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Falso contatto

Di: Wolf Haas, Isabella Amico Di Meane - traduttore, Marina Pugliano - traduttore
Letto da: Fabrizio Rocchi
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Franz Escher è un oratore funebre viennese dalle tendenze solitarie. La sua grande passione nella vita sono i puzzle, soprattutto quelli che riproducono dipinti famosi, di cui possiede una vasta collezione. Vorrebbe che anche la vita funzionasse così, come un puzzle, un congegno controllabile dai contorni ben definiti. Quando un gesto distratto lo porta ad affrontare conseguenze più grandi di lui, l'effetto è esilarante. Per cavarsela dovrà perfino riallacciare i rapporti con la dottoressa Nellie Wieselburger, una collega un po' invadente e dal collo bellissimo con cui ha un conto in sospeso. Elio Russo è un pentito sul punto di uscire di prigione e cominciare una nuova vita in Germania sotto il nome di Marko Steiner. Un uomo di grande astuzia e abilità, anche linguistica, capace di reinventarsi in tutte le situazioni che la vita gli pone davanti e di trarsi d'impaccio con la facilità con cui si dice «abracadabra». Per proteggere il suo segreto sceglie la solitudine, fino a quando non incontra Gabi, una donna con un viso d'altri tempi che gli ricorda un amore passato, e i segreti si moltiplicano. Per un falso contatto, un libro (o forse due) e la curiosità travolgente di Alla, la figlia quattordicenne di Marko Steiner, le storie di questi due uomini così diversi fra loro si rincorrono da una pagina all'altra in un meccanismo serratissimo e molto, molto divertente, che Wolf Haas conduce con un virtuosismo da maestro. Chi legge prova lo stesso tipo di meraviglia che suscita la famosa opera dell'incisore olandese Escher, non a caso omonimo del protagonista, in cui una mano disegna l'altra. Ma oltre allo stupore il romanzo procura tutto il gusto della suspense, in una narrazione ricca di colpi di scena, omicidi, inseguimenti e scambi di persona. Falso contatto è un capolavoro di ingegnosità e intrattenimento, un giallo a cui abbandonarsi con un piacere quasi fanciullesco, un puzzle letterario che crea dipendenza.

©2026 Giulio Einaudi editore (P)2026 Giulio Einaudi editore
Narrativa di crimini Narrativa di genere Narrativa letteraria

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Mi è piaciuto tutto, la trama e i personaggi. La spirale del racconto è pazzesca

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Quando leggi il nome di Wolf Haas in copertina, ti aspetti quella scrittura ritmata, quasi musicale, e quell'ironia tagliente che ha reso celebre il suo commissario Brenner. Purtroppo, in Falso contatto, l'alchimia sembra essersi dispersa tra troppe mani e troppi intenti diversi.
Il titolo è, ironicamente, profetico: tra il lettore e la narrazione si crea proprio un "falso contatto". La scintilla non scocca mai davvero e il flusso continua a interrompersi.
Essendo un’opera a più mani, si avverte troppo lo stacco tra i diversi contributi. La voce di Haas, che dovrebbe essere il collante, finisce per diluirsi in uno stile che a tratti risulta frammentario e poco coeso.
L’idea di base è intrigante, ma lo sviluppo appare spesso confuso. Invece di generare suspense, la complessità sembra fine a se stessa, lasciando chi legge con la sensazione di rincorrere un filo logico che continua a spezzarsi.
È un libro che si legge velocemente, ma che lascia poco. È un’operazione intellettuale interessante sulla carta, ma che all'atto pratico risulta fredda e meccanica. Se amate Haas per la sua unicità, questo "lavoro di squadra" rischia di lasciarvi con l'amaro in bocca e la voglia di riaprire un suo vecchio romanzo.

AP

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