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È tanto che aspetti?

Di: Alberto Dallo Specchio
Letto da: Francesco Gabbrielli
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A proposito di questo titolo

Nel libro, attraverso la narrazione di alcune situazioni in cui mi è capitato di trovarmi, esprimo i miei punti di vista su vari aspetti della nostra vita quotidiana, sulle nostre abitudini, sui nostri usi e costumi. Siamo sempre più influenzati da modi di pensare stereotipati, da luoghi comuni dai quali si fa sempre fatica a staccarsi. Siamo spesso testimoni di episodi che denotano la mancanza di civiltà, di buona educazione, di senso del rispetto per il prossimo, per le cose, per l’ambiente, delle regole. Nello specifico, alcuni elementi trattati nel libro sono: l’uso smodato del cellulare, del quale non possiamo più fare a meno e dal quale siamo sempre più dipendenti. Accusiamo i giovani di tale dipendenza, senza accorgerci che noi adulti siamo a volte peggio di loro. I viaggi verso paesi economicamente meno sviluppati del nostro, dove, con pochi soldi, ci si può garantire la “compagnia” di belle ragazze per tutta la durata della vacanza. Nel caso specifico, a Cuba, con la scusa di perfezionare la tecnica dei balli latino-americani. Telefonate di Call Center da parte di operatori insistenti che spesso sfociano nella maleducazione e nell’arroganza. Come già accennato, episodi di mancanza di applicazione delle minime regole di base del vivere civile. Nei casi di cui si racconta nel libro, parchi pubblici, piscine danno lo spunto per mettere in risalto tali atteggiamenti. Ma anche per le strade, dove a volte la scritta “Baby on board” esposta sul lunotto delle vetture pare concedere agli automobilisti il sacrosanto diritto di esulare da quelle che sono le regole del Codice della Strada e della normale prudenza. L’abitudine di alcune persone di essere costantemente in ritardo, campando sempre le solite scuse che terminano con la classica frase: “È tanto che aspetti?”. La mia esperienza di anni come fisioterapista mi ha indotto a riportare alcuni episodi singolari, che tendono a sottolineare il profilo di alcuni pazienti. Alcuni episodi particolari, tra i quali un incontro con due suore; oppure un incontro con un’amica, nel quale si evidenzia come spesso noi uomini cerchiamo di celare la nostra più intima natura, per poi cadere nel banale e nello scontato. Tutti questi argomenti vengono trattati usando un pizzico di ironia, in modo da non renderli triti e ritriti e cercando di strappare un sorriso al lettore, che forse alla fine di ogni capitolo si ritroverà a pensare in maniera laconica: “Già, è proprio così!”.

©2024 Alberto Dallo Specchio (P)2023 Alberto Dallo Specchio
Scienze sociali

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