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Berlino, addio

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Berlino, addio

Di: Gabriele Tergit, Isabella Amico Di Meane - traduttore, Marina Pugliano - traduttore
Letto da: Mosè Singh
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La magnifica festa del 30 gennaio 1933 sarebbe stata ricordata negli anni a venire come l'ultima occasione in cui si erano ritrovati tutti insieme. Fu un momento scintillante e al tempo stesso un commiato: la Berlino della comunità ebraica, con la sua vivacissima, brulicante polifonia, era perduta per sempre.

Dopo il grande successo de Gli Effinger, Gabriele Tergit narra le vicende di cinque famiglie berlinesi sradicate dalla ferocia della storia del Novecento. Quella sera c'erano gli Stern e i Kollmann, i Mayer e gli Jacoby, c'era il generale von Rumke, il caporedattore del «Berliner Rundshau» Stephan Heye oltre a una variopinta schiera di personaggi minori. Alcuni erano esponenti delle famiglie più in vista, altri di ceti più modesti. Hitler era appena stato nominato cancelliere e le loro vite non sarebbero più state le stesse. Praga oppure Parigi, Londra o gli Stati Uniti, queste le destinazioni dove chi riuscì a fuggire avrebbe trovato riparo. Era la fine di un'epoca e di tutto un mondo.

Dall'Impero alla Prima guerra mondiale, passando per la Repubblica di Weimar e il Terzo Reich, fino al secondo dopoguerra, Berlino, addio ritrae tre generazioni di tedeschi con il respiro di un'epopea e l'attenzione ai destini individuali di un classico del Novecento.

©2024 Giulio Einaudi editore (P)2025 Giulio Einaudi editore
Narrativa di genere Narrativa letteraria Narrativa storica XX secolo

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Il romanzo è interessante, ma la lettura risulta del tutto inaccettabile. A giudicare dai continui errori di pronuncia, talvolta veramente macroscopici, il lettore sembra totalmente estraneo alla storia, alla geografia ed anche a molti termini di uso comune.

Lettura inadeguata

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storia toccante di ebrei costretti all'esilio negli anni 30. peccato per il lettore che potrebbe imparare la storia e qualche parola in altre lingue. grande capolavoro che fa il paio con gli Effinger. spero che vengano pubblicate altre opere.

un capolavoro rovinato lettore 8

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Descrizione della fine di un epoca e dell'arrivo di un epoca buia. A tratti racconto non molto lineare e un po' confuso, che deriva in parte anche dalla voce troppo scanzonata del narratore. Non è comprensibile perché la lettura di un romanzo ambientato nella lingua tedesca venga affidato a un lettore che ignora la pronuncia del tedesco.

l'impotenza davanti al crollo

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