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La curva dell'oblio

Le indagini del commissario Mandelli, Vol. 4

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La curva dell'oblio

Di: Gian Andrea Cerone
Letto da: Mimmo Strati
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All'inizio di un gennaio milanese in cui c'è aria di neve, una segnalazione anonima porta al ritrovamento di un uomo ucciso in una mansarda in zona Lambrate: indossa una maschera da medico della peste e apparentemente è morto dissanguato; ­intorno al suo corpo sono appese sacche piene del suo stesso sangue. Il commissario Mandelli e l'ispettore ­Casalegno capiscono subito di trovarsi di fronte a un'efferatezza destinata a seminare altre vittime, e a un ­killer che vuole attirare l'attenzione lasciando una firma: la foto in bianco e nero di una rara specie di rosa. Tutta la squadra della UACV, l'Unità di Analisi del Crimine Violento, si attiva per seguire questa pista. Ma Mandelli è costretto a lasciare l'operatività delle indagini a Caterina Dei Cas, l'ombrosa poliziotta valtellinese fidanzata di ­Casalegno che è ormai al settimo mese di gravidanza. Lui e Casalegno, infatti, vengono chiamati dai superiori a occuparsi di un vecchio caso in Val di Fassa: un senatore molto potente pretende che sia fatta chiarezza sulla morte di suo figlio, avvenuta dieci anni prima e archiviata come accidentale, in un periodo in cui la valle era infestata da misteriosi delitti rituali…

Le due indagini corrono parallele e Mandelli si troverà a combattere pericoli spettrali e ­altri fin troppo concreti, mentre cercherà di dipanare la matassa del passato liberandola dalla legge implacabile dell'oblio.

©2025 Guanda (P)2025 Adriano Salani Editore
Donne detective Poliziesco Procedure di polizia

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Tutte le stelle
Più rilevanti
Una breve recensione che sento meritevole alla fine dei 4 libri della collana, davvero un piacevole ascolto, non scontata e prevedibile trama come spesso capita nei polizieschi italiani. Consiglio sereno da seguire amante consolidato del genere. Buon proseguo di ascolto e caro saluto a voi tutti.

Piacevole e ben fatto

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Sempre piacevole. Mi piacciono i personaggi. Non mi ha convinto il narratore. molto professionale indubbiamente, molto impostato... troppo. Nessuna fantasia o versatilità, soprattutto per le inflessioni regionali. Considerando che la serie è ambientata a Milano, magari uno sforzo ci stava. Sicuramente non è il tipo di lettura che apprezzo. poco stacco anche tra un capitolo e l'altro.

Già mi manca il prossimo

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Bel romanzo, con storie sanguigne che si intrecciano. Ti tiene inchiodato fino alla fine, senza lasciarti altre possibilità se non quella di arrivare alla fine, tra intuizioni e colpi di scena che si susseguono senza sosta

Bellissimo intreccio, fino alla fine

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Santo cielo. Perché gli autori si ostinano a scrivere in lingue sconosciute? Il poco dialetto milanese, biascicato malamente. Il ladino, che per caso conosco un po’ da quarant’anni di Val di Fassa, straziato. Non c’è una redazione che si documenta prima o durante la lettura? I toponimi letti a casaccio. Per il resto, anche alcune parole sono inventate lì per lì, nella foga della lettura.

Il lettore!

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Lettura accattivante e fedele allo spirito del libro. Peccato per la pronuncia dei toponimi ladini, sistematicamente sbagliata.

Avvincente, ma…

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