Il cuore e la tenebra

Letto da: Giuseppe Culicchia
Durata: 6 ore e 41 min
4.5 out of 5 stars (112 recensioni)
Dopo 30 giorni EUR 9,99/mese

Sintesi dell'editore

Giulio, trent'anni superati da poco, viene raggiunto dalla notizia della morte del padre. Famoso direttore d'orchestra, si era trasferito anni prima a Berlino, dove era stato nominato direttore della Filarmonica.

Ossessionato dall'esecuzione della "Nona Sinfonia" diretta da Furtwängler nel 1942 per il compleanno di Hitler, aveva costretto l'orchestra a migliaia di prove estenuanti per ripeterla identica. La rivolta dei musicisti e l'accusa di nazismo che ne era seguita avevano troncato la sua carriera.

Sullo sfondo di una Berlino in costante mutazione, Giulio intraprende il suo viaggio per raccogliere i pezzi della vita di quel padre scomparso improvvisamente e che aveva visto così poco dopo che aveva lasciato la madre e lui e suo fratello ancora bambini. Tocca a Giulio occuparsi di tutto e, nell'appartamento berlinese, tra gli oggetti, i libri e i file personali, quella che piano piano prende forma davanti ai suoi occhi è una nuova immagine del padre, una nuova storia.

Culicchia scrive il suo capolavoro a nervi scoperti, un romanzo percorso da un'intensità indimenticabile, che racconta e riflette su amore, fallimento, ossessione, e sul rapporto tra padri e figli. Sulla nostalgia di ciò che è passato e non tornerà più e di ciò che non è mai accaduto, di ciò che non siamo riusciti a far accadere. E allora come si colmano i vuoti da noi stessi creati? Che cosa significa fallire? Cosa significa per un padre lasciare i figli? E per i figli crescere con un amore spezzato a metà? Può un'ossessione salvarci dal rimorso e dal rimpianto? Può un orrore che è altro da noi salvarci dalla nostra personale tenebra?

©2019 Mondadori (P)2019 Mondadori

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  • 02/04/2019

i conti col passato

Oggi,a fronte di un diffuso atteggiamento nostalgico,populista e nazionalista,occorre scendere nella "tenebra",per affrontare il mostro,non e' piu' sufficiente il mito del partigiano,a disinnescare la bomba sociale.
Il confronto con il passato,diventa il confronto con se stessi,con i nostri valori,con le nostre convinzioni,cosicche' la figura del padre,la sua morte improvvisa,in solitudine,diventa metafora di una riconciliazione ,politica e sociale,ma anche intima e familiare.
Mi e' piaciuta la parte della scoperta,un po meno la parte finale molto struggente e sentimentale.

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  • Bruno Bertoldi
  • 21/01/2020

Meraviglioso.

Un libro splendido.
Unica nota, andrebbe detto, scritto da Giuseppe Culicchia, sussurrato da Giuseppe Culicchia.

Emozionante.

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  • Laura B.
  • 14/01/2020

L'impegno di vivere nel passato.<br />

Ciò che mi indispone in questo romanzo è la caparbietà del padre e dei figli di continuare a vivere con la presunta convinzione che il loro presente sarebbe stato pieno e meraviglioso se solo il passato non fosse stato quello che è stato. Questa convinzione raggiunge livelli paranoidi e su questo si basa l"esagerato senso di tragedia di questo romanzo. Un marito, all'interno di un meccanismo familiare che ha come unico orizzonte la cura dei figli, tradisce la moglie , i due si separano. Da questo evento scaturisce un dramma esistenziale per :
il padre che amando i figli sopra ogni altra cosa è destinato a vivere con loro solo i periodi prescritti. Il tempo trascorso a me pare non solo ricco in quantità, ma pure di elevatissima qualità.
I figli vivono nel perenne senso di mancanza della madre quando stanno col padre e viceversa quando sono con la madre. Il figlio maggiore, preso un episodio come pretesto lo utilizza per tagliare definitivamente i rapporti col padre e ancora a 40 anni recrimina e affida al padre il ruolo di capro espiatorio di tutta la situazione familiare.
Il figlio minore riconosce e valorizza la dedizione e l'affetto sconfinato che il padre nutriva e nutre nei loro confronti, ma scopre che le accuse di simpatie naziste a lui mosse non sono infondate.
Molto interessante è l'analisi storica e dei punti di vista sul fascismo e sul nazismo.
Nel complesso è un romanzo che consiglio, introspettivo, con un'analisi della persistenza del nazi fascismo nella società attuale.
La figura della madre, soprattutto nel giudizio dei figli, scivola nettamente in secondo piano e a me è parso un disequilibrio molto marcato nella struttura narrativa.
Avrei preferito un narratore con una voce meno provata dalla partecipazione al trip tragico dei protagonisti, ma forse è meglio così: chi meglio dell'autore conosce il vero spirito che anima la storia?


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  • Utente anonimo
  • 21/06/2019

Il cuore e la tenebra

Semplicemente un capolavoro . Una dolcissima carezza per il cuore. Assolutamente da leggere . Meraviglioso per contenuto e interpretazione

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  • Luigi
  • 08/06/2019

Una bella triste storia!

Il titolo di questo libro: "Il cuore e la tenebra" rispecchia esattamente il racconto dello scrittore. Il racconto mi è piaciuto molto e non ho fatto fatica ad ascoltarlo. La parte piu' toccante il finale. lo scrittore è stato bravissimo anche ad interpretare la lettura del racconto.

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  • Marilena
  • 25/05/2019

Ode al padre

Culicchia é molto malinconico in questo libro. Tocca i tasti più profondi dell'animo umano. Il dolore profondo, la perdita, la morte

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  • EDW
  • 20/04/2019

Il cielo sopra Berlino

sto piangendo, è bellissimo e commovente. Ottimamente interpretato. Solo il volume è un po' basso. Grazie Beppe 😊😊😊

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  • Utente anonimo
  • 18/04/2019

Culicchia torna ai suoi massimi livelli

“Tutti giù per terra” e “Il paese delle meraviglie” sono, per me, i vertici di una importante e variegata bibliografia di Giuseppe Culicchia. Ora ci aggiungo questa sua ultima opera, che ha il pregio, tra i tanti, di raccontare le vicende drammatiche del Nazismo, della revisione storica e del neo Nazismo con puntigliosa ricerca e raffinatezza ma sempre, attraverso la delicata voce narrante, rimanendo in una tensione emotiva sincera.

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  • 15/04/2019

Meraviglioso.

Coinvolgente e trascinante. Un meraviglioso viaggio nei sentimenti interpretato dall’autore stesso. Mi è piaciuto moltissimo

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  • Concetta Vasta
  • 02/04/2019

magnifico libro!

Non conoscevo Culicchia, ma adesso me ne sono innamorata. Bellissimi i personaggi. Originale la storia e struggente. Non si giudica ma si sente solo un grande amore palpitare in ogni pagina. Perfetta l'interpretazione dell'autore.
Consigliatissimo!

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  • Blind Girl
  • 31/03/2019

Che palle!

Potrebbe essere anche bello, ma il Culicchia come autore ha una forte tendenza per lo zuccherato. Vista annebbiata dalle lacrime. Commozione. Autoflagellazione. Lacrime. Abracci e baci. Lacrime di nuovo.
La materia che il Culicchia ha non giunge per un romanzo intero. Lo spazio che ci rimane lo riempie con elementi saggistichi. Il Culicchia é sicuramente un uomo che sa tante cose e vuol farci parte, ma ne avevamo letti tantissimi di quelli romanzi saggi ormai... Pietá, per favore.
I protagonisti sono poco credibili. Immaginate un conduttore d'orchestra che ha tempo per una vastissima ricerca del nazismo (il risultato della quale sono un paio di pagine confuse peró) e che passa mesi interi ogni anno con i suoi figli. Un conduttore d'orchestra che seduce letteralmente OGNI donna con le lentigini. Un conduttore d'orchestra che piagnucola di continuo in modo irritante: gna gna gna che mostro sono da abbandonare i miei figli appena quando il naso gli sgocciolava, gna gna gna, che padre mostro sono da lasciar famiglia mia quando i figli stavan sedendo sul bidé col culetto unto di pupú, gna gna gna.
C'é dell'umorismo, c'é dell'ironia, c'é del sarcasmo, ma in fondo in fondo vedo che il Culicchia si commuove per il proprio testo. Per il testo proprio. É quando sta in cima ad ogni pianto, quando sta fino alla pancia in un lago di lacrime, io dico: che palle!