Tokyo anno zero
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Michele Botrugno
A proposito di questo titolo
Giappone, agosto 1946: la Tokyo dell'immediato dopoguerra è una città infestata dai parassiti, piagata dalle epidemie, dissanguata dalla violenza, dalla miseria materiale e immorale e dalla corruzione. Una città occupata da un esercito invasore che agli occhi degli abitanti è simbolo di una bruciante umiliazione e che è destinato a peggiorare ulteriormente le loro condizioni ai limiti della sopravvivenza. Una città modellata a immagine di un girone infernale nella quale si muove uno spietato serial killer. David Peace conduce il lettore sulle sue tracce, trascinandolo tra sanguinose vendette di mafia e guerre per il controllo dei lucrosi mercati ambulanti della capitale.
La potenza della scrittura, il rigore della costruzione storica e la crudezza degli eventi fanno di questo romanzo una lettura forte, brutale e scioccante. La vicenda, ispirata a fatti realmente accaduti, è il primo episodio di una trilogia che Peace dedica alla sua patria d'adozione.
©2008 Il Saggiatore S.r.l. (P)2023 Audible GmbHContinua la serie
Spezza il pathos la lettura approssimativa dei termini giapponesi. Le orecchie sanguinano...
Un testo stupendo, una lettura appassionata ma la maggior parte delle pronunce errate
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Partendo da un fatto reale di cronaca nera, il serial killer Kodaira Yoshio che nel '32 uccise il suocero e poi continuò nella sua spirale omicida tra il '45 e il '46 violentando e uccidendo numerose ragazze, David Peace costruisce un hard boiled incredibile. Tokyo diventa vivida nella sua devastazione: occupata dalle truppe americane, corrotta dai loschi affari dei cinesi, la città vede la popolazione che cerca di rialzarsi nonostante le malattie, i pidocchi, la fame, la scarsità di cibo, nonostante le donne sono costrette a prostituirsi e gli uomini a rubare pur di avere qualcosa da mettere sotto i denti. E la polizia? La polizia è lacerata, divisa al suo interno, impossibilitata a fronteggiare il costante e sempre più preoccupante disordine pubblico poiché priva di mezzi, risorse o forze.
Tanto è drammaticamente bella e immersiva l'atmosfera in cui ci muoviamo tanto è interessante il nostro protagonista. L'ispettore Minami è un uomo che si porta dietro gli orrori della guerra, e questo si vede specialmente nei suoi monologhi interiori e nei suoi pensieri di cui ci rende partecipe, è dolorosamente vero nella sua descrizione psicologica: è frammentato, confuso, asfissiante, ossessivo, se da fuori pare una persona rispettabile i suoi pensieri sono cupi. Lo stile aiuta a sottolineare questo aspetto: stampatello per gli eventi, corsivo per i suoi pensieri, pensieri ricchi di ripetizioni e onomatopee.
Non è un semplice crime storico, è il racconto doloroso di un popolo che si ritrova ad avere a che fare con le conseguenze della guerra.
Brutale.
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Bello bello
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esempi lampanti: Shibuya letto shibuyà e yukata letto yukatà. ed è così per il 90 % dei termini. altri vengono letti alternativamente con pronuncia corretta o sbagliata. dando ancora più l'impressione che sia fatto apposta. davvero di cattivo gusto che toglie piacere all'ascolto.
Lettura molto poco accurata
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