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Marckalada

Quando l'America aveva un altro nome

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Marckalada

Di: Paolo Chiesa
Letto da: Alberto Molinari
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A proposito di questo titolo

In un’opera scritta da un frate milanese del Trecento, Galvano Fiamma, si nasconde una breve menzione di una terra chiamata Marckalada, situata a ovest della Groenlandia. I marinai che viaggiano per i mari del Nord ne parlano come di una terra ricca di alberi e animali, dove si trovano grandi edifici e vivono dei giganti. È una notizia sensazionale: la prima menzione del continente americano nell’area mediterranea, un secolo e mezzo prima del viaggio di Colombo. Ma chi è Galvano Fiamma e da dove ricava queste informazioni? Cosa si sapeva davvero in Italia delle regioni al di là dell’oceano? Per rispondere a queste domande sarà necessario interrogare molti suggestivi personaggi: gli esploratori vichinghi che dall’Islanda approdarono sulle coste americane; il prete del porto di Genova, che tracciava carte geografiche; i mercanti che dal Mediterraneo si recavano al Nord per acquistare pellicce e uccelli da preda; gli imbarcati sulle galee genovesi scomparse nell’Atlantico mentre cercavano di raggiungere l’India navigando verso ovest. Il risultato è una ricerca appassionante come una spy story, una trama internazionale ricca di colpi di scena.

©2023 Laterza (P)2024 Audible GmbH
Europa Medievale Mondiale

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Più rilevanti
Ascolto interessante e stimolante. Il tono è sempre abbastanza leggero, soprattutto considerando che la filologia non è proprio disciplina da cabaret. Merito anche dell'ottima lettura, mai sopra le righe e mai monotona.

Una piacevole scoperta

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Molto stuzzicante l'argomento, e particolarmente interessanti, seppur per ragioni diverse, gli ultimi due capitoli. Curioso anche tutto il resto, s'intende, insomma è una bella storia. Non l'ho trovata noiosa come dicono le altre recensioni, certo l'autore è spesso ridondante e un po' prolisso ma esplora con dovizia di particolari ogni aspetto della sua scoperta. In ogni caso questo non è un romanzo ma l'opera di uno studioso e non bisogna dimenticarlo. Il narratore è molto bravo, dà un'anima al testo quasi a cercare di renderlo quel che non è, un romanzo appunto. L'ho trovato fin troppo espressivo, ma è un gusto personale. Insomma libro consigliato

Un'esaustiva descrizione di una scoperta interessante

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Argomento estremamente interessante ma a volte il libro risulta un po' pesante. Lettura molto bella e coinvolgente.

Libro interessante ma a tratti pesante

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Mi aspettavo una base documentale più solida dato il clamore della "scoperta" ma tant'è, lo dice anche l'autore, onesto sin dall'inizio che non fa lo storico e che non è il suo lavoro, in compenso si tratta di una "dichiarazione d'amore per la filologia" e per il metodo con cui si analizza e si ricostruisce una "Bella Storia" da capo a piedi. La lettura è molto piacevole specialmente per un testo in cui a volte i dettagli sono tediosi e in cui si scivola un pochino nell'autocelebrazione, ma di nuovo se parliamo di una "storia d'amore con la filologia" e non di un saggio storico gli si può anche perdonare. L'autore fa davvero apprezzare il lavoro di ricostruzione anche se un po' campato per aria dell'atmosfera entro cui si sviluppa l'idea di Markland tra racconti di marinai e la figura un po' cialtrona del cronachista milanese. Molto apprezzate le parti di Risposta alle domande in cui si sottolinea l'idea colonialista e arretrata della "scoperta" dell'America e in cui si svela la portata non propriamente accademica dello studio.

Un trattato di filologia

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

trattare un argomento noioso in maniera noiosa? fatto! sarò sincero, non l'ho finito, ne ho ascoltato solo metà ma è bastata a farmi pensare di aver buttato via un piccolo pezzo della mia vita...

la Noia

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