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Le dedico il mio silenzio

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Le dedico il mio silenzio

Di: Mario Vargas Llosa, Federica Niola - traduttore
Letto da: Edoardo Siravo
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Toño Azpilcueta vive per la musica peruviana e ne è forse il più autorevole, appassionato conoscitore, anche grazie agli insegnamenti del grande maestro Morones, sua guida negli anni universitari che si sono conclusi con il sogno sfumato di una cattedra dedicata al folclore nazionale. Negli anni, invece di guadagnarsi un posto di rilievo in seno all'élite intellettuale di Lima, Toño è riuscito solamente a riversare il suo vasto sapere in infervorati articoli pubblicati da riviste minori o in lunghe orazioni destinate a pochi eletti, perlopiù casuali frequentatori di locali in cui si respira il Perù autentico. Per questo è costretto a insegnare a scuola, e ad accontentarsi di un'anonima esistenza alla periferia della capitale e del cuore pulsante della cultura. Un giorno Toño riceve una chiamata sommamente inaspettata: José Durand Flores, il celebre scrittore, lo invita ad assistere a un'esibizione di Lalo Molfino, un chitarrista mai sentito nominare. Al concerto Toño si ritrova al cospetto di un musicista dal talento unico, capace di emozionare profondamente il pubblico. Ma chi è davvero quel giovane, e perché non ha la fama che merita? Toño decide di intraprendere un'indagine personale: in un viaggio attraverso una terra segnata dalla violenza di Sendero Luminoso, si mette sulle tracce di Lalo Molfino, alla ricerca delle sue origini, incontrando i suoi amori, inseguendone il fantasma sulle strade che l'hanno portato a diventare un artista ineguagliabile. E per Toño quell'impresa si trasforma presto in una missione, la più ambiziosa. Scriverà un libro per ripercorrere la storia dei ritmi del Perù, e per rendere omaggio al sogno che Molfino ha illuminato con le sue note: la musica criolla può portare avanti una rivoluzione sociale, abbattere i pregiudizi e le barriere, e unire l'intero paese in un abbraccio fraterno.

©2024 Giulio Einaudi editore (P)2025 Giulio Einaudi editore
Europea Italiana Letteratura mondiale Narrativa di genere Narrativa letteraria

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All’inizio non sai che cosa stai leggendo: un saggio di antropologia o di musicologia? Dubiti che si tratti di un romanzo. Poi, gradualmente, si dipana la storia, fino ad arrivare al capitolo 32 in cui ti si apre la mente e ti sembra di riuscire a cogliere il senso profondo della grande utopia del maestoso autore.
Il lettore ha un bel timbro ma la sua lettura è lenta (bisogna accelerare ad 1,2 per apprezzarla) e imprecisa (sbaglia la pronuncia di quasi tutte le parole spagnole e persino quella del francese dehors che ormai fa parte anche del nostro vocabolario).

L’ultimo colpo di genio

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Rivedo in questo libro l'umorismo e l'ironia del Llosa della Nina Mala... Bellissima la storia se non per due cose. Primo, come tutti gli autori - anche i piu' grandi - si cade nella trappola di entrare in un mondo di eruditismo personale in cui (in questo caso) la storia della musica peruviana declina in una sorta di saggistica puntigliosa. Francamente eccessiva, Poi il finale, in cui personalmente avrei auspicato esteticamente il ritorno alla storia di Lalo Morfino ed alla sua dedica. Sarebbe stato a mio parere un cerchio chiuso elegantemente. Ma l'autore non sono io. Poi e' il libro piu' maturo dell'autore...

Lettura come sempre eccellente di Siravo anche se non al suo top, qualche fine riga gli scappa. Non e' insomma il Siravo di Terzani o di Sepulveda...

In ogni caso consigliatissimo.

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