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Di: LA BUSSOLA
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News LaBussola è la rassegna di alcuni articoli e interviste per professionisti e imprenditori che vogliono condividere saperi, notizie utili e far nascere nuovi spunti per i temi più attuali.Copyright LA BUSSOLA Politica e governo
  • #24-Metelli Donatella-Dal colloquio annuale al feedback continuo
    Apr 9 2026
    Strategie e strumenti per costruire conversazioni di sviluppo efficaci tra manager e collaboratori
    Il rituale che nessuno difende ma nessuno cancella
    C’è un momento preciso in cui ogni manager capisce che la valutazione annuale delle performance è un esercizio sterile.
    Di solito è mentre la sta conducendo.
    Seduto di fronte a un collaboratore con cui ha lavorato 250 giorni, si ritrova a sfogliare appunti frettolosi, a cercare parole diplomatiche per condensare un anno intero in un’ora di conversazione, a compilare griglie numeriche che non raccontano nulla di ciò che davvero conta.
    Eppure, anno dopo anno, questo rituale si ripete.
    Con la stessa faccia seria, la stessa griglia di valutazione, le stesse frasi di circostanza sul “percorso di crescita”.
    È il paradosso più evidente del mondo HR: tutti sanno che non funziona, ma quasi nessuno ha il coraggio di cambiare.
    La domanda, però, non è più se cambiare, ma come farlo.
    Perché i numeri parlano chiaro, e quello che raccontano è un sistema al collasso.
    I numeri di una crisi silenziosa
    Il report State of the Global Workplace 2025 di Gallup fotografa una situazione allarmante: solo il 21% dei lavoratori globali si dichiara realmente coinvolto nel proprio lavoro.
    In Europa il dato scende al 13%, e in Italia tocca il fondo con appena il 10% di engagement – uno dei livelli più bassi al mondo.
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    15 min
  • #23-Metelli Donatella-L'onboarding che fa la differenza quando l'accoglienza diventa strategia di retention
    Jan 8 2026
    Costruire un percorso di inserimento efficace per trattenerei talenti e accelerare la produttività
    C’è un paradosso che caratterizza il mercato dellavoro italiano di questi anni: mentre le aziendelamentano una crescente difficoltà nel trovarepersonale qualificato — il 78% secondo l’ultimorapporto Talent Shortage di ManpowerGroup — spessosottovalutano cosa accade dopo l’assunzione.
    Investiamo tempo, energie e risorse nella ricerca delcandidato ideale, per poi lasciare che il primo pe-riodo in azienda scorra quasi per inerzia, come seil contratto firmato fosse già garanzia di successo.
    La realtà ci racconta una storia diversa.
    Il valore del primo incontroIl momento dell’ingresso in un’organizzazione rappresenta una fase critica, un crocevia dove si decidono destini professionali.
    I dati parlano chiaro:l’86% dei nuovi assunti decide quanto a lungoresterà in azienda già nei primi sei mesi di lavoro. Non è un’impressione passeggera, ma una valutazione profonda che si costruisce giorno dopo giorno,colloquio dopo colloquio, esperienza dopo esperienza.
    Il fenomeno del “talent shortage” che tanto preoccupa HR manager e imprenditori italiani — con un incremento del 120% negli ultimi dieci anni — non si combatte solo intensificando la ricerca di candidati.
    Si affronta anche, e forse soprattutto, curando chiè già entrato dalla porta dell’azienda.
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    11 min
  • #22-Metelli Donatella-Quiet-quitting-quiet-hiring il paradosso silenzioso che sta cambiando il lavoro in Italia
    Oct 14 2025
    Quando dipendenti e aziende disimpegnano contemporaneamente.
    Dati, cause e responsabilità per leader che vogliono invertire la rotta.
    C’è qualcosa di profondamente paradossale nelmondo del lavoro italiano di oggi.
    Da una parte, i dipendenti stanno “mollando in si-lenzio”, facendo solo il minimo indispensabile.
    Dall’altra, le aziende chiedono sempre di più allestesse persone, senza assumere nuove risorse.
    Due tendenze apparentemente opposte, eppureinterconnesse, che stanno ridefinendo il rapportotra persone e organizzazioni.
    Quiet Quitting e Quiet Hiring sono segnali di unatrasformazione strutturale: l’Italia si posiziona tra ipaesi peggiori d’Europa per engagement dei lavoratori, con conseguenze economiche e sociali chenon possiamo più ignorare.
    Questo articolo si rivolge a chi ha la responsabilitàdi prendere decisioni che impattano la vita lavora-tiva di altre persone, offrendo strumenti concretiper comprendere e agire.
    Perché quando il silenzio diventa la norma, qualcuno deve avere il coraggio di ascoltare.Il Quiet Quitting in Italia: dati allarmantiSecondo l’Osservatorio HR Innovation Practicedel Politecnico di Milano, il 14% della forza lavoroitaliana è composto da “quiet quitter”, ovvero unlavoratore su sette.
    Il report “State of the GlobalWorkplace 2024” di Gallup rivela che il 25% deilavoratori italiani è attivamente disimpegnato,contro una media europea del 16%. Solo l’8% sidichiara attivamente impegnato, facendo megliosolamente della Francia (7%).
    Le conseguenze sono tangibili: il 41% cerca atti-vamente un nuovo impiego, solo il 41% affermadi “stare bene” (vs 47% europeo), il 46% si sentestressato (vs 37% europeo) e il 25% si definisce“triste” sul lavoro.
    Secondo Gallup, il basso impegno dei dipendenti costa all’economia globale 8,9trilioni di dollari, pari al 9% del PIL mondiale.La ricerca del Politecnico di Milano evidenzia cheanche nel 2024 il 12% dei lavoratori si identificacome quiet quitter, dimostrando che non siamo difronte a un trend passeggero ma a una realtà consolidata che attraversa trasversalmente il mercatodel lavoro italiano.
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    14 min
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