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Trionfo della morte

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Trionfo della morte

Di: Gabriele D'Annunzio
Letto da: Claudio Carini
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A proposito di questo titolo

"Io sono sempre l'invitta. Tu hai conosciuto sul mio corpo tutti i godimenti di cui ha sete il tuo desiderio senza fine; ed io mi vestirò delle menzogne che senza fine produrrà il tuo desiderio. (...) L'odore della mia pelle può dissolvere in te un mondo."

Pubblicato nel 1894, il "Trionfo della morte" conclude la cosiddetta trilogia dei Romanzi della Rosa dopo "Il piacere" e "L'innocente". Giorgio Aurispa, il protagonista del romanzo, è un Superuomo annoiato dall'esistenza insulsa e mediocre dei suoi simili, ed è quindi impegnato in una continua ricerca di un nuovo senso della vita e di una perfezione spirituale fondata sull'autodominio. Il rapporto con la sua amante, Ippolita Sanzio, per la quale egli prova una attrazione erotica irresistibile, è vissuto come un limite ed un ostacolo alla sua ricerca, rendendolo schiavo del desiderio, fino a fargli identificare in lei "la Nemica" capace di assorbire le sue forze vitali.©2016 Claudio Carini (P)2016 Recitar Leggendo audiolibri
Classici Horror Narrativa di genere Narrativa letteraria

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È il viaggio più nella mente che negli avvenimenti di una persona che cerca una ragione per vivere, in quanto non riesce a trovarla nelle piccole cose. La ricerca nella natura, nella religione, nella musica, nell'amore. Un amore che a tratti diviene odio perché mai una persona potrà davvero appartenerci completamente e mai potremo essere certi che rimarrà per sempre. Questa consapevolezza lo fa vivere nel timore di perdere da un momento all'altro la sua unica ragione di vita, che diventa così la sua più grande sofferenza. Odia l'amore ma un istinto primordiale più forte della sua lucidità di pensiero lo costringe ad amare, fomentato in parte anche da quei brevi attimi in cui, idealizzandola, s' illude di poterla amare in maniera assoluta e completa. Si ritrova spesso ad incolpare questo amore per il suo malessere, ma è solo il tassello di un odio più profondo verso la borghesia, che talvolta scorge anche nelle azioni della sua amante e che gli produce attimi di sdegno interiore nei suoi confronti. Il libro è carico di eventi volti proprio a sottolineare il disagio della civiltà borghese che suscita in lui, un intellettuale, un sentimento di logorante solitudine.

Psicopatico

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La voce calda e baritonale di Carini rende straordinariamente bene tutte le sfumature dei tre romanzi dannunziani, per quanto molto diversi tra loro.

Eccezionale

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Senza togliere nulla alla piacevolezza della prosa dannunziana, alcuni capitoli si trascinano forse un po’ troppo a lungo, inducendo nel lettore una leggera irritazione, o noia.
Ottimo come sempre il lettore.

D’Annunzio sempre grande, ma un po’ disomogeneo

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Noioso, prolisso, stile ridondante ed.osoleto, anche considerando il periodo in cui è stato scritto. Narratore modula poco la voce e l'intonazione.

Non mi è piaciuto

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