Episodi

  • Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 40 del 8 Giugno
    Jun 8 2024
    https://youtu.be/CRAAl2vfaiI Francesco Zanardi – Don Livio Graziano si proclama innocente Denunciò il padre della vittima 13enne, il suo avvocato e il presidente della Rete L’abuso e malgrado la condanna in terzo grado di giudizio a otto anni, si proclama ancora innocente e si appella al giudizio divino. L’avvocato Della Rete L’ABUSO Mario Caligiuri ha replicato a quanto don Livio Graziano, attualmente in carcere, fa sapere attraverso il suo avvocato. “Lascia basiti la sfrontatezza delle parole che il religioso ha affidato al suo difensore con cui, poco dopo la sentenza definitiva, si autoproclami innocente, rimettendosi con fiducia alla Giustizia Divina. A riguardo sono d’obbligo, senza alcuna pretesa di completezza, le seguenti osservazioni. La denuncia, tempestivamente presentata dal padre del tredicenne, ha consentito ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino, l’avvio di indagini dall’esisto granitico in grado di resistere nel prosieguo del procedimento ad ogni successivo tentativo di confutazione in fatto ed in diritto. Basti considerare la sequela di segnali emotivi colti sul figlio, comprovati dal numero impressionante di messaggi inviati dal sacerdote sul cellulare del ragazzino. Ciò ha consentito agli inquirenti, oltre che approdare ad importanti elementi di prova, di poter desumere quei tratti di personalità del sacerdote inclini al controllo compulsivo ossessivo permanente. Il minore è stato ascoltato in ambiente protetto e ritenuto attendibile. A questo punto si rivolgono due domande. La prima è su quale sia stato il movente che ha animato un’intera famiglia a sostenere il falso. La seconda se sia il caso di appellarsi alla Giustizia Divina in considerazione dell’alta rischiosità di ottenere questa volta una pena perenne.” https://youtu.be/CRAAl2vfaiI?t=216 Ludovica Eugenio – Prosciolto dalle accuse di abuso sessuale su minore il cardinale canadese Gérald C. Lacroix E' stato prosciolto dalle accuse di abuso sessuale su minore il cardinale canadese Gérald C. Lacroix, arcivescovo del Quebec. Si è conclusa così l’indagine canonica preliminare a suo carico commissionata da papa Francesco e finalizzata a stabilire la plausibilità delle accuse e a decidere se avviare un processo. Poco più di un anno fa il papa aveva nominato Lacroix tra i membri del C9, il Consiglio dei cardinali che lo aiuta nell'opera di riforma della Curia. Le accuse contro Lacroix sono emerse lo scorso gennaio, nell'ambito di una class action intentata all'arcidiocesi, come responsabile di presunta violenza sessuale su una diciassettenne avvenuta tra il 1987 e il 1988 nella città di Québec. Per condurre l'indagine il papa ha nominato un giudice in pensione della Corte Superiore del Québec, André Denis. La class action era stata autorizzata dalla Corte Superiore del Québec nel 2022 e copriva chiunque avesse subito violenze sessuali da parte del clero o del personale laico della diocesi, a partire dal 1940; raccoglie le testimonianze di 147 persone. Il cardinale ha sempre negato «categoricamente» le imputazioni a suo carico, ma si è temporaneamente dimesso dalle sue attività in attesa che la situazione si chiarisse. L’indagine condotta da André Denis non ha però soddisfatto gli avvocati che hanno condotto la class action, che hanno espresso dubbi sulla credibilità e sull'indipendenza delle indagini. Il rapporto di Denis, ha detto l'avvocato Arsenault, «non significa nulla» (La Presse canadienne, 24/5). I documenti d'archivio hanno mostrato – lo ha detto lo stesso Denis – che Lacroix non era ancora prete nel 1987, e questo è un motivo per il quale il cardinale non è canonicamente perseguibile. Inoltre, le dichiarazioni del giudice in pensione evidenziano incompletezze e supposizioni, l’indagine si è chiusa con la conclusione che «non c'erano prove che collegassero Lacroix alle ac- cuse contro di lui». Tuttavia, lo stesso giudice ha ammesso che «Si potrebbe dire» che l'indagine è incompleta. Se la querelante decidesse di testimoniare, l'indagine potrebbe essere riaperta. Da parte sua, l'arcivescovo del Québec, dopo la chiusura dell'indagine, ha tirato direttamente in causa la donna che lo ha accusato, deplorando il suo rifiuto di collaborare con l'investigatore e invitandola «a sporgere denuncia penale contro di lui affinché si possa svolgere un processo adeguato». Per questo, dice, resterà sospeso dal suo incarico episcopale. Una mossa che è stata giudicata una ritorsione dall'avvocato della presunta vittima. «Spetta a lei – ha spiegato – scegliere dove presentare denuncia. Ha scelto di farlo nell’ambito dell’azione collettiva». Non si fida delle parole del cardinale, secondo cui le vittime di abusi meritano «che si faccia il necessario per ricevere una riparazione che le aiuti a guarire e ricostruirsi». L'arcidiocesi e le istituzioni associate in questa azione collettiva «hanno una sola preoccupazione ed è molto semplice»: «...
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  • Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 39 del 1 Giugno
    Jun 1 2024
    https://youtu.be/jcC-K5neFRM Francesco Zanardi – Confermata la condanna a 8 anni per Don Livio Graziano La sentenza di condanna per Don Livio Graziano, il sacerdote alla guida di una comunità di Prata Principato Ultra, è diventata definitiva. Don LIvio era stato condannato ad otto anni di reclusione per gli abusi su un minore. I magistrati della I Sezione Penale della Corte di Cassazione hanno confermato la condanna emessa nei confronti del sacerdote in primo grado dal tribunale di Avellino ed in appello a otto anni di reclusione, rigettando per inammissibilità l’appello dei difensori. Il tredicenne e i genitori costituiti parte civile nel processo sono stati rappresentati dall’avvocato Mario Caligiuri del foro di Roma mentre il sacerdote è stato difeso dagli avvocati Carlo Di Casola e Giampiero De Cicco.Dopo la condanna definitiva ora Don Livio Graziano dovrebbe tornare in carcere. La famiglia, come si legge in una nota apparsa sulla pagina ufficiale delle Rete L’Abuso: ”ha espresso gioia per questa patita sentenza che gli ha reso quella giustizia che la chiesa non ha reso”. https://youtu.be/jcC-K5neFRM?t=166 Francesco Zanardi – Sei anni e sei mesi a don Tempesta Sei anni e sei mesi. Questa la condanna di primo grado emessa dal collegio del tribunale di Busto Arsizio (Varese) nei confronti di don Emanuele Tempesta, 32 anni. L’ex parroco vicario di Busto Garolfo, nel Milanese, era arrestato il 15 luglio 2021 ed ora è stata confermata in primo grado l’accusa di abusi sessuali su minore. Il pubblico ministero Martina Melita aveva chiesto una condanna a 11 anni al termine della requisitoria. Tra le pene accessorie anche il divieto di avvicinarsi a scuole o luoghi frequentati da minori. Oltre 20 le parti civili con risarcimenti compresi tra i 750 e i 2mila euro. L’avvocato del sacerdote, il legale Mario Zanchetti, è pronto molto probabilmente a fare ricorso in appello. Stando a quanto emerso già dalle indagini, gli abusi si sarebbero consumati nell’abitazione del sacerdote dove solo alcuni dei piccoli sarebbero stati invitati per giocare ai videogiochi o fare due chiacchiere. Qui poi sarebbero avvenuti gli abusi quando il don aveva 29 anni. I minori vittime invece delle sue violenze avevano un’età compresa tra i 7 e gli 11 anni: i bambini sono stati sentiti dalle controparti con la formula dell’incidente probatorio. Ora si attendono le motivazioni della sentenza che saranno depositate in 60 giorni. https://youtu.be/jcC-K5neFRM?t=263 Ludovica Eugenio – Conferenza CEI; nulla di nuovo e dati di analisi meno ampi Il tema degli abusi sui minori nella Chiesa diluito nel mare degli abusi sui minori nella società, su internet, nello sport; un elogio delle iniziative della Chiesa italiana e del Vaticano per contrastarli, iniziative parziali, lente, astratte, farraginose, che nascono già vecchie. E l’ennesimo no a una commissione indipendente d’inchiesta. Può essere sintetizzato così il senso del convegno organizzato dalla CEI e dall’Ambasciata italiana presso la Santa Sede il 29 maggio dal titolo “Abusi sui minori. Una lettura del contesto italiano 2001-2021”. Diversi gli esperti invitati a parlare, ma le informazioni più rilevanti sono quelle fornite da alcuni degli intervenuti ai giornalisti in margine al convegno. A proposito del processo contro l’ex gesuita Rupnik, mons. Kennedy, segretario della sezione disciplinare del DDF ha detto che «È iniziato veramente bene e passo dopo passo, stiamo tenendo conto di tutti gli aspetti, quello delle accuse contro di lui, l’aspetto delle vittime, quello dell’impatto sulla Chiesa. È delicato, in questo momento non posso dire di più», Peraltro, il prelato irlandese ha sottolineato che la strumentalizzazione di immagini spirituali a fini sessuali, utilizzata anche da altri abusatori, e normalmente definita “falso misticismo”, un crimine contro la fede, non costituisce ancora una fattispecie giuridica nel diritto canonico e dunque allo stato attuale non prevede una pena. Quanto alla collaborazione tra Cei e Dicastero che, nelle parole pronunciate dal presidente CEI card. Matteo Zuppi nel 2022, doveva consistere nella trasmissione dei 613 dossier di abusi sessuali esaminati dal Dicastero tra il 2001 e il 2021, essa non esiste nella forma in cui era stata illustrata: ha affermato infatti Kennedy: «di per sé il nostro lavoro non è con le Conferenze episcopali, è con il vescovo singolo e con il superiore generale di ogni ordine religioso: sono loro i nostri interlocutori. Se una conferenza episcopale vuole avere delle statistiche, può chiedere alle diocesi di fornirle. Non è un lavoro che facciamo noi». Venuto a mancare il contributo del Dicastero vaticano nella trasmissione diretta alla Cei dei 613 dossier riguardanti casi di abusi sessuali, la Chiesa italiana ha dovuto “ricalcolare il percorso”, come fanno i navigatori. Di qui lo «studio pilota» illustrato dalla neopresidente del Servizio Tutela ...
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  • Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 38 del 25 maggio
    May 25 2024
    https://youtu.be/TluG8_YoV9A Francesco Zanardi - “Continuano gli abusi sessuali e gli insabbiamenti” il rimprovero al Papa Lo scorso giovedì la conferenza a Roma, organizzata da ECA Global e Rete L’ABUSO, pochi giorni prima delle celebrazioni vaticane per la Giornata mondiale dei bambini del 25-26 maggio, in cui Papa Francesco ospiterà l'evento inaugurale del Vaticano, accogliendo circa 70.000 bambini da tutto il mondo. Annunciando l'evento, Papa Francesco ha detto: "Come Gesù, vogliamo mettere i bambini al centro e prenderci cura di loro". Ma i dati dimostrano che i vescovi cattolici italiani hanno fatto esattamente il contrario. Secondo l’osservatorio permanente dell’unica Associazione italiana - Rete L’ABUSO, che il giorno prima ha incontrato il Presidente della CEI Matteo Zuppi - si stima che in Italia ci siano circa 1.000.000 di vittime di abusi sessuali da parte del clero. L'ECA e altri sostenitori stanno richiamando l'attenzione su quelli che identificano come problemi sistemici all'interno della Chiesa. Hanno messo in evidenza quelli che descrivono come i quattro peggiori vescovi d'Italia, che hanno presumibilmente coperto i sacerdoti che hanno commesso abusi, nascosto la loro identità ai genitori e trasferito abitualmente i colpevoli a nuove parrocchie. I quattro vescovi italiani con il peggior record di protezione dei bambini nelle loro diocesi sono: Mons. Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina Il cardinale Sepe Crescenzio di Napoli Cardinale Luis Ladaria Ferrer, ex capo del CDF Il cardinale Mario Delpini di Milano "Nessuno vuole aprire questo vaso di Pandora", ha detto p. Hans Zollner, il principale esperto vaticano di abusi dal 2014 al 2023, quando si è dimesso dalla Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori di Papa Francesco. In Italia c'è un undicesimo comandamento che dice: "Non fare brutta figura"", ha detto Zollner al Times di Londra. La situazione dei bambini maltrattati e delle loro famiglie in Italia è particolarmente grave. Devono affrontare notevoli barriere legali e culturali per denunciare gli abusi del clero sia ai funzionari della Chiesa che alle autorità civili. I preti pedofili italiani godono spesso di un alto livello di immunità da indagini e procedimenti penali. https://youtu.be/TluG8_YoV9A?t=245 Federica Tourn - Sarà processato l'ex cappellano militare che aveva abusato per anni di un bambino L’ex cappellano militare Salvatore Cunsolo – originario di Francofonte (in provincia di Siracusa) – accusato di violenze sessuali su minore, sarà giudicato con il rito abbreviato condizionato all’audizione di alcuni testimoni. Una decisione presa dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Siracusa Andrea Migneco per il 67enne che è stato denunciato da un ragazzo oggi 23enne, il quale ha raccontato di avere subìto abusi da quando aveva nove anni fino al compimento della maggiore età. Il gup ha ammesso l’audizione della badante dell’ex cappellano e di monsignor Abruzzese, il cardinale che avrebbe ospitato per anni il giovane che ha denunciato il sacerdote. Su richiesta della parte civile – rappresentata dall’avvocata Eleanna Parasiliti Molica – è stata invece rigettata la richiesta di audizione di Felipe Perfetti, direttore del blog Silere non possum. Un portale di informazione che si occupa dell’attività del Papa, della Santa sede e della Chiesa cattolica. Il giudice per l’udienza preliminare, inoltre, si è riservato sull’acquisizione di alcuni verbali del processo ecclesiastico nel quale Cunsolo è già stato rinviato a giudizio. Anche con le indagini in corso il prete – adesso in pensione – avrebbe continuato a celebrare la messa nella chiesa madre di Francofonte, pur senza alcun incarico ufficiale. Era stato poi il vescovo di Piana degli Albanesi a sospenderlo dallo stato clericale. «La prima volta che don Salvatore ha abusato di me avevo nove anni ed è successo a casa sua», ha raccontato la vittima, parlando di violenze che sarebbero continuate per quasi dieci anni. «Mi faceva male sia fisicamente che moralmente, ma – ha aggiunto il giovane – capivo che non avevo altra scelta». Non una costrizione nei fatti, ma una situazione che sarebbe dipesa dal legame e dalla frequentazione con il prete. Orfano di padre, dopo il trasferimento della madre fuori dalla Sicilia, dai nove anni, il giovane è andato a vivere con la nonna anziana e malata insieme al fratello disabile. Ha cominciato a frequentare la parrocchia e si è legato a Cunsolo. Nel corso dell’incidente probatorio, il ragazzo ha raccontato che il prete lo avrebbe avvicinato per la prima volta mentre era di ritorno dal cimitero, dove era andato a portare un fiore sulla tomba del padre. A denunciare tutto alla squadra mobile di Siracusa, accompagnato dall’arcivescovo Francesco Lomanto, il giovane si sarebbe convinto dopo essere venuto a conoscenza della vicenda del giovane archeologo che ha denunciato le violenze sessuali subite a Enna,...
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    19 min
  • Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 37 del 18 maggio
    May 18 2024
    https://youtu.be/1_8g3SAHkhk Francesco Zanardi – Fondo svizzero risarcimenti quasi a secco Il fondo di risarcimento creato nel 2017 per chi ha subito abusi nella Chiesa cattolica svizzera sarà presto esaurito. Questo perché le richieste di indennizzo sono significativamente aumentate dallo scorso settembre, quando è stato pubblicato l'ormai noto studio dell'Università di Zurigo, che ha portato alla luce più di mille episodi a partire dagli anni Cinquanta. Il risarcimento accordato è modesto, un massimo di 20'000 franchi a testa. Fino a settembre erano ogni anno in media una trentina le persone che trovavano il coraggio di fare richiesta: per la precisione 44 nel 2017, 52 nel 2018, 25 nel 2019, 21 nel 2020, solo 9 nel 2021, 17 nel 2022 e 34 nel 2023. Ora però, come detto, la situazione è drasticamente cambiata. I 500'000 franchi all'anno di cui dispone il fondo, quindi, non basteranno. La commissione che lo gestisce ha già chiesto altri soldi. Quelli ancora in cassa, saranno meno di 80'000 franchi questa estate una volta versato il dovuto per alcuni casi in sospeso, “saranno sufficienti per quattro o cinque persone”, ha confermato la presidente Liliane Gross al portale cath.ch. I principali contributori sono la Conferenza dei vescovi svizzeri - con 300'000 franchi - e la RKZ ovvero l'associazione delle organizzazioni ecclesiastiche cantonali, che versa 150'000 franchi. Secondo cath.ch, l'aumento di questa voce di spesa avrà conseguenze: la Chiesa cattolica, per esempio, non avrà i mezzi per partecipare finanziariamente allo studio sugli abusi previsti in un prossimo futuro anche dalla Chiesa evangelica riformata. https://www.rsi.ch https://youtu.be/1_8g3SAHkhk?t=213 Alessio Di Florio – La CEI considera lo stupro un “atto impuro” con stress, aver bevuto o provocazioni “attenuanti” “La Chiesa cattolica italiana continua a non affrontare il proprio scandalo degli abusi sessuali” è il titolo di un dossier pubblicato da worldcrunch.com già citato in due precedenti edizioni del nostro tg. Nel dossier sono citate alcune dichiarazioni di Mons. Ghizzoni in occasione della presentazione del primo “rapporto” della CEI nel 2022. Questo uno dei passaggi del dossier in cui si cita Ghizzoni «Ma c'è un altro passaggio degno di nota, quando Ghizzoni spiega il senso della seconda inchiesta in corso sui preti abusatori in Vaticano: “Chi commette dai 10 ai 50 casi nella sua vita è un abusatore seriale ed è un personaggio molto pericoloso, ma chi ha commesso un solo abuso nella sua vita, un giorno in cui ha bevuto, era sotto stress o se è lasciato provocatorio, possiamo considerarlo uno psicopatico seriale? Anche per questi dovremo pensare a soluzioni”. Chissà cosa pensa la vittima del prete che quel giorno aveva bevuto. Le dichiarazioni del Responsabile della tutela dei minori sembrano una sintesi trasparente, anche se evidentemente inconsapevole, delle motivazioni della Chiesa italiana a difendersi prima di cercare giustizia e verità. In definitiva, la questione degli abusi sessuali è diventata una delle questioni chiave su cui verrà misurata la capacità della Chiesa di avere importanza nel mondo di oggi». «Secondo Christine Pedotti, femminista cattolica e direttrice della rivista francese Temoignage Chrétien, le cause dello scandalo vanno ricercate proprio nel rapporto della Chiesa con la sessualità e la democrazia – riporta worldcrunch.com - Il pensiero 'impuro', la masturbazione, lo stupro, vengono tutti confusi sotto il termine generico di peccato». «Non esiste un legame diretto tra l'astinenza sessuale richiesta ai chierici cattolici e gli abusi, ma esiste un legame indiretto molto potente – prosegue l'analisi di Pedotti - In primo luogo, quando qualsiasi forma di attività sessuale, inclusa la semplice masturbazione, è considerata sbagliata, disordinata e peccaminosa, non esiste più una gerarchia di trasgressione: il pensiero 'impuro', la masturbazione, lo stupro, vengono tutti confusi sotto il termine generico di peccato, al punto che la differenza tra peccato e crimine diventa sfumata. Questa confusione è espressa nelle stesse parole dei responsabilità, che non smettono mai di parlare di peccato, penitenza e perdono, quando dovrebbero parlare di crimine, colpa, vittima, indagine, giudizio e verdetto». «Il problema, dice Pedotti, è che la Chiesa giudica la sessualità in relazione al sesto comandamento – non commettere adulterio – piuttosto che in termini di consenso – sottolinea worldcrunch.com - In un rapporto non consensuale è una persona che viene violata, non un comandamento. Ecco perché le vittime vengono regolarmente ignorate». https://youtu.be/1_8g3SAHkhk?t=404 Federica Tourn - Rupnik Aparecida Al Santuario nazionale di Nostra Signora di Aparecida, nello stato di San Paolo in Brasile, la più grande basilica mariana del mondo, è stata inaugurata l'11 maggi la facciata sud. Come la facciata nord, anche il grande ingresso ...
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    14 min
  • Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 36 del 11 maggio
    May 11 2024
    https://youtu.be/ORG4NzZuhSw Francesco Zanardi – Prof di religione pedofilo trasferito nel carcere di Via Aspromonte Alessandro Frateschi, l'ex professore di religione accusatore di abusi sessuali su minorenni, è stato trasferito dal suo arresto domiciliare alla prigione di via Aspromonte a Latina dopo aver continuato a ricevere visite in casa nonostante il divieto di contatti esterni. Il trasferimento è stato disposto dal giudice Laura Morselli su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, dopo una serie di verifiche effettuate dalle autorità. L'udienza preliminare per il caso Frateschi è fissata per il 24 maggio. In quella data, il giudice Morselli deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzato dalla Procura. La psicologa nominata dal giudice, Alessia Micoli, depositerà la perizia relativa alle due vittime minori che sono state ascoltate durante l'ultima udienza. Durante l'udienza, gli avvocati di Frateschi potrebbero optare per il processo con rito abbreviato o procedere con il rito ordinario. Frateschi è stato arrestato lo scorso anno con l'accusa di abusi su cinque ragazzi minorenni. È stato ai domiciliari dal luglio 2023, ma è stato trasferito in carcere mercoledì. Durante le udienze, sono emersi nuovi dettagli sulle violenze sessuali, incluso l'approccio inappropriato durante le lezioni di religione al liceo Majorana e durante una gita scolastica a Napoli. L'inchiesta è stata avviata dopo la denuncia del Garante dell'Infanzia, Monica Sansoni. https://youtu.be/ORG4NzZuhSw?si=J-Vb0cOacH_AKoHI&t=186 Alessio Di Florio – Chat “segrete” in Vaticano su Emanuela Orlandi, “dobbiamo far sparire tutto” "Dopo che ho scoperto che Pell ha finanziato la diocesi di Bergoglio tu sei sicuro che non finiremo nella merda?" “Perché questo sara in Vaticano e noi lo doviamo controllare. Il papa e con noi, il cardinale mi a detto che a septembde ci vediamo”. A settembre dobbiamo far sparire quella roba della Orlandi e pagare i tombaroli. Di questo devi parlare al papa. Poi ce la vedremo con il Vam e altre cose. Ora che torniamo si lavora all’archivio. E basta basta giornali e follie varie”. “Ascoltami bene, oramai abbiamo perso la battaglia giornalisti o meno non sono la soluzione. Adesso facciamo passare l’estate, io vado a Singapore e capirò di più, quando torno pensiamo a cosa fare e anche il papa sarà più lucido. Buttare tutto per aria e distruggere il Vaticano non ha alcun senso. Vediamo se il papa chiuderà il Vam o che farà, intanto io penso a cosa fare. Io ti voglio bene e veramente credo in te e in questa riforma ma così non andiamo lontano. Il papa sbaglia a gestire questo senza la gendarmeria. Io per quanti amici posso avere questi hanno mondi enormi dietro. Questi del georadar della tomba come li paghiamo? Il papà vuole sapere ma poi? Chi paga? E soprattutto di nascosto chi paga? “Piuttosto quella roba della Orlandi deve sparire e tu devi farti gli affari tuoi. Ho visto Giani, io non credo che sia come dici tu su di lui. Quello che hanno fatto è un reato e lui lo deve sapere”. “Non dici niente a Ciani. Orlandi sono cose vanno da serio. El cardinale a detto che doviamo mettere tutta la forzain questo, el papa e con noi” “Io so solo che se mi succede qualcosa sei morto. Ti avviso (e tre faccine che ridono). Brucia questa conversazione appena leggi. Fai le copie almeno di quella cosadella Orlandi e le mando in procura in forma anonima. Questa roba finisce male”. “El papa tiene molto in questo e lo faremo bene. A dopo” Questi sono stralci di messaggi su Whatsapp, rivelati in un’inchiesta del direttore del quotidiano Domani Fittipaldi, tra Francesca Immacolata Chaouqui e monsignor Lucio Vallejo Balda, messaggi consegnati alla Commissione bicamerale di inchiesta sulla scomparsa di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi da Pietro Orlandi. All'ANSA, Pietro Orlandi ha confermato che "in parte" il contenuto dei messaggi da lui consegnati corrisponde alla pubblicazione di Domani. "Le pagine consegnate - spiega sono otto anche se ovviamente non tutte le pagine parlano di Emanuela". Queste chat, scrive Emiliano Fittipaldi su Domani, erano state consegnate l’anno scorso al promotore di giustizia vaticano Diddi. “Le chat sarebbero conservate in due cellulari riservati che Chaouqui e Balda chiamavano telefoni bianchi, non si sa che fine abbiano fatto. I messaggi sembrano segnalare come qualcuno si fosse mosso con dei tombaroli con un georadar per identificare la tomba di Orlandi, e che i due proprietari dei telefoni sapessero dell’operazione. Fonti suggeriscono che ora già durante il processo Vatileaks 2 la gendarmeria ipotizzasse che documenti dell’archivio della prefettura degli affari economici fossero stati nascosti in un luogo segreto. Chaouqui nei WhatsApp parla in effetti di una cassa e Pietro Orlandi crede che oggi possa essere stata nascosta sotto i cunicoli della Basilica di Santa Maria Maggiore”. Di fronte a Diddi la ...
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  • Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 35 del 4 maggio
    May 4 2024
    https://youtu.be/KxuYt7sphno Francesco Zanardi – Urbino, la procura apre un fascicolo su don Roberto Pellizzari È stata ascoltata dalla Procura di Urbino la presunta vittima nell'inchiesta che ha coinvolto, con l'accusa di abuso su minore, il sacerdote 63enne Roberto Pellizzari, attualmente residente in Svizzera, la cui villa di Sant'Angelo in Vado era stata perquisita e posta sotto sequestro due settimane fa dalla polizia scientifica di Ancona. Gli inquirenti avevano messo i sigilli alla grande abitazione e, per molte ore, avevano passato al setaccio ogni stanza della grande casa messa in vendita dal parroco già dagli inizi del 2022. L'apertura del fascicolo d'indagine, da parte della Procura di Urbino che attualmente sta procedendo d'ufficio, risale al 2023: mesi dopo la Procura ha disposto questa perquisizione su larga scala, con l'utilizzo di otto agenti da Ancona e l'impiego di strumentazioni specifiche volte a cercare non solo impronte digitali ma anche eventuali liquidi biologici. Secondo fonti giornalistiche svizzere Roberto Pellizzari, per il quale non sono noti provvedimenti restrittivi né procedimenti penali a carico in Svizzera, si trova tuttora a Le Locle, sospeso dall'esercizio delle funzioni sacerdotali ma non trasferito. https://youtu.be/KxuYt7sphno?t=173 Federica Tourn – Il legame fra arte e abusi nell'opera di don Marko Rupnik L'11 maggio sarà inaugurata la facciata sud del Santuario di Nostra Signora di Aparecida, la seconda basilica più grande del mondo dopo San Pietro in Vaticano. Come nel caso del rivestimento della facciata nord, inaugurata nel marzo 2022, anche i mosaici che ricoprono il lato sud del Santuario portano la firma di Marko Rupnik, l'ex gesuita accusato di abusi su almeno una ventina di donne ed espulso lo scorso luglio dalla Compagnia di Gesù. L'inaugurazione prevista ad Aparecida per l'11 maggio appare una provocazione per le vittime. Lo stretto legame fra l'opera artistica di Marko Rupnik e gli abusi da lui commessi è confermato proprio da una delle sue vittime, Gloria Branciani, ex religiosa della Comunità Loyola. Branciani ha raccontato (prima al giornale Domani e poi durante una conferenza stampa, lo scorso 21 febbraio a Roma) di aver subito violenze per nove anni da padre Rupnik, quando il gesuita era il padre spirituale della Comunità Loyola, che aveva contribuito a fondare insieme a Ivanka Hosta all'inizio degli anni '90 in Slovenia. «In Rupnik, la dimensione sessuale non si può separare dall'esperienza creativa. Nel ritrarmi, mi spiegava che rappresentavo l'eterno femminino: la sua ispirazione artistica deriva proprio dal suo approccio alla sessualità», spiega Gloria Branciani, che è stata modella di Rupnik quando era ancora studentessa di medicina e frequentava il suo atelier in piazza del Gesù un rom. «Sosteneva che la sessualità si trasforma e viene purificata nell'opera d'arte», aggiunge Branciani. «Le mie attese spirituali per una riflessione sul rapporto fra arte e liturgia sono state la porta che ha permesso a Rupnik di manipolarmi», conferma suor Samuelle, eremita diocesana in una diocesi francese. Suor Samuelle ha vissuto dal 2010 al 2014 al Centro Aletti, dove era andata a fare pratica come mosaicista nell'atelier guidato dall'ex gesuita. Per suor Samuelle, il cantiere è stato il luogo dell'approccio sessuale: «nella realizzazione dei mosaici in Italia e all'estero sono coinvolte persone manipolate e molestate da lui – dice la religiosa – oggi che ne abbiamo la consapevolezza, come possiamo pregare davanti a opere fatte da vittime?». Non solo: «Rupnik ha imparato a fare i suoi disegni quarant'anni fa, grazie alle aggressioni sessuali su Gloria – sottolinea suor Samuelle – I mosaici di oggi hanno la radice nel periodo in cui usava le donne come modelle e mezzora dopo abusava di loro ». Intanto, dopo che il papa ha tolto la prescrizione, si è riaperto il processo a Rupnik per i fatti risalenti all'epoca della Comunità Loyola. Lo scorso 3 aprile l'avvocata rotale Laura Sgrò ha depositato al Dicastero per la Dottrina della fede le denunce di cinque donne, fra cui Gloria Branciani e suor Samuelle . Fonte: OSV Notizie https://youtu.be/KxuYt7sphno?t=356 Alessio Di Florio – Aggressione e minacce, ha chiuso in anticipo la mostra sessualizzata “Gratia Plena” è una mostra allestita nell'ex chiesa di Sant'Ignazio di Carpi (Modena), sede del Museo Diocesano, dall'artista Andrea Saltini. Ne abbiamo parlato già nell'edizione numero 31 di questo notiziario. Saltini e chi ospita la sua mostra sono finiti nel mirino di chi lo accusa di blasfemia. Secondo taluni la mostra sarebbe blasfema e in ogni rappresentazione ci sarebbero riferimenti sessuali. Saltini ha smentito e dimostrato che così non è e le immagini sono più che chiare. Nonostante questo nelle scorse settimane, come abbiamo raccontato il mese scorso, c'è stato un crescendo contro di lui che è arrivato a minacce fisiche e un'aggressione. Nel ventre del ...
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    16 min
  • Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 34 del 27 aprile
    Apr 27 2024
    https://youtu.be/5ef6yibTU3M Francesco Zanardi – Pedofilia, al via a Tivoli il processo bis all’ex dirigente di Azione Cattolica Altri guai giudiziari per Mirko Campoli, l’ex dirigente dell’Azione cattolica condannato lo scorso marzo a nove anni in primo grado. Mercoledì presso il Tribunale di Tivoli il secondo rinvio a giudizio per Campoli difeso dagli avv.ti Antonio Todero e Attilio Piacente. Durante la discussione in udienza preliminare, forse valutata la precedente condanna, ha scelto la via del giudizio abbreviato, beneficiando così della riduzione di un terzo della pena prevista, sulla base delle gravi imputazioni formulate a suo carico per il reato di violenza sessuale – in base agli atti – inflitto ai danni di due ragazzini. La Giudice dott.sa Sabrina Lencioni ha anche ammesso come parti civili la Regione Lazio, rappresentata dalla Garante per i diritti dell’infanzia dott.sa Monica Sanzoni, rappresentata dall’avvocato Pasquale Lattari, la Rete L’ABUSO – Associazione sopravvissuti agli abusi del clero, rappresentata dall’avvocato Mario Caligiuri e l’Associazione No child abuse APS rappresentata dall’avvocato Michele De Stefano. La Giudice ha rinviato per l'esame dell'imputato e la discussione al prossimo 11 settembre. https://youtu.be/5ef6yibTU3M?t=170 Federica Tourn - Irruzione in centro Italia in casa di un abate svizzero Il vescovado di Losanna, Ginevra e Friburgo (LGF) ha informato, il 29 settembre 2023, che un sacerdote attivo nel cantone di Neuchâtel era stato sospeso per sospetto di abuso sessuale e che contro di lui era stato avviato un procedimento canonico. Il caso si è sviluppato il 13 aprile 2024, quando è avvenuta una grande irruzione della polizia nella casa di proprietà del sacerdote di origine italiana nel piccolo comune di Sant’Angelo in Vado (Marche). Ricerca importante Secondo ArcInfo , quasi dieci agenti della polizia scientifica sono scesi da tre auto e sono entrati in casa con le loro tute bianche e le loro valigette. Hanno perquisito tutti e tre i piani e hanno posto i sigilli. A interessare gli investigatori erano soprattutto il garage e i locali interrati. Secondo i media neuchâteliani, la polizia italiana sospetta il sacerdote di abusi sulla figlia minorenne dell’assistente medico che si prendeva cura di sua madre. Il caso è stato denunciato alle istituzioni della Chiesa oltre che alla giustizia italiana. Questa denuncia, fatta nel settembre 2023, è stata trasmessa anche a mons. Charles Morerod, vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo (LGF), perché il sacerdote risiede attualmente nel cantone di Neuchâtel. Il vescovado ha comunicato il 29 settembre la sospensione del sacerdote e l’avvio di una procedura canonica. La diocesi ha precisato di aver informato la procura di Neuchâtel. Nessuna procedura di Neuchâtel Il pubblico ministero del Cantone di Neuchâtel, Pierre Aubert, ha dichiarato ad ArcInfo di non poter pronunciarsi sull’opportunità di aprire un’indagine penale su questi fatti. Spiega di aver chiesto ulteriori informazioni alle autorità ecclesiastiche italiane. Hanno confermato l’apertura di un procedimento interno, precisando che la presunta vittima e la sua famiglia non avevano ancora presentato denuncia alle autorità civili. Nel cantone di Neuchâtel non è stata quindi aperta alcuna procedura. La diocesi della LGF ha affermato di collaborare con il sistema giudiziario e di essere consapevole che chiunque sia indagato non dovrebbe andare via. Da notare che il sacerdote in questione è già stato condannato per appropriazione indebita nelle parrocchie vodesi. https://youtu.be/5ef6yibTU3M?t=327 Francesco Zanardi - Prete di 89 anni rinviato a giudizio, accusato di abusi su un 14enne Sarebbe un prete accusato di abusi su un 14enne, don Giuseppe Bacchion, 89 anni nativo di Mirano e residente a Noale nella Diocesi di Treviso. Il prelato, difeso dall’avvocato Niccolò Zampaolo del foro di Padova, l’altro giorno è finito davanti al Gup Laura Alcaro, e il giudice ha deciso di rinviarlo a giudizio. Le prove a suo carico sarebbero schiaccianti. L’episodio risale al 30 gennaio del 2023 quando due ragazzini si sono dati appuntamento sul sagrato della chiesa per giocare con gli skate. E mentre si divertivano accanto a loro si è fermata un’automobile, da dove è sceso l’anziano prete. I due adolescenti, senza minimamente sospettare quello che sarebbe accaduto di lì a poco, si sono fermati pensando che il conducente avesse bisogno di un’informazione. Invece nel giro di pochi minuti si è consumata la violenza sessuale. Il sacerdote avrebbe rivolto al ragazzino più piccolo, quello di soli 14 anni, alcuni apprezzamenti inequivocabili, allungando una mano e toccandolo nelle parti intime. Lo studente ha immediatamente reagito scacciando la mano del religioso e, insieme all’amico, lo ha preso a male parole intimandogli di andarsene immediatamente e di lasciarli in pace. Cosa che il don avrebbe fatto, ...
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  • Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 33 del 20 aprile
    Apr 20 2024
    https://youtu.be/bZo-nGdVDDA Francesco Zanardi – Condannati a sei anni i «giustizieri» dei pedofili Un piano folle nato guardando una serie di docu-film NBC tutt’oggi visibile su Youtube in cui un team di giornalisti da la caccia a presunti pedofili e li esponeva al giudizio del pubblico. Così tra il giugno 2022 e il febbraio 2023 tre ragazzi (un ventenne, un diciannovenne e un minorenne) avrebbero sequestrato e rapinato otto uomini, tutti con tendenze omosessuali e interessati a incontri senza veli con giovanissimi. A fare da esca in una chat riservata ai gay era il più grande dei tre, affetto da sindrome di Crouzon che lo faceva apparire molto più giovane. E infatti, spacciandosi per tredicenne, faceva scattare la trappola. Mercoledì 17 aprile, i due maggiorenni sono stati condannati, con rito abbreviato, a sei anni e tre mesi e sei anni e 10 giorni di reclusione. Il terzo è stato invece giudicato dalla magistratura minorile. Quando furono interrogati, i tre chiesero agli investigatori che fine avrebbero fatto le loro vittime, colpevoli secondo loro di comportamenti che sarebbero dovuti essere da biasimare. «Lo abbiamo fatto per fare del bene alla società e per mettere fine a questa piaga», avrebbero dichiarato. Sullo sfondo delle loro «imprese» ci sarebbero però delle situazioni personali quantomeno problematiche. https://youtu.be/bZo-nGdVDDA?si=x90xn6IdvarjM9bk&t=187 Alessio Di Florio – Famiglie delle bambine palpeggiate da un insegnante di una scuola paritaria di Roma vogliono fare causa al Vaticano “per responsabilità morale” Il maestro pedofilo ha pagato e sta pagando. L’arresto. Una condanna definitiva a cinque anni: uno l’ha fatto in carcere, poi i domiciliari. 75 mila euro di risarcimento, in parte in piccole rate, divisi tra le tre famiglie che l’avevano denunciato per le bambine palpeggiate in classe. Bambine di sei e sette anni. Prima e seconda elementare. E ora il problema non è più quel maestro di musica, ma la scuola. La scuola cattolica che si gira dall’altra parte. “Non hanno mai risposto alle lettere dei genitori”, dichiara l’avvocato Guglielmo Mursia, che adesso assiste le famiglie con la collega Sandra Londei e vuole fare causa al Vaticano. “Per responsabilità morale – dice – che secondo il diritto canonico è imprescrittibile”. La direttrice, suor Loredana Brettone, non ci crede davvero neanche dopo dodici anni e le sentenze: “Sì, ho sentito che è stato condannato, ma io ho sempre pensato che non era possibile, ero scettica. Era una persona gentile, rispettosa. Ci sembrava una diceria, per questo ci siamo ritirate e non abbiamo più avuto contatti con nessuno”, ha detto ieri al Fatto Quotidiano la religiosa, tuttora responsabile dell’Istituto Figlie di Nostra Signora del Sacro Cuore, una scuola paritaria dell’infanzia e primaria nel quartiere Portuense di Roma, meno di cento bambini. Apprezzata anche perché bilingue. “Con i pasti pagavamo 200-250 euro al mese”, racconta ancora il padre di una vittima dei palpeggiamenti. I fatti risalgono al 2013, la condanna è definitiva dal 2023. In sede civile, racconta l’avvocato Mursia, si accordano con i legali del maestro per 25 mila euro a famiglia, 10 mila subito e il resto a rate di 500 euro al mese. Ma la scuola non risponde e i legali delle famiglie si rivolgono al Vicariato, senza risultati, chiedendo un’assunzione di responsabilità. E ora alla Diocesi di Roma e alla Santa Sede: “L’Istituto scolastico – scrivono – ha omesso di prestare alle minori e alle famiglie il benché minimo appoggio morale e/o materiale”. Fonte: Il Fatto Quotidiano https://youtu.be/bZo-nGdVDDA?si=-2RXdkxqTfV6OZDT&t=331 Federica Tourn - Pedofilia: tutti i risarcimenti della chiesa spagnola Più di 100 condanne e risarcimenti finanziari fino a 70.000 euro: è quanto emerge dall’elenco segreto della gestione dei casi di pedofilia che hanno coinvolto la Chiesa cattolica spagnola, analizzato da El País. Secondo il quotidiano spagnolo in alcuni casi i vescovi anticipano la somma e la detraggono dallo stipendio del sacerdote. Alcuni importi sono più elevati di altri: un accordo privato risalente al 2022, preso nella diocesi di Asidonia-Jerez, nel sud della Spagna, tra la vittima e l’ordine Marianista, ha portato a un risarcimento di 70.000 euro per gli abusi avvenuti tra il 1964 e il 1976. È uno dei più alti finora noti per una singola persona. Secondo El País, però, che ha un database più ampio, la cifra maggiore è quella dell’ordine dei Gesuiti, che nel 2002 hanno pagato 72.000 euro a una vittima di Salamanca. Il quotidiano spagnolo, che nel 2018 ha avviato la prima inchiesta sul tema degli abusi sessuali della Chiesa cattolica in Spagna, svelando in soli tre anni oltre 1.700 vittime, ha rivelato quante sentenze giudiziarie per casi di pedofilia abbiano coinvolto la Conferenza episcopale e la Chiesa cattolica spagnola e quali risarcimenti siano stati pagati alle vittime, sia...
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