mia mania di iniziare a leggere o ascoltare libri senza sapere nulla della trama mi ha teso il primo tranello. Cercavo un libro giapponese e breve (ne vengo da letture lunghe) e ho scelto questo. Pensavo al diario di un’adolescente, la cultura giapponese e cose da ragazze. E invece no.
“Un litro di lacrime” è il diario di una ragazza giapponese che scopre di essere malata di SCA atassia spinocerebellare, una malattia degenerativa non curabile.

Non fa per me. Non riesco a leggere libri sulla disabilità, non posso proprio, anche se io non sono una da letture leggere. Ma, alla fine, sono stata contenta di averlo fatto, se non altro per apprezzare di più ciò che ho, per capire quanto non si possa, a volte, lottare contro la malattia, non è possibile, ma questo non significa che bisogna lasciarsi andare, si può vivere al meglio ciò che si ha.

La cultura giapponese si sente, in tante piccole cose, assurdi (per noi occidentali) sensi di colpa di questa povera ragazza. La piccola Aya.

Leggetelo solo se siete pronti. Penso che attraverso queste storie, si possa imparare ad amare di più la vita. Banale? Forse. Ma vero. Verissimo.

#kitōaya #recensioni #unlitrodilacrime

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  • Gabriella
  • 04/01/2020

Meraviglioso

Tocca il cuore un diario che spinge a lottare, fa cambiare il modo di vedere la vita grazie Aya

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  • A.C.
  • 26/12/2019

La vera sofferenza

Leggere questo libro ci fa capire quale sia la vera sofferenza, vissuta dal malato e dalle persone care.

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  • Utente anonimo
  • 25/12/2019

E' necessario sapere cosa pensa chi soffre.<br />

Una storia rara per l'eccezionale testimonianza di una ragazzina intelligente e sensibilissima che ci racconta l'evoluzione della sua terribile malattia. Mi travolgono la sua forza e la sua volontà a combattere il suo destino avverso, la sua sensibilità a considerare il suo peso per il proprio accudimento sugli altri: la madre, i fratelli i compagni di scuola, l'insegnante, i medici, l'infermiera. Aya stringe a pugno la fiducia fino alla fine e il più banale e scontato sogno di una donna che presumibilmente si sposerà e formerà una famiglia. Commovente e struggente la madre di Aya che gattona nel corridoio dietro la figlia dopo aver letto la confessione disperata su un foglio fatto scivolare sotto la porta dalla ragazza di non riuscire più a camminare. Eccezionale l'interpretazione narrativa di Veronica D'arconte. Un libro la cui lettura si può sostenere quanto si è provvisto di una robusta forza interiore.

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  • Utente anonimo
  • 25/12/2019

La malattia dall'inizio alla fine

Bellissimo e struggente. Non riesci a smettere di sentire questa storia e di partecipare ad ogni momento. Ti da anche la forza di andare avanti nei momenti di difficoltà

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  • Loulou
  • 16/11/2019

Straziante

Il racconto di una lenta ed inesorabile agonia. La prima parte è un diario, la seconda un epilogo raccontato dai chi le è stato vicino. Fra le due parti c’è una profonda differenza. Gli scritti di Aya sono quelli di una bambina dolce e fragile che non sembra comprendere la portata di quanto le accade. Continua a sperare, si scusa per il disturbo che da e sembra sentirsi spesso sola. L’unica vera figura di riferimento è la madre. Mi ha provocato molta rabbia il modo in cui viene trattata all’inizio dalla scuola e dalle persone che la circondano. Indifferenza, umiliazione ed individualismo. Trattano da “disabile” una bambina gravemente malata. La obbligano a seguire le assurde regole della scuola e non si preoccupano del fatto che debba muoversi a carponi. La sedia a rotelle arriva dopo parecchio tempo e lei in quegli anni e costretta a strisciare. Forse sono anni lontani, forse è la cultura giapponese ma una bambina gravemente malata non dovrebbe mai subire umiliazioni di tale portata.

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  • Utente anonimo
  • 08/02/2020

difficilenon arrendersi mai anche all'impossibile

un racconto molto duro l'amore per la vita e il coraggio sono esempio per ogniuno