La canzone dei Nomi
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Letto da:
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Miriam Moschella
A proposito di questo titolo
In una società post-apocalittica in cui il linguaggio è stato improvvisamente cancellato, ogni giorno bisogna difendersi da ciò per cui ancora non è stato ritrovato un nome. Ma forse è proprio la paura di ciò che non si conosce a creare i mostri più temibili. Una messaggera senza nome è costretta a fuggire dal treno in perenne movimento del Comitato dei Nomi mettendosi alla ricerca del suo passato. Un viaggio di strane avventure, verità pericolose e ribellioni inaspettate, in una società sempre più prepotente sul significato delle cose.
©2025, 2024 Titolo originale: The Naming Song, Jedediah Berry, Silvia Castoldi, Fazi Editore srl, Pubblicato in accordo con The Italian Literary Agency e Aevitas Creative Management (P)2025 Emons AudiolibriQuesta è la premessa da cui si sviluppa questo romanzo: anni fa i personaggi di questa storia hanno dovuto ricostruire la loro comprensione del mondo che li circondava dopo una catastrofe, dal sentore apocalittico, chiamata Silenzio. Il Silenzio è arrivato e ha spazzato via, da un giorno all'altro, tutta la conoscenza dei nomi e del linguaggio. Tutte le parole sono scomparse, comprese quelle che avrebbero potuto essere usate per spiegare tale evento catastrofico.
In questo nuovo mondo, la nostra narratrice è un'aralda, un corriere, che ha il delicato compito di consegnare le parole che servono per esprimere una cosa, un'azione, un'idea e renderla reale nel mondo. Viene tollerata dai Nominatori, pur non avendo un nome, perché sa parlare ed è brava nel suo lavoro. Ha una nuova consegna da effettuare e una nuova delicata missione: trovare una determinata persona all'interno del Treno Dodici, un infiltrato che passa segreti ai Senza Nome, occasione che sfrutterà per ritrovare sua sorella Ticket, che ha lasciato casa anni fa. Ben presto, però, si ritroverà coinvolta in qualcosa di più grande: macchinazioni politiche, conflitti, una ribellione contro l'attuale sistema gerarchico di governo e un treno leggendario chiamato Il Quadrato Nero, un convoglio fatto di luoghi in continuo mutamento, dove gli Artisti del Racconto custodiscono e tramandano le storie perdute dell'umanità.
È un mondo ricco, con una premessa dal forte potenziale ma che non rispetta appieno le aspettative promesse: si perde nella sua logica onirica, spesso a discapito di risposte chiare o di un approfondimento dei personaggi; il senso di pericolo sembra sempre attenuato poichè il mondo appare troppo immateriale.
La prosa è, sì, lirica, ma vuota, un mero esercizio di stile fine a se stesso in cui si predilige la formula "tell don't show" Grande pecca che non ti permette di immergerti appieno nel world building, ne rallenta il ritmo e rende difficile instaurare un legame emotivo con i personaggi, che sembrano teatranti impegnati a mettere su uno spettacolo invece di essere individui pienamente realizzati e in grado di dimostrare della vera iniziativa.
La trama stessa, sebbene presenti alcune idee interessanti, è debole, ha ignorato i vari dettagli e le idee che avrebbero potuto essere davvero interessanti, concentrandosi invece su un comitato definito malvagio, ma di cui non viene mai mostrata suddetta malvagità. E, per quanto interessante il tema centrale del linguaggio come creazione del mondo e veicolo di potere, non basta a salvare una narrazione confusionaria in cui il tema si perde nei suoi stessi ragionamenti.
Un vero peccato perché poteva essere molto meglio.
Cosa c'è in un nome?
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In genera un sottofondo carino, non un libro a cui appassionarsi
Carino
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