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Sintesi dell'editore

Nel tranquillo paesino di Carriveau, Vianne Mauriac saluta il marito Antoine che si sta dirigendo al fronte. Non credeva che i nazisti avrebbero attaccato la Francia, ma di punto in bianco si ritrova circondata da soldati tedeschi, carri armati, aerei che scaricano bombe su innocenti. Ora che il Paese è stato invaso, Vianne è obbligata a ospitare il nemico in casa sua: da quel momento ogni suo movimento è tenuto d'occhio, lei e sua figlia sono in costante pericolo. Senza più cibo né denaro, in una situazione di crescente paura, si troverà costretta a prendere, una dopo l'altra, decisioni difficilissime.

Isabelle, la sorella di Vianne, è una diciottenne ribelle in cerca di un obiettivo su cui lanciarsi con tutta l'incoscienza della giovinezza. Mentre lascia Parigi insieme a migliaia di persone, incontra il misterioso Gaëtan, un partigiano convinto che i francesi possano e debbano combattere i nazisti. Rapita dalle idee e dal fascino del ragazzo, Isabelle si unirà alla Resistenza senza mai guardarsi indietro, non considerando i rischi gravissimi a cui andrà incontro.

"L'usignolo" racconta di due sorelle distanti per età, esperienze e ideali, ognuna alle prese con la propria battaglia per la sopravvivenza, ma entrambe alla ricerca fiduciosa dell'amore e della libertà.

>> Questo audiobook in edizione integrale vi è offerto in esclusiva per Audible ed è disponibile solamente in formato audio digitale.

©2016 Mondadori (P)2018 Mondadori

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  • 08 09 2018

Bellissimo consigliato!

Storia appassionante ottima la narrazione! Ambientato nella Francia occupata la storia di due sorelle destinate a essere eroine immortali!

1 su 1 utenti hanno ritenuto utile questa recensione

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    3 out of 5 stars
  • Loulou
  • 17 09 2018

Trama ben pensata ma nell’insieme molto poco credibile

Mi piace l’idea della visione della guerra tutta femminile e mi piace il confronto/scontro tra le due sorelle: una lotta per la grande causa, l’altra per la propria famiglia, per gli amici e la mia simpatia va a quest’ultima in toto. Il personaggio di isabelle è odioso: egoista e con manie di protagonismo assoluto. Si immola alla causa ma non le importa nulla della sorella e della nipotina che abbandona nel momento del bisogno. Idem per il padre... poi arriviamo alle dolenti note ovvero particolari che rendono irreale la situazione: c’è la guerra e si muore di fame, in particolare nelle città... ma isabelle a Parigi si preoccupa di che abiti mettere quando esce, del trucco... manca il cibo e si trova il rossetto??? Suo padre affoga in litri di cognac... accidenti!!!!! E dove lo trova????? isabelle ha sempre baguette, fiaschi di vino e formaggio... insensato. Poi la ragazzina del collegio di suore attraversa niente po pó di meno che i Pirenei in inverno, ma non è lei la guida... lei segue il gruppo in gita - così, senza nessuna reale necessità... ecchè i piloti della RAF sono meno svegli di una 19enne egocentrica e hanno bisogno della maestrina che li accompagni????? Poi scambiare degli scarponi militari per delle espadrillas in corda per camminare per giorni e giorni sulla neve, beh che genialità (mentre nella realtà si rubavano le scarpe ai morti, in particolare ai soldati, perché erano scarpe resistenti) Al fronte opposto: in campagna invece crepano tutti di fame (ma come capre, conigli, galline e orti? E il fatto che in molti in quegli anni fossero fuggiti verso le campagne perché si riusciva a sopravvivere meglio che in città??? Sto parlando di testimonianze...nn di illazioni ) Non solo Vianne cura l’orto con i guanti da giardinaggio... sembra la descrizione di una desperate housewife californiana più che di una donna in tempo di guerra che deve provvedere ad un nuovo inverno di guerra.. ah poi sono così poveri che non hanno medicine, non ci sono medici ma posseggono sonniferi... boh insomma un’accozzaglia di assurdità. Forse se ne faranno un film eliminando una serie di banalità verrà fuori qualcosa di buono perché le basi ci sono. Per ultima l’interpretazione: PESSIMA. Sospiri, prese di fiato e pause sempre nei momenti sbagliati. Interi paragrafi letti in stile automa. Altri tentando di fare l’attrice. Per nn parlare dei tempi verbali straziati... ma per questo forse va tirata in ballo la traduzione non eccezionale....

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  • 08 09 2018

Bellissimo consigliato!

Storia appassionante ottima la narrazione! Ambientato nella Francia occupata la storia di due sorelle destinate a essere eroine immortali!

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  • 17 09 2018

Trama ben pensata ma nell’insieme molto poco credibile

Mi piace l’idea della visione della guerra tutta femminile e mi piace il confronto/scontro tra le due sorelle: una lotta per la grande causa, l’altra per la propria famiglia, per gli amici e la mia simpatia va a quest’ultima in toto. Il personaggio di isabelle è odioso: egoista e con manie di protagonismo assoluto. Si immola alla causa ma non le importa nulla della sorella e della nipotina che abbandona nel momento del bisogno. Idem per il padre... poi arriviamo alle dolenti note ovvero particolari che rendono irreale la situazione: c’è la guerra e si muore di fame, in particolare nelle città... ma isabelle a Parigi si preoccupa di che abiti mettere quando esce, del trucco... manca il cibo e si trova il rossetto??? Suo padre affoga in litri di cognac... accidenti!!!!! E dove lo trova????? isabelle ha sempre baguette, fiaschi di vino e formaggio... insensato. Poi la ragazzina del collegio di suore attraversa niente po pó di meno che i Pirenei in inverno, ma non è lei la guida... lei segue il gruppo in gita - così, senza nessuna reale necessità... ecchè i piloti della RAF sono meno svegli di una 19enne egocentrica e hanno bisogno della maestrina che li accompagni????? Poi scambiare degli scarponi militari per delle espadrillas in corda per camminare per giorni e giorni sulla neve, beh che genialità (mentre nella realtà si rubavano le scarpe ai morti, in particolare ai soldati, perché erano scarpe resistenti) Al fronte opposto: in campagna invece crepano tutti di fame (ma come capre, conigli, galline e orti? E il fatto che in molti in quegli anni fossero fuggiti verso le campagne perché si riusciva a sopravvivere meglio che in città??? Sto parlando di testimonianze...nn di illazioni ) Non solo Vianne cura l’orto con i guanti da giardinaggio... sembra la descrizione di una desperate housewife californiana più che di una donna in tempo di guerra che deve provvedere ad un nuovo inverno di guerra.. ah poi sono così poveri che non hanno medicine, non ci sono medici ma posseggono sonniferi... boh insomma un’accozzaglia di assurdità. Forse se ne faranno un film eliminando una serie di banalità verrà fuori qualcosa di buono perché le basi ci sono. Per ultima l’interpretazione: PESSIMA. Sospiri, prese di fiato e pause sempre nei momenti sbagliati. Interi paragrafi letti in stile automa. Altri tentando di fare l’attrice. Per nn parlare dei tempi verbali straziati... ma per questo forse va tirata in ballo la traduzione non eccezionale....

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Bellissimo consigliato!

Storia appassionante ottima la narrazione! Ambientato nella Francia occupata la storia di due sorelle destinate a essere eroine immortali!

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  • 17 09 2018

Trama ben pensata ma nell’insieme molto poco credibile

Mi piace l’idea della visione della guerra tutta femminile e mi piace il confronto/scontro tra le due sorelle: una lotta per la grande causa, l’altra per la propria famiglia, per gli amici e la mia simpatia va a quest’ultima in toto. Il personaggio di isabelle è odioso: egoista e con manie di protagonismo assoluto. Si immola alla causa ma non le importa nulla della sorella e della nipotina che abbandona nel momento del bisogno. Idem per il padre... poi arriviamo alle dolenti note ovvero particolari che rendono irreale la situazione: c’è la guerra e si muore di fame, in particolare nelle città... ma isabelle a Parigi si preoccupa di che abiti mettere quando esce, del trucco... manca il cibo e si trova il rossetto??? Suo padre affoga in litri di cognac... accidenti!!!!! E dove lo trova????? isabelle ha sempre baguette, fiaschi di vino e formaggio... insensato. Poi la ragazzina del collegio di suore attraversa niente po pó di meno che i Pirenei in inverno, ma non è lei la guida... lei segue il gruppo in gita - così, senza nessuna reale necessità... ecchè i piloti della RAF sono meno svegli di una 19enne egocentrica e hanno bisogno della maestrina che li accompagni????? Poi scambiare degli scarponi militari per delle espadrillas in corda per camminare per giorni e giorni sulla neve, beh che genialità (mentre nella realtà si rubavano le scarpe ai morti, in particolare ai soldati, perché erano scarpe resistenti) Al fronte opposto: in campagna invece crepano tutti di fame (ma come capre, conigli, galline e orti? E il fatto che in molti in quegli anni fossero fuggiti verso le campagne perché si riusciva a sopravvivere meglio che in città??? Sto parlando di testimonianze...nn di illazioni ) Non solo Vianne cura l’orto con i guanti da giardinaggio... sembra la descrizione di una desperate housewife californiana più che di una donna in tempo di guerra che deve provvedere ad un nuovo inverno di guerra.. ah poi sono così poveri che non hanno medicine, non ci sono medici ma posseggono sonniferi... boh insomma un’accozzaglia di assurdità. Forse se ne faranno un film eliminando una serie di banalità verrà fuori qualcosa di buono perché le basi ci sono. Per ultima l’interpretazione: PESSIMA. Sospiri, prese di fiato e pause sempre nei momenti sbagliati. Interi paragrafi letti in stile automa. Altri tentando di fare l’attrice. Per nn parlare dei tempi verbali straziati... ma per questo forse va tirata in ballo la traduzione non eccezionale....