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La levatrice

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La levatrice

Di: Bibbiana Cau
Letto da: Michela Atzeni
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A proposito di questo titolo

UNA STORIA DI CORAGGIO, RISCATTO E LIBERTÀ

Custode di un sapere antico,

una donna lotta per far nascere il futuro.

Non è una di loro, Mallena. Un giorno di sedici anni prima è arrivata a Norolani insieme con Jubanne, cui è bastato un attimo per innamorarsi e che l'ha sposata per proteggerla da un destino che gravava su di lei come una condanna. Eppure, per gli abitanti di quel paese dove il maestrale porta il respiro del mare, ormai è diventata un punto di riferimento. Perché Mallena è una llevadora che, mettendo in pratica il sapere antico tramandatole dalla madre, assiste tutte le partorienti, anche quelle delle famiglie più umili, senza mai pretendere nulla in cambio. Ma tutto precipita nel settembre 1917, quando Jubanne torna dal fronte ferito nel corpo e nell'anima. Per pagargli le cure necessarie, Mallena chiede a gran voce al consiglio comunale di essere remunerata per il suo lavoro e, ancora una volta, quel sussidio le viene negato. Come se non bastasse, in conformità a un decreto regio, viene assunta un'ostetrica diplomata, destinata a sostituirla.

Arriva dal continente, Angelica Ferrari: nonostante la giovane età, per essere lì ha combattuto a lungo, sfidando le convenzioni sociali e la disapprovazione del padre, che voleva relegarla tra le mura domestiche, sposata con un buon partito. E adesso deve lottare contro la diffidenza delle donne del paese, che la vedono come un'estranea e rifiutano le sue cure. Dovrebbero essere rivali, Mallena e Angelica, invece sono le due facce della stessa medaglia, entrambe spinte dal desiderio di libertà e indipendenza, entrambe tradite dalle persone che avrebbero dovuto proteggerle e vittime della quotidiana ingiustizia che il mondo sa riservare soprattutto alle donne. Tuttavia, quando la situazione si farà insostenibile e i fantasmi del passato torneranno a bussare alla porta di Mallena, sarà proprio l'intera comunità di Norolani a pretendere che, per una volta, si faccia davvero giustizia.

Una grande storia al femminile che, attraverso la lingua, i profumi, la poesia e la ruvidezza della vita quotidiana nella Sardegna d'inizio Novecento, narra di gente umile e schiva, ma unita da un profondo senso di comunità. E di una protagonista che, grazie a una saggezza ancestrale e alla solidarietà delle altre donne, matura in sé una nuova e luminosa consapevolezza.

©2025 Nord (P)2025 Adriano Salani Editore
Narrativa femminile Narrativa storica XX secolo

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Tutte le stelle
Più rilevanti
un libro ben scritto che aiuta a non dimenticare la forza silenziosa delle donne del nostro passato

Meritevole

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Scritto benissimo e letto ancora meglio. Un’unica voce ma con inflessione diversa riesce a risaltare i vari personaggi.

Bella storia l’ho divorata

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L ho ascoltato nell arco di un breve periodo, tutte le parti della storia hanno un ' anima! A mio giudizio molto bello!

Bravissima la lettrice, tutta la storia letta con intensita' di sentimenti

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il racconto di snoda chiaro e avvincente, molto ben scritto non si vede l'ora di ascoltarlo tutto

bella narrazione

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Mi ha riportato alle radici, quelle vere, che non si studiano ma si respirano. “La levatrice” è un libro che ti scava dentro, come fa la memoria quando torna a bussare con il profumo del pane cotto a legna, della terra dopo la pioggia, del mare che ti abbraccia anche quando sei lontano. In ogni pagina ho ritrovato il mio Sud: la forza delle donne, la dignità silenziosa, la fatica che diventa canto.

È un romanzo che non si legge soltanto, si vive. Ti rimette davanti alla semplicità che non è povertà, ma ricchezza di senso. Ti ricorda che la vita, quando è vissuta con coraggio e mani pulite, è un atto sacro. Ogni parola ha il sapore dell’autenticità, come se l’autrice avesse raccolto le voci delle madri e delle nonne che ancora oggi sanno curare, partorire, attendere e resistere.

“La levatrice” non parla solo di nascita, ma di rinascita. Ti restituisce il valore delle origini, l’importanza del sangue e dell’appartenenza, quel legame invisibile che continua a unirci a chi ci ha preceduti.

È uno dei libri più belli che abbia mai letto. Lo consiglio a chi ha bisogno di ritrovare se stesso, di riconciliarsi con la vita, con la propria terra e con la verità semplice delle cose. In fondo, come ogni grande libro, non racconta una storia: ti restituisce la tua.

Una lettura antica

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