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Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 39 del 1 Giugno

Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 39 del 1 Giugno

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https://youtu.be/jcC-K5neFRM Francesco Zanardi – Confermata la condanna a 8 anni per Don Livio Graziano La sentenza di condanna per Don Livio Graziano, il sacerdote alla guida di una comunità di Prata Principato Ultra, è diventata definitiva. Don LIvio era stato condannato ad otto anni di reclusione per gli abusi su un minore. I magistrati della I Sezione Penale della Corte di Cassazione hanno confermato la condanna emessa nei confronti del sacerdote in primo grado dal tribunale di Avellino ed in appello a otto anni di reclusione, rigettando per inammissibilità l’appello dei difensori. Il tredicenne e i genitori costituiti parte civile nel processo sono stati rappresentati dall’avvocato Mario Caligiuri del foro di Roma mentre il sacerdote è stato difeso dagli avvocati Carlo Di Casola e Giampiero De Cicco.Dopo la condanna definitiva ora Don Livio Graziano dovrebbe tornare in carcere. La famiglia, come si legge in una nota apparsa sulla pagina ufficiale delle Rete L’Abuso: ”ha espresso gioia per questa patita sentenza che gli ha reso quella giustizia che la chiesa non ha reso”. https://youtu.be/jcC-K5neFRM?t=166 Francesco Zanardi – Sei anni e sei mesi a don Tempesta Sei anni e sei mesi. Questa la condanna di primo grado emessa dal collegio del tribunale di Busto Arsizio (Varese) nei confronti di don Emanuele Tempesta, 32 anni. L’ex parroco vicario di Busto Garolfo, nel Milanese, era arrestato il 15 luglio 2021 ed ora è stata confermata in primo grado l’accusa di abusi sessuali su minore. Il pubblico ministero Martina Melita aveva chiesto una condanna a 11 anni al termine della requisitoria. Tra le pene accessorie anche il divieto di avvicinarsi a scuole o luoghi frequentati da minori. Oltre 20 le parti civili con risarcimenti compresi tra i 750 e i 2mila euro. L’avvocato del sacerdote, il legale Mario Zanchetti, è pronto molto probabilmente a fare ricorso in appello. Stando a quanto emerso già dalle indagini, gli abusi si sarebbero consumati nell’abitazione del sacerdote dove solo alcuni dei piccoli sarebbero stati invitati per giocare ai videogiochi o fare due chiacchiere. Qui poi sarebbero avvenuti gli abusi quando il don aveva 29 anni. I minori vittime invece delle sue violenze avevano un’età compresa tra i 7 e gli 11 anni: i bambini sono stati sentiti dalle controparti con la formula dell’incidente probatorio. Ora si attendono le motivazioni della sentenza che saranno depositate in 60 giorni. https://youtu.be/jcC-K5neFRM?t=263 Ludovica Eugenio – Conferenza CEI; nulla di nuovo e dati di analisi meno ampi Il tema degli abusi sui minori nella Chiesa diluito nel mare degli abusi sui minori nella società, su internet, nello sport; un elogio delle iniziative della Chiesa italiana e del Vaticano per contrastarli, iniziative parziali, lente, astratte, farraginose, che nascono già vecchie. E l’ennesimo no a una commissione indipendente d’inchiesta. Può essere sintetizzato così il senso del convegno organizzato dalla CEI e dall’Ambasciata italiana presso la Santa Sede il 29 maggio dal titolo “Abusi sui minori. Una lettura del contesto italiano 2001-2021”. Diversi gli esperti invitati a parlare, ma le informazioni più rilevanti sono quelle fornite da alcuni degli intervenuti ai giornalisti in margine al convegno. A proposito del processo contro l’ex gesuita Rupnik, mons. Kennedy, segretario della sezione disciplinare del DDF ha detto che «È iniziato veramente bene e passo dopo passo, stiamo tenendo conto di tutti gli aspetti, quello delle accuse contro di lui, l’aspetto delle vittime, quello dell’impatto sulla Chiesa. È delicato, in questo momento non posso dire di più», Peraltro, il prelato irlandese ha sottolineato che la strumentalizzazione di immagini spirituali a fini sessuali, utilizzata anche da altri abusatori, e normalmente definita “falso misticismo”, un crimine contro la fede, non costituisce ancora una fattispecie giuridica nel diritto canonico e dunque allo stato attuale non prevede una pena. Quanto alla collaborazione tra Cei e Dicastero che, nelle parole pronunciate dal presidente CEI card. Matteo Zuppi nel 2022, doveva consistere nella trasmissione dei 613 dossier di abusi sessuali esaminati dal Dicastero tra il 2001 e il 2021, essa non esiste nella forma in cui era stata illustrata: ha affermato infatti Kennedy: «di per sé il nostro lavoro non è con le Conferenze episcopali, è con il vescovo singolo e con il superiore generale di ogni ordine religioso: sono loro i nostri interlocutori. Se una conferenza episcopale vuole avere delle statistiche, può chiedere alle diocesi di fornirle. Non è un lavoro che facciamo noi». Venuto a mancare il contributo del Dicastero vaticano nella trasmissione diretta alla Cei dei 613 dossier riguardanti casi di abusi sessuali, la Chiesa italiana ha dovuto “ricalcolare il percorso”, come fanno i navigatori. Di qui lo «studio pilota» illustrato dalla neopresidente del Servizio Tutela ...
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