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Nessuno canta il mio nome

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Nessuno canta il mio nome

Di: Yann Martel
Letto da: Michele Botrugno, Diego Prosperi
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Una nuova leggenda sovverte la prospettiva regale dei poemi epici sulla guerra di Troia: a differenza dell'Iliade e dell'Odissea che cantano di re, eroi e dei, qui il protagonista è Psoas di Midea, umile pastore, che lascia la moglie e la famiglia per combattere a Troia, riuscendo a sfidare e sconfiggere un figlio del re Priamo. Il poema della sua vita è andato perduto, fino a quando, trentatré secoli dopo, un accademico di nome Harlow Donne ne scopre i frammenti e per studiarli si trasferisce dal Canada a Oxford, anche se ciò significa lasciare la figlia e incrinare ulteriormente un matrimonio già fragile. Mentre Harlow ricompone e commenta i resti del poema, riaffiorano in lui i ricordi della sua famiglia, e si trova a confrontarsi con le stesse domande di Psoas: l'ambizione, la nostalgia di casa, la responsabilità, in un dialogo continuo tra antico e contemporaneo. Nonostante i tremila anni che li separano, un filo non si è spezzato; in questo capolavoro che intreccia mito e storia contemporanea, Martel narra il canto universale del rimpianto, della forza di volontà e del dolore, ed esplora il prezzo che paghiamo per le nostre ambizioni e il modo in cui le viviamo, schiacciati dal fato e dall'umana sete di potere, allora, oggi e per sempre.

©2026 Mondadori Libri (P)2026 Mondadori Libri
Intrattenimento e arti dello spettacolo Narrativa di genere Narrativa letteraria

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Più rilevanti
​Il fulcro del romanzo accademico si basa sulla ricostruzione filologica di un poema antico andato perduto (e inventato dall'autore). Questa operazione assomiglia a un esercizio di stile, una finzione letteraria fin troppo cerebrale e artefatta che appesantisce il ritmo e spezza il flusso della narrazione.

Molto esercizio di stile, poca emozione

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

storia intensa e coinvolgente che intreccia il richiamo dell’epica classica con le fragilità e le domande della vita contemporanea.
Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è proprio il parallelismo tra gli eroi dell’epica e le persone di oggi: battaglie diverse, ma ugualmente difficili da affrontare. L’idea del paragone tra l’epica e la vita attuale mi piace: è interessante e fa riflettere su quanto, in fondo, certe emozioni e certe sfide siano senza tempo.

Interessante

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Ottimo esercizio di stile che tuttavia non è riuscito a lasciarmi qualcosa. Per quanto la scrittura sia ottima e la conoscenza della mitologia impressionante, la storia in sé risulta vuota e poco coinvolgente.

Vuoto

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