Episodi

  • [REDS] RED-S: quando il calo prestativo non è solo carico
    Sep 21 2026
    #preparatoreatletico #fisiologiasportiva #scienzedellosport

    [REDS] RED-S significa deficit relativo di energia nello sport: l'energia introdotta non sostiene in modo adeguato la richiesta dell'allenamento e il calo prestativo può sembrare un problema di carico. In questo episodio impari a riconoscere i segnali che vanno letti insieme.
    Vediamo che cosa indica RED-S, perché non riguarda soltanto il peso e come può riflettersi su prestazione, risposta all'allenamento, recupero e funzioni fisiologiche. Il punto non è attribuire automaticamente ogni calo a un deficit energetico, ma aggiungere una lente al monitoraggio che già utilizzi.
    Analizziamo i quattro segnali operativi: calo prestativo inspiegato, aumento di malattie o infortuni, variazioni di peso o umore e irregolarità del ciclo nelle atlete. Per preparatori atletici, allenatori, personal trainer, chinesiologi, nutrizionisti, medici e fisioterapisti che lavorano con la performance.
    Il contenuto è tratto dal corso Il Sistema Fatica Applicato alla Performance di Scienze dello Sport. La guida RED-S e il percorso completo aiutano a distinguere l'osservazione sistematica dalle fasi che richiedono il coinvolgimento di medico e nutrizionista.

    Capitoli
    00:00 Il calo prestativo: non chiamarlo subito sovrallenamento
    00:31 Il primo sospetto: carico o carburante
    01:45 Che cosa significa RED-S
    03:00 I quattro segnali da incrociare
    06:35 Come collegare i segnali al monitoraggio
    07:59 Il recap per chi lavora con gli atleti
    08:42 Il mito: se aumenta la spesa, la fame si adatta da sola
    09:00 Perché la fame non basta come indicatore
    09:35 Cosa fare da lunedì
    10:42 Il take-home e la prossima lettura della fatica
    11:29 Chiusura

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    Nel lavoro con gli atleti, per molto tempo ho considerato il rendimento come un risultato isolato. La disponibilità energetica mi ha obbligato a collegarlo alle funzioni che lo sostengono e ai tempi con cui i segnali compaiono. Quale collegamento tra carico, recupero e introito ti ha fatto cambiare per primo una decisione sul campo?

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    Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
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    12 min
  • [HRR60] HRR60: non conta quanto sale il battito, ma quanto scende
    Sep 14 2026
    #FrequenzaCardiaca #RecuperoCardiaco #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport

    L'HRR60 è la caduta della frequenza cardiaca nel primo minuto dopo lo sforzo, e sul campo dice più del picco: sopra 25-30 battiti di calo il recupero è buono, sotto 15 conviene alleggerire la seduta. In questo episodio vediamo cos'è davvero, perché il rientro pesa più del picco che tutti guardano, e quali soglie pratiche puoi usare da lunedì con un solo cronometro.
    Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, psicologi e fisioterapisti dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché a fine ripetuta la parte più utile non è il picco che tutti guardano, ma quanto in fretta il cuore rientra appena lo sforzo finisce: un recupero rapido racconta un buon rientro parasimpatico, un rientro lento è un segnale di affaticamento da leggere nel quadro completo.
    Capirai cos'è l'HRR60 (la differenza tra la frequenza di fine sforzo e quella misurata sessanta secondi dopo), le soglie operative del corso: sopra 25-30 battiti nel primo minuto una zona molto buona, tra 15 e 25 una lettura da osservare nel trend, sotto 15 un recupero scarso. E capirai perché ha senso leggere insieme HRR30, HRR60 e HRR120, per distinguere prontezza neurale immediata, fitness di recupero e completamento del rientro autonomico. Il punto pratico: l'HRR60 non è un numero da tabella, è uno strumento di autoregolazione, che aiuta a non confondere la percezione dell'atleta con il recupero reale.
    Nel finale trovi i sei passaggi da applicare da lunedì (una situazione standard in cui misurare, lo stesso modo di fermare l'atleta, il calo del primo minuto, la baseline individuale, la lettura del trend e non del dato isolato, e il confine oltre il quale l'atleta va inviato al medico) più il semaforo pratico delle soglie di recupero. Contenuto tratto dal corso Frequenza Cardiaca applicata alla Performance di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017 come Sport Science Academy.

    Capitoli
    00:00 Sessanta secondi: quanto scende il battito
    01:39 Il caso di Marco: stesso picco, recupero diverso
    02:41 Cos'è l'HRR60 e le soglie operative
    04:20 HRR30, HRR60 e HRR120: la lettura integrata
    05:47 Per chi è questo podcast
    06:27 Cosa fare quando il numero si abbassa
    08:36 Il mito da smontare: il picco non è tutto
    09:33 Cosa fare da lunedì: sei passaggi concreti
    10:16 Il take-home e la prossima puntata

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    Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS

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  • [GHIACCIO] Vasca di ghiaccio: dopo la forza può frenare la crescita muscolare
    Sep 7 2026
    #PreparazioneAtletica #RecuperoMuscolare #VascaDiGhiaccio #ScienzeDelloSport

    La vasca di ghiaccio subito dopo la forza può spegnere proprio il segnale che costruisce muscolo: non è lo strumento a essere sbagliato, è il momento in cui lo usi. In questo episodio vediamo quando l'immersione in acqua fredda aiuta e quando sabota l'adattamento, con un criterio pratico da applicare da lunedì con i tuoi atleti.
    Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e psicologi dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché una parte dell'infiammazione acuta che segue la seduta di forza non è un incidente da cancellare, ma parte del messaggio che il muscolo usa per adattarsi: la vasca usata subito e in modo sistematico può comprimere segnali come mTOR e l'attivazione delle cellule satellite, cioè proprio i meccanismi della sintesi proteica e della crescita.
    Capirai il meccanismo (perché il freddo smorza il segnale anabolico nelle ore dopo l'allenamento), cosa mostra lo studio di riferimento di Roberts e colleghi del 2015 (dodici settimane di allenamento di forza identico: adattamenti superiori sulle fibre di tipo II con la recovery attiva, non con la vasca sistematica) e come trasformare quel dato in una scelta di programmazione.
    Nel finale trovi il criterio in due fasi da usare con i tuoi atleti: in fase di costruzione, forza e ipertrofia, niente vasca sistematica dopo ogni seduta, meglio la recovery attiva; in fase di gara o nelle doppie sedute, quando la priorità è la prontezza per la sessione successiva, il freddo torna uno strumento tattico. Contenuto tratto dal corso Formula HIIT Action Tracks di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017 come Sport Science Academy.

    Capitoli
    00:00 La vasca di ghiaccio e la trappola del "quando"
    01:40 Il caso di Marco: forza ferma nonostante tutto giusto
    02:12 L'infiammazione acuta come segnale di adattamento
    02:56 mTOR e cellule satellite: cosa spegne il freddo
    04:16 Lo studio Roberts 2015: le fibre di tipo II
    04:45 Costruzione o gara: dove collocare la vasca
    07:44 Il mito da smontare: più freddo, più recupero
    08:26 Cosa fare da lunedì: il criterio in due fasi
    09:54 Il take-home e la prossima puntata

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  • [TENUTA] Durability: a fresco sembrano uguali, da stanchi no
    Aug 31 2026
    #Endurance #PreparazioneAtletica #Fatica #ScienzeDelloSport

    Durability significa capire quanto resta del profilo fisiologico quando l'atleta è già affaticato. Due atleti possono avere VO2max, soglia ed economia simili a fresco, ma divergere completamente dopo lavoro prolungato.
    Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e professionisti della performance. Gian Mario Migliaccio spiega perché il test a fresco non racconta tutto, come il pre-carico modifica la relazione potenza-durata e perché la tenuta sotto fatica è una dimensione decisiva dell'endurance.

    Capitoli
    00:00 A fresco sembrano uguali
    00:56 Durability: il profilo sotto fatica
    01:41 Perché il profilo pulito non basta
    03:20 Potenza critica e calo dopo carichi prolungati
    04:32 Perché l'intensità precedente pesa
    05:49 Il mito del profilo migliore a fresco
    06:36 Cosa fare da lunedì
    07:35 Take-home finale

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    9 min
  • [DORMI] Sonno e performance: nessun numero regge da solo
    Aug 24 2026
    #Sonno #PerformanceSportiva #Recupero #ScienzeDelloSport

    Nel monitoraggio del sonno degli atleti abbiamo sempre più dati, ma non sempre più controllo. Il sensore può sovrastimare il tempo di sonno, il target delle 9-10 ore negli atleti d'élite resta ipotizzato ma non confermato, l'estensione del sonno migliora soprattutto lo stato soggettivo, e la soglia dell'allenamento serale è una media, non una legge individuale.
    Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e professionisti della performance. Gian Mario Migliaccio spiega perché nessun numero del sonno regge da solo e perché la lettura utile nasce dalla convergenza tra baseline individuale, sonno, HRV, RPE e test di prestazione.

    Capitoli
    00:00 Il sensore dice otto ore, ma forse no
    00:27 Perché abbiamo più numeri ma non sempre più controllo
    02:41 Wearable, sovrastima e ortosonnia
    03:53 Le 9-10 ore degli atleti d'élite
    05:19 Estensione del sonno: benefici soggettivi
    06:04 Allenamento serale: media, non legge
    07:06 Baseline 14-21 giorni e segnali convergenti
    08:47 Take-home finale

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    10 min
  • [SCORTE] Debito di sonno: perché nel weekend non lo recuperi tutto
    Aug 17 2026
    #DebitoDiSonno #SonnoEPerformance #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport
    Il debito di sonno è il conto che si accumula quando dormi meno di quanto ti serve, e sei notti a sei ore per notte possono pesare, sul piano cognitivo, come ventiquattro ore intere senza dormire. In questo episodio vediamo perché il recupero del weekend non azzera quel debito e come leggerlo prima che diventi strutturale, invece di rincorrerlo quando l'atleta è già impoverito.
    Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, psicologi e fisioterapisti dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché il sonno è una delle poche variabili in cui il deficit si accumula senza che l'atleta lo percepisca bene: dopo qualche giorno di sonno ridotto il sistema soggettivo si adatta, e sentirsi meglio il lunedì non significa essere tornati alla baseline.
    Capirai il meccanismo del debito di sonno, perché la percezione soggettiva tradisce, perché il weekend lungo aiuta solo in parte e non cancella il costo cumulativo su funzione cognitiva, tempi di reazione, vigilanza, decisioni tattiche e precisione neuromuscolare. Il punto professionale è chiaro: il vero obiettivo è ridurre il debito durante la settimana, non usare il fine settimana come toppa abituale.
    Nel finale trovi le quattro azioni da applicare da lunedì con i tuoi atleti: misurare il sonno reale per due settimane con un tracker o un diario, calcolare il debito settimanale su un target tra sette e nove ore, distribuire trenta o quarantacinque minuti di recupero nelle notti più gestibili, e usare l'HRV mattutina come segnale di accumulo prima del crollo percepito. Contenuto tratto dal percorso "Sonno Profondo applicato alla Performance" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017.

    Capitoli
    00:00 Le scorte di sonno non esistono, il debito sì
    01:03 Il sonno che inganna la percezione soggettiva
    01:45 Sei notti a sei ore come ventiquattro senza dormire
    02:35 Il caso di Chiara: debito di settimana e recupero del weekend
    04:05 Cosa perdi davvero: dalla lucidità alla precisione neuromuscolare
    04:57 Per chi è questo podcast
    06:08 Il mito da smontare: recupero tutto nel weekend
    06:42 Cosa fare da lunedì: quattro azioni concrete
    07:42 Il take-home e la prossima puntata

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    8 min
  • [DOSE] HIIT: quattro minuti non bastano sempre. Il problema è la dose
    Aug 15 2026
    #HIIT #PreparazioneAtletica #PerformanceSportiva #ScienzeDelloSport

    La dose minima efficace nell'HIIT esiste, ma non significa che quattro minuti bastino per ogni atleta e per ogni obiettivo. In questo episodio vediamo perché il protocollo breve può funzionare molto bene sulla salute generale e sui soggetti meno allenati, ma diventa incompleto quando viene copiato sulla performance sportiva.
    Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e professionisti della performance. Gian Mario Migliaccio spiega la differenza tra dose minima e dose utile: il protocollo SIT di Gibala, il 10-20-30 di Bangsbo, la soglia dei 4-6 minuti di lavoro effettivo e il limite più importante, cioè la popolazione su cui quei dati sono stati osservati.
    Nel finale trovi tre passaggi pratici da applicare da lunedì: scegliere prima l'obiettivo, contare il lavoro effettivo e far progredire una sola variabile alla volta tra ripetizioni, durata dell'intervallo, intensità relativa e recupero.

    Capitoli
    00:00 Quattro minuti fanno notizia, non programmazione
    00:18 Sigla: chi è Maxima Performa
    00:33 Il caso del preparatore che copia il protocollo online
    00:48 La domanda della puntata: la dose minima efficace
    01:29 Perché l'HIIT rompe la logica del volume
    03:03 La soglia dei 4-6 minuti e il 10-20-30 di Bangsbo
    04:23 Dose per la salute o dose per la performance
    05:49 Chi è Scienze dello Sport e da quale corso viene la puntata
    06:34 Il mito del protocollo migliore
    07:41 Cosa fare da lunedì: tre passaggi
    08:33 Il take-home finale

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  • [SPIA] HRV: la spia che si accende prima del calo
    Aug 14 2026
    #HRV #MonitoraggioAtleti #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport

    L'HRV non è un oracolo e non decide la seduta da sola. Ma può diventare una spia precoce quando il sistema nervoso autonomo mostra instabilità prima che l'atleta percepisca un calo evidente. In questo episodio vediamo come leggere CV% dell'RMSSD, finestra di recupero e segnali convergenti senza trasformare un dato utile in un verdetto automatico.
    Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e professionisti della performance. Gian Mario Migliaccio spiega perché il singolo valore HRV è fragile, perché la baseline individuale è indispensabile, e quando un calo dell'lnRMSSD oltre il 20% dalla baseline, per 2-3 giorni, insieme a stress alto e test funzionale in calo, può diventare una vera azione sul carico.

    Capitoli
    00:00 L'atleta dice bene, il dato dice non ancora
    00:20 Sigla di apertura
    00:32 HRV: spia, non oracolo
    01:32 Perché il singolo valore è fragile
    02:33 CV% dell'RMSSD e instabilità sopra il 10%
    04:30 Recupero in 24-48 ore o fatica oltre 72 ore
    05:35 Il limite: HRV da sola non basta
    06:34 Cosa fare da lunedì
    07:28 Chiusura e CTA finale
    09:50 Sigla finale

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