Gli inconsolabili
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Letto da:
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Edoardo Siravo
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Di:
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Kazuo Ishiguro
Tutto inizia con quella che sembra essere soltanto una strana forma d'amnesia: un pianista di fama internazionale, Ryder, arriva in un albergo della città in cui deve tenere un concerto. E mentre Gustav, un facchino pieno di idee, lo accompagna alla sua stanza, Ryder prende atto, con un'imperturbabilità appena venata d'ansia, di non sapere quasi nulla del soggiorno che lo attende. Eppure, probabilmente, ha già abitato in quella città; e forse c'era una donna ad aspettarlo, o addirittura un bambino. Ma perché ha dimenticato il passato? Kazuo Ishiguro disegna qui un universo fragile e complesso, malinconico e labirintico, dove il mistero è la chiave di volta di ogni vicenda, e la speranza resiste alla forza distruttiva della città degli inconsolabili. Perché potrebbe sempre succedere che «una corda si spezzi all'improvviso e uno spesso sipario cada a terra, rivelando un mondo pieno di luce e di calore».
©2017 Einaudi (P)2023 MondadoriCapolavoro
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Lettura meravigliosa di un libro peculiare
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Inconsolabile!
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Un Ishiguro atipico
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Si', la storia e' una bella idea, in cui si capisce come la consapevolezza del narratore si dipani man mano che si avanza nella lettura e si capisce come l'incertezza della realta' percepita venga dal narratore stesso.
Tuttavia l'incedere del libro su questa narrativa e' pedante nelle sue 23 ore di lettura. Credo ci sia molto di autobiografico (purtroppo, perche' tutti i lati fortemente autobiografici di un libro diventano un po' pretenziosi) in cui un autore di successo viene vessato dagli "altri" che vogliono sapere di lui e lo ossessionano disorientandolo. Lui sbotta si offende, reagisce, si perde. Poi c'e' lo spiraglio della realta' che ogni tanto si insinua nella esperienza onirica del narratore. Devo dire che la figura di Sophie e' quella piu' cara alla lettura e umanamente amabile. Bello il ritratto del bambino.
Anche la prosa di Ishiguro non la vedo eccelsa alla faccia del premio Nobel.
Poi c'e' Siravo. Non si tocchi Siravo, un lettore cosi' unico nella sua melodicita' fantastica e ironica che sarebbe a mettere sul comodino. Siravo e' insostituibile in Terzani (sembra che legga lui), bravissimo in Llosa e eccellente con Sepulveda.
Ma devo dire che Siravo non e' per Ishiguro, sono due mondi diversi e in Ishiguro manca quel tipo di ironia che si conforma alla lettura di Siravo.
In generale dunque sconsigliato soprattutto se fosse il primo di Ishiguro.
Inconsolato anch'io
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