• Tre saggi sulla sessualità

  • Di: Sigmund Freud
  • Letto da: Eugenio Farn
  • Durata: 3 ore e 42 min
  • 4,5 out of 5 stars (96 recensioni)

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Tre saggi sulla sessualità copertina

Tre saggi sulla sessualità

Di: Sigmund Freud
Letto da: Eugenio Farn
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Sintesi dell'editore

Il primo vero abbozzo della teoria sessuale di Sigmund Freud che avrà poi un'influenza straordinaria sulla cultura in generale e sulla scienza psicologica in particolare. Nel libro Freud enuncia l'importanza della vita sessuale nella crescita dell'individuo, maschio e femmina, a partire sin dalla più tenera età. Il primo saggio è una trattazione delle perversioni sessuali, secondo l'oggetto e lo scopo, fra cui l'Autore inserisce anche l'omosessualità che egli considera sostanzialmente derivata da una bisessualità originaria, comune a tutti gli esseri umani. Rileva anche la mancanza di una netta demarcazione fra perversione e varietà normali della sessualità. Il secondo saggio parla della sessualità infantile, descrivendone le varie fasi: fase orale, fase anale e fase genitale. Freud definì ogni bambino (o bambina) che attraversi tutte queste fasi un 'perverso polimorfo', nel senso che in lui sono presenti tutte le forme di perversione che, in condizioni particolari, possono poi ripresentarsi in età adulta. Il terzo saggio tratta dello spostamento delle pulsioni 'parziali', cioè limitate a determinate zone erogene del corpo, verso un oggetto sessuale completo (cioè un partner), consentendo così il passaggio dal piacere individuale (autoerotismo) al piacere al servizio della procreazione. Segue la differenziazione psicosessuale fra uomini e donne. Affronta poi il legame fra i primi rapporti con la figura materna e la scelta amorosa, introducendo la tematica del complesso edipico. La lettura chiara e scorrevole è di Eugenio Farn.
(c)+(p) 2009 Il Narratore s.r.l.

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  • Henrique M.
  • 31/08/2020

Più audiolibri seri come questo, basta spazzatura

Ascolto gli audiolibri in velocità x3 quindi 9 ore ne diventano solo 3, questo libro è stato piacevole e mi è volata la mattinata

1 persona l'ha trovata utile

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  • Cuchu
  • 11/04/2020

Testo un po’ troppo tecnico/specifico

Titolo letto bene ma che soffre di un un linguaggio un po’ troppo tecnico, nonostante i concetti che esprime siano ragionevoli e comprensibili

1 persona l'ha trovata utile

  • Generale
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  • Alessandro Rum
  • 15/07/2022

Un saggio astratto su una psicologia frammentaria

Sarà la differenza culturale e temporale, sarà il suo modo di iscrivere e sicuramente sarà anche la mia ignoranza sui termini psicologici, ma il libro è scritto con un linguaggio davvero pesante.
Se io faccio una frase lunghissima in cui il soggetto viene ripetuto solo una volta e per il resto del tempo uso altri termini sostituvi come "esso" o "ciò di cui stiamo trattando", quello che ne consegue è una frase che verrà per forza di cose letta più volte perché incomprensibile di primo acchito. Il libro è scritto tutto così, si vede che nel tempo ci siamo evoluti nel campo della comunicazione, e per fortuna, perché altrimenti per comprendere le cose dovremmo farci venire il mal di testa in continuazione.
Passando al corpo del libro, invece, ciò che ne risulta è una serie di concetti alcuni geniali, innovativi e soprattutto coraggiosi sia per il nostro che per il loro tempo in cui tali tesi sono state affermate; le altre idee sono paranoiche o illogiche o con un ignoranza di fondo dovuta alla mancanza di quell'epoca di numerose informazioni scientifiche e psicologiche.
Questo libro più che un utile sostengno della psicologia, lo si potrebbe usare come un interessante strumento per comprendere come la psicologia e la psicoanalisi siano nate nella storia.