Gli antropologi
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Letto da:
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Laura Adriani
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Di:
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Savaş Ayşegül
Asya e Manu hanno lasciato i loro paesi e le famiglie d’origine e raggiunto una grande città. Una condizione oggi comune alla gioventù, alla ricerca di un proprio posto nel mondo e attratta dall’idea di ridefinire liberamente la propria esistenza, senza gli usi e i costumi delle generazioni precedenti.
Come coloro che non hanno radici nel luogo in cui vivono, Asya, documentarista, e Manu, impegnato in un ente non-profit, sono sedotti dalla città che li ospita, frequentano caffè e case di amici, si immergono nella cultura locale con lo sguardo curioso e interrogativo di antropologi, affascinati dalle abitudini e dai comportamenti altrui e con il desiderio di comprendere come trovare bellezza e felicità nella precarietà della loro esistenza.
Lontani, giungono gli echi delle vicende dei familiari, i genitori che invecchiano, i nonni che si ammalano, i nipoti che crescono.
Con una scrittura che penetra magistralmente nei dettagli della vita quotidiana, Ayşegül Savaş descrive la giovane coppia in un momento cruciale: quello in cui si tratta di diventare adulti, affrontare la vita coniugale e mettere radici. Come farlo senza perdere il legame con le tradizioni da cui entrambi provengono? Come diventare una famiglia senza rinunciare agli amici con cui si è condivisa la giovinezza e l’intensa frequentazione della città?
Esplorazione intima della migrazione culturale, della vulnerabilità umana e della tensione tra ciò che ci lasciamo alle spalle e ciò che scegliamo di portare con noi, Gli antropologi illumina la condizione dell’amore nell’epoca in cui il cosmopolitismo è ancora nella terra di mezzo della fine del vecchio mondo e dei primi vagiti del nuovo.
Miglior libro dell’anno per “The New Yorker”, “Time Magazine”, “Vanity Fair” e “New York Magazine”.
Tra i cinque romanzi dell’anno preferiti da Barack Obama.
“Ayşegül Savaş celebra la ‘sottile grazia’ della vita normale di una coppia. Incantevole!” - The New York Times
“Gli antropologi parla di amore, giovinezza e del più profondo e sfuggente dei soggetti: la felicità. Delicato, saggio e arguto, un romanzo meraviglioso di una delle mie scrittrici preferite.” - Katie Kitamura
“Una meditazione erudita ed elegante sulla vita moderna e sull’amore moderno… Non lasciatevi ingannare dal tono pacato e apparentemente distaccato di Savaş: sotto si nascondono strati di saggezza, delicatezza e sottigliezza… una creazione straordinaria.” -The Guardian
©2025 Gramma Feltrinelli (P)2026 Gruppo Feltrinelli
Sceglie una fase fondamentale della formazione individuale, tratteggiando una giovane coppia (di immigrati, dettaglio basilare) che cerca di capire la propria collocazione nel mondo del lavoro e nei primi progetti di vita, con l’efficacissimo espediente di non collocarli esattamente nello spazio, per ottenere così il risultato - voluto e ben elaborato - di universalizzare l’esperienza.
Non sapremo mai in quale città ci stiamo aggirando tra i capitoli, da quale paese esattamente provengano la narratrice e gli altri personaggi, quale sia l’esatta storia alle loro spalle.
Eppure la città straniera, con la sua geografia sociale e il suo tessuto complesso di quartieri, è personaggio di primo piano proprio come la protagonista narratrice e il suo ristretto gruppo di conoscenze.
Una città che si cerca in qualche modo di rendere propria, attraverso osservazione e tentativi di appropriazione, ma rimane difficile da penetrare (“ora ci vergogniamo un po’ quando ci passiamo davanti, come se fosse il segno tangibile che non siamo riusciti a fare nostra la città”).
L’opera vuole essere l’ipotetico diario contemporaneo di qualsiasi espatriato del mondo occidentale, combattuto tra la voglia di integrarsi e le barriere che la vita e le città attuali, impercettibilmente. impongono a chi non ne conosce i meccanismi (e forse anche a chi li abita da sempre?).
E quindi la quotidianità diventa fatta di intimità, legami familiari rassicuranti ma claustrali, osservazione del mondo esterno (qui perfettamente simboleggiata dal lavoro di documentarista e dal progetto sul parco).
Un lavoro molto interessante e commovente per delicatezza, sensibilità, approccio intimo e non didascalico.
“In fin dei conti, sono le persone che fanno un luogo”.
“Per la nostra vita insieme. Che è grande, ma anche minuscola”
Delicato e arguto
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L’arte di osservare la vita quotidiana
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Essenziale e profondo
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Brava la lettrice
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lettura ok
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