Che cos'è un retelling?
Ce lo suggerisce la parola stessa, tanto di moda tra coloro che amano gli inglesismi, sia pure per darsi un tocco di internazionalità: re-telling, ovvero "raccontare di nuovo". Si tratta di una tecnica narrativa volta a dare nuova vita a miti antichi, epopee, fiabe e grandi classici della letteratura, riproponendoli sotto nuove forme senza tradirne l'essenza(o provandoci).
Il motivo? Talvolta è quello di rendere queste opere più accessibili. Pensiamo, per esempio, al Poema del Cid: una versione in castigliano contemporaneo rende più immediata la lettura di un testo che, riga dopo riga, restituisce tutta la brutalità del mondo medievale.
Ma il retelling non è solo una semplificazione al ribasso per equilibristi digitali dalla soglia dell'attenzione piuttosto ridotta: spesso si manifesta, infatti, quale deus ex machina, come una riscrittura della storia con nuove ambientazioni, nuovi punti di vista o nuovi protagonisti, pur mantenendo intatto il Dna dell'opera originale.
Che differenza c'è tra adattamento e retelling?
Sebbene i due termini vengano spesso utilizzati come sinonimi, in ambito letterario e cinematografico indicano operazioni profondamente diverse. L'adattamento è una trasposizione da un medium a un altro — dal romanzo al cinema, dal teatro all'audio — che mira a conservare l'impianto narrativo dell'opera originaria, modificandone soltanto gli elementi necessari al nuovo linguaggio espressivo. Il retelling è un’operazione di riscrittura e reinterpretazione che instaura un dialogo rinnovato con il racconto originario: attraverso un processo di ricontestualizzazione, ne esplora nuove possibilità narrative, modificandone l’ambientazione, il punto di vista, l’epoca o persino i protagonisti, senza tuttavia disperderne il nucleo tematico e simbolico. È una rilettura capace di restituire nuova vitalità a storie già conosciute, svelandone significati inediti attraverso una diversa prospettiva ermeneutica.
In altre parole: ogni retelling implica un adattamento, ma non ogni adattamento può essere definito un retelling.
Un caso di confineè Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar: non un retelling in senso stretto, ma una straordinaria operazione di riappropriazione del passato. L’autrice restituisce voce a un personaggio storico realmente esistito, trasformando la biografia dell’imperatore romano in una riflessione narrativa e filosofica sulla condizione umana.
Il retelling “made in USA”
Come vedremo dai titoli consigliati in questo articolo, il retelling, quale pratica narrativa fondata sulla riappropriazione e sulla ricontestualizzazione dei grandi racconti della tradizione, sembra essere particolarmente caro agli scrittori e ai lettori statunitensi. Bisognerebbe indagare, con fare certosino, le ragioni di questa predilezione: forse perché la cultura di massa americana ha sempre dimostrato una straordinaria capacità di trasformare il patrimonio letterario e mitologico in immaginario condiviso, rendendo i classici accessibili a un pubblico sempre più ampio senza rinunciare a reinterpretarli. È proprio questo, in fondo, uno dei meccanismi alla base della stessa pop culture di origine nordamericana.
Esempi di retelling famosi: i titoli da non perdere
Retelling famoso dell'Iliade
Tra i retelling più celebri degli ultimi anni spiccano Circe e Il canto di Achille di Madeline Miller, autrice nordamericana che ha saputo reinventare i miti greci in modo del tutto personale. In Il canto di Achille, Madeline Miller riscrive l’Iliade scegliendo una prospettiva diversa da quella dell’epica tradizionale: al centro non c’è più soltanto il guerriero glorioso, ma l’uomo dietro il mito. È la voce di Patroclo a guidare il lettore dentro la storia di Achille, trasformando la guerra di Troia in un racconto sull’amore, sulla perdita e sulla fragilità di fronte al destino.
Retelling famoso dell'Illiade
Un retelling dell’epica omerica decisamente originale è quello proposto da Yann Martel in Nessuno canta il mio nome: l’autore ribalta la prospettiva dei grandi poemi sulla guerra di Troia, spostando il centro del racconto dagli eroi celebrati dalla tradizione a un uomo comune, Psoas di Midea, un pastore chiamato a combattere lontano dalla propria casa. Attraverso il ritrovamento del suo poema perduto da parte di un accademico contemporaneo, Martel intreccia mito e presente, mostrando come, a distanza di millenni, le domande dell’uomo restino le stesse: il desiderio di gloria, il peso delle scelte, la nostalgia per ciò che si è lasciato indietro e il prezzo dell’ambizione.
Retelling famoso di Cenerentola
Altra scrittrice da non perdere quando si parla di retelling è Marissa Meyer.
L'autrice statunitense trasfigura la fiaba di Cenerentola in un universo distopico e fantascientifico, sostituendo la corte con una metropoli futuristica, la scarpetta di cristallo con un piede bionico e la matrigna con un sistema di discriminazione nei confronti dei cyborg. Pur conservando gli archetipi della fiaba — la giovane emarginata, il principe, il ballo e la fuga — Meyer ne sovverte l'impianto narrativo, trasformando una storia di riscatto individuale in un racconto di identità, emancipazione e lotta politica. Con la saga delle Cronache Lunari, l'autrice ha inoltre reinterpretato altre fiabe celebri come Cappuccetto Rosso, Raperonzolo e Biancaneve, trasformandole in avventure fantascientifiche e contribuendo in modo significativo alla diffusione del retelling presso il grande pubblico.
Retelling famoso di Alice nel Paese delle Meraviglie
Sempre della stessa autrice, non perderti per niente al mondo Heartless, il retelling di Alice nel Paese delle Meraviglie che racconta le origini della Regina di Cuori prima che diventasse la villain più spietata e iconica del Paese delle Meraviglie. Marissa Meyer, già celebre per le sue originali riscritture delle fiabe classiche, firma così un’altra rilettura sorprendente, capace di trasformare un personaggio noto per la sua crudeltà in una protagonista complessa, fragile e indimenticabile.
Retelling famoso di Peter Pan
Altro celebre retelling ispirato alla fiaba di Peter Pan è The Never King di Nikki St. Crowe, narrato in versione audiolibro da Sara D'Angelo.
Sul suo sito ufficiale, la scrittrice statunitense Nikki St. Crowe racconta di trascorrere gran parte delle sue giornate a fantasticare e a scrivere dei "cattivi ragazzi" del paranormal romance: una dichiarazione d'intenti che trova piena espressione nella serie Vicious Lost Boys, un dark romantasy che rilegge in chiave adulta e sensuale il classico di J. M. Barrie. Qui Peter Pan non è più l'eterno ragazzo che si rifiuta di crescere, ma il "Never King", un sovrano oscuro e moralmente ambiguo, mentre i Bimbi Sperduti si trasformano in antieroi tormentati, dando vita a una rilettura radicale del mito originale.
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Retelling famoso de La bella e la bestia
La corte di rose e spine di Sarah J. Maas è uno dei retelling più celebri de La bella e la bestia. La storia riprende gli elementi fondamentali della fiaba — la giovane umana, la creatura misteriosa, il castello e l’amore capace di spezzare una maledizione — trasformandoli in un universo fantasy oscuro popolato da Fae ovvero creature fatate immortali e ambigue che appartengono a una tradizione folklorica molto lontana dall’immagine rassicurante delle fate delle fiabe per bambini.
Maas ribalta però la prospettiva originale: Feyre non è una semplice Belle da salvare, bensì una cacciatrice e una sopravvissuta che deve conquistare la propria libertà. Tamlin, la “Bestia”, diventa un personaggio complesso, mentre la fiaba si trasforma in una storia di potere, identità, desiderio e autodeterminazione.
Retelling famoso di Dracula
Per tutti i fan sfegatati di Dracula – la lista è davvero nutrita – segnaliamo uno dei retelling del celebre romanzo di Bram Stoker, quello narrato in Una dote di sangue di S.T. Gibson. Autrice bestseller numero 1 del Sunday Times e di USA Today di Una dote di sangue (A Dowry of Blood) e di altri romanzi gotici, i suoi dark fantasy e romance gotici hanno ricevuto nomination ai Goodreads Choice Awards e ai British Fantasy Awards. Gibson recupera gli elementi fondamentali dell'immaginario gotico — il vampiro, l'immortalità, il sangue, la seduzione e il potere — ma li trasforma in una storia d'amore oscura e tormentata, raccontando la relazione tra Dracula e Constanta dal punto di vista di quest'ultima.
Retelling famoso del mito del Minotauro
Kiersten White è un'autrice bestseller numero 1 del New York Times e vincitrice del Bram Stoker Award. Ha scritto numerosi romanzi per lettori di tutte le età, tra cui Hide, Mister Magic, Lucy Undying e la trilogia And I Darken.
Se sei un fan del mito del Minotauro, il titolo da non perdere è proprio Hide, un retelling contemporaneo della leggenda greca che trasforma il labirinto mitologico in un parco divertimenti abbandonato e il mostro antico in una minaccia misteriosa che perseguita i partecipanti a un gioco mortale. Come Teseo nell'antico mito, la protagonista Mack deve affrontare un percorso fatto di paura, trappole e sopravvivenza, ma White ribalta la prospettiva tradizionale: al centro non c'è un eroe destinato a sconfiggere il mostro, bensì una giovane donna segnata dal trauma, chiamata a scoprire la verità nascosta dietro il labirinto.
Retelling famoso di Romeo e Giulietta
E se Shakespeare avesse ambientato a Shanghai il suo Romeo e Giulietta? Ecco uno dei retelling più gettonati degli ultimi tempi: Queste gioie violente di Chloe Gong, una rilettura del celebre dramma shakespeariano che trasporta la rivalità tra Montecchi e Capuleti nella Shanghai degli anni Venti, trasformando le due famiglie rivali in gang criminali e sostituendo il conflitto tra casate nobiliari con una lotta per il controllo della città.
Vuoi sapere di più sull'autrice del retelling shakespeariano? Chloe Gong è un'autrice bestseller numero 1 del New York Times, diventata celebre per i suoi romanzi fantasy e fantascientifici, tra cui Queste gioie violente, Immortal Longings e Coldwired. Nata a Shanghai e cresciuta ad Auckland, in Nuova Zelanda, ha trasformato il suo legame con la cultura cinese in una narrativa capace di unire classici della letteratura, atmosfere storiche e immaginari contemporanei. I suoi libri sono stati pubblicati in oltre venti Paesi e nel 2024 è stata inserita nella lista 30 Under 30 di Forbes.
Anche gli autori italiani amano i retelling: titoli da non perdere
Tra gli autori italiani che più hanno saputo confrontarsi con i grandi racconti fondativi dell'umanità troviamo Roberto Calasso, raffinato scrittore, erudito saggista ed editor a lungo alla guida di Adelphi. La sua opera, sospesa tra letteratura, filosofia, antropologia e storia delle religioni, è stata una profonda indagine sui miti e sui simboli che hanno plasmato l'immaginario collettivo.
In Ka (1996), Calasso ha rivolto il suo sguardo alla mitologia indiana, dai Veda fino alla figura del Buddha, ripercorrendo antichi racconti sacri attraverso una prospettiva originale e personale. Non un semplice adattamento, ma una vera e propria riscrittura mitografica: l'autore ha ricomposto divinità, eroi e storie millenarie restituendo loro una nuova forza narrativa e mostrando come i miti antichi continuino ancora oggi a interrogare l'essere umano.
In Italia, tra gli esempi più celebri di rilettura dei grandi classici troviamo Alessandro Baricco, scrittore, saggista, drammaturgo e narratore tra le voci più note della contemporaneità, fondatore della Scuola Holden di Torino e autore di romanzi come Oceano mare e Novecento.
Con Omero, Iliade (2004), Baricco realizza una riscrittura originale del poema epico: sceglie di mettere da parte la dimensione divina dell’opera omerica per restituire centralità agli esseri umani coinvolti nella guerra di Troia. Attraverso ventuno monologhi, dà voce a eroi, guerrieri e abitanti della città assediata, trasformando il racconto della guerra antica in una riflessione contemporanea sulla violenza, sul desiderio e sul destino degli uomini.
Tra le autrici italiane che più si sono cimentate con il retelling, Marilù Oliva occupa un posto di rilievo per la sua capacità di riscrivere i grandi racconti della tradizione attraverso una prospettiva femminile. Tra i titoli da non perdere troviamo L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre, che restituisce voce alle figure femminili spesso rimaste ai margini del poema omerico, L’Iliade cantata dalle Dee e l’imperdibile La Bibbia raccontata da Eva, Giuditta, Maddalena e le altre, narrato da Viola Graziosi.
Marilù Oliva, che ringraziamo per il talento e la passione con cui riporta in primo piano i miti antichi in forma romanzata attraverso uno sguardo femminile, colma un vuoto narrativo importante: quello delle voci delle donne, spesso, troppo spesso, anzi spessissimo escluse dai grandi racconti fondativi della cultura occidentale.
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Finalista al Premio Strega 2026 con Platone, Matteo Nucci è uno degli autori italiani più interessanti quando si parla di mito greco, grazie alla sua profonda conoscenza della cultura antica e alla capacità di trasformare i grandi racconti del passato in riflessioni sul presente. I suoi libri sono soprattutto saggi narrativi: opere in cui l’analisi dei testi classici si intreccia con una scrittura letteraria e filosofica, capace di restituire nuova vitalità a dèi, eroi e personaggi mitologici.
In Achille e Odisseo. La ferocia e l’inganno (2020), Nucci rilegge due protagonisti fondamentali dell’epica omerica, mettendo a confronto la forza assoluta di Achille e l’intelligenza strategica di Odisseo. In Le lacrime degli eroi (2013) indaga invece il significato del pianto nel mondo omerico, seguendo l’evoluzione della civiltà greca attraverso il rapporto tra emozione, guerra e umanità.
"Nessuno fra gli antichi Greci ignorava la profonda distanza caratteriale che divideva i due eroi. Nessuno ignorava la vita di Odisseo e la morte di Achille, l'astuzia del primo e la schiettezza del secondo, la riflessività dell'uomo maturo e l'impulsività del giovane. Il loro desiderio di uccidere la morte. L'uno schivandola. L'altro disprezzandola".
Sempre restando nel mondo della Grecia antica, c’è un retelling cinematografico che in questi giorni catalizza l’attenzione di pubblico e critica: Odissea, il colossal con cui Christopher Nolan rilegge il poema di Omero sul grande schermo. Non una semplice trasposizione dell’epica antica, ma una reinterpretazione personale che interviene su personaggi, atmosfere e snodi narrativi. Un adattamento che, in appena quattro giorni, ha già registrato risultati straordinari al botteghino, ma che sta dividendo — e molto — la critica italiana. E tu, lo hai già visto?
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Chi è Christopher Nolan il regista di Odissea?
Christopher Nolan, nato a Londra nel 1970, è uno dei registi, sceneggiatori e produttori cinematografici più influenti del cinema contemporaneo. Autore di film diventati punti di riferimento come Memento, Il cavaliere oscuro, Inception, Interstellar e Oppenheimer, è noto per il suo stile complesso, caratterizzato da strutture narrative non lineari, grandi interrogativi filosofici e un uso innovativo della tecnologia cinematografica.
Con Odissea, Nolan si confronta con uno dei testi fondativi della cultura occidentale, trasformando il poema attribuito a Omero in un evento cinematografico globale: il film ha raggiunto 124 milioni di dollari nei primi quattro giorni negli Stati Uniti e in Canada, superando i 264 milioni a livello mondiale. Un risultato che conferma la forza del “marchio Nolan”, già consolidato dal successo di Oppenheimer, capace di riportare milioni di spettatori nelle sale anche con opere ambiziose e lontane dai tradizionali blockbuster: ma siamo davvero sicuri?
Odissea di Christopher Nolan: cosa cambia rispetto al poema di Omero
A dare volto agli eroi e alle creature dell’epica omerica è un cast stellare guidato da Matt Damon nei panni di Odisseo, l’astuto re di Itaca protagonista del poema, affiancato da Tom Holland nel ruolo di Telemaco, Anne Hathaway come Penelope, la moglie che attende il suo ritorno, e Robert Pattinson nei panni di Antinoo, uno dei pretendenti che insidiano il trono. Nel cast figurano anche Lupita Nyong’o, Zendaya e Charlize Theron, chiamate a dare vita alle figure del mondo mitologico immaginato da Christopher Nolan.
La nuova Odissea di Christopher Nolan è una delle riletture cinematografiche più ambiziose del poema omerico. Un’opera monumentale per durata, formato — la pellicola IMAX 70mm — e complessità produttiva, che deve però confrontarsi con una materia narrativa immensa. Nolan sceglie una struttura narrativa frammentata, alternando il presente a ricostruzioni del lungo viaggio di Ulisse e propone una versione dell’eroe più umana e meno legata alla dimensione mitologica. La componente divina dell’Odissea viene però decisamente ridimensionata. Molti studiosi e critici hanno osservato che il regista riduce drasticamente la componente mitologica dell’opera, lasciando sullo sfondo gli dèi e trasformando un universo dominato dall’intervento divino in un racconto più umano e psicologico. Ha fatto discutere anche la trasformazione di Ulisse: nell’epica omerica è l’eroe dell’astuzia, dell’inganno e della capacità di adattarsi, mentre nella versione di Nolan emerge soprattutto come un uomo segnato dalla guerra e dal senso di colpa. Per alcuni critici questa scelta arricchisce il personaggio di una dimensione contemporanea mentre per altri (i più) ne indebolisce l’essenza.
Tra gli episodi più contestati c’è quello di Polifemo: l’assenza del celebre stratagemma del nome “Nessuno”, uno dei momenti che meglio incarnano l’astuzia di Odisseo, è stata interpretata da alcuni come una perdita significativa dell’essenza originaria dell’eroe. Ma le libertà creative di Nolan non riguardano soltanto il Ciclope: anche il talamo di Penelope, simbolo della fedeltà e dell’identità profonda della coppia, scompare, mentre i Lestrigoni abbandonano la loro natura mostruosa per trasformarsi in guerrieri più realistici e terreni.
E che dire di Calipso e dei Lotofagi? Le figure mitologiche del poema vengono rilette attraverso una sensibilità tutta contemporanea: i Lotofagi sembrano evocare una comunità sospesa tra esperienze psichedeliche, senso di colpa e un continuo desiderio di fuga dalla realtà.
Per fare chiarezza tra tutte le indiscrezioni, le critiche e le diverse interpretazioni nate intorno al nuovo film di Christopher Nolan, che ne dici di ascoltare il capolavoro di Omero nella sua versione integrale su Audible?
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