• GIOVANI COMBATTENTI
    Oct 31 2025
    Giovani Combattenti

    Superare lo stereotipo della rivolta di "scugnizzi" per restituire spessore storico a una scelta consapevole, fondamento di un impegno democratico che dura fino a oggi.

    Le Quattro Giornate di Napoli furono un fenomeno prevalentemente adulto, con i minorenni rappresentanti solo il 13% degli insorti.
    Tuttavia, il coraggio di quei pochi giovani fu straordinario. Tra loro, Gennaro Capuozzo (12 anni), Filippo Illuminato (13), Giacomo Lettieri (15) e Rita Ricci (15) compirono gesti estremi, morendo per la libertà della città.
    Le loro storie, come quella di Adolfo Pansini, già incarcerato a 17 anni per antifascismo, testimoniano scelte precise e una precoce consapevolezza politica.
    Questi giovani non furono solo un'icona di eroismo, ma l'espressione di una determinazione organizzata e di un rifiuto totale dell'oppressione, i cui valori costituiscono un monito permanente per la difesa della democrazia.


    Il ricordo dei "Giovani Combattenti" è stato letto da Marialuisa Stazio della sezione ANPI [Napoli Centro "Antonio Amoretti".

    #ANPI #Resistenza #Napoli #QuattroGiornate #Giovani #MemoriaStorica #Antifascismo


    Un'iniziativa realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia.

    Hanno aderito compagne e compagni delle sezioni:
    ANPI Napoli Centro “Antonio Amoretti”
    ANPI Napoli Area Flegrea “Salvatore Serio”
    ANPI Napoli Vasto “Lenuccia”
    ANPI Napoli Collinare “Aedo Violante”
    ANPI Napoli Vomero Arenella “Vincenzo Siniscalchi”
    ANPI Napoli Est “Aurelio Ferrara”
    ANPI Santa Anastasia “Caduti della Flobert”
    ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei"
    ANPI Torre del Greco
    Mostra di più Mostra meno
    5 min
  • FAMIGLIE PARTIGIANE
    Oct 31 2025
    Famiglie Partigiane

    Le case come primo fronte della Resistenza: una scelta collettiva che parla ancora oggi di comunità e coraggio civile.

    L'analisi degli elenchi ufficiali rivela che la Quattro Giornate di Napoli fu un fenomeno profondamente familiare.
    Su 1.600 partigiani riconosciuti, quasi un quinto combatteva insieme a un congiunto. Si contano 68 coppie di fratelli, come i cinque Fenderico e i cinque Onofri di Soccavo, e 48 appartenenti a 14 gruppi di tre o più. Novanta partigiani, tra cui Maddalena Cerasuolo e suo padre Carlo, lottarono in 45 nuclei padre-figlio. In undici famiglie, il padre scese in campo con due o più figli. Questi dati mostrano una resistenza "tessuta" nelle abitazioni, dove la decisione di ribellarsi era collettiva e i rischi erano condivisi.
    Accanto a loro, il ruolo fondamentale di madri, mogli e sorelle attende ancora un pieno riconoscimento storico.


    Il ricordo delle Famiglie Partigiane è stato letto da Marialuisa Stazio della sezione ANPI Napoli Centro “Antonio Amoretti”.


    #ANPI #Resistenza #Napoli #QuattroGiornate #Famiglia #MemoriaStorica


    Un'iniziativa realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia.

    Hanno aderito compagne e compagni delle sezioni:
    ANPI Napoli Centro “Antonio Amoretti”
    ANPI Napoli Area Flegrea “Salvatore Serio”
    ANPI Napoli Vasto “Lenuccia”
    ANPI Napoli Collinare “Aedo Violante”
    ANPI Napoli Vomero Arenella “Vincenzo Siniscalchi”
    ANPI Napoli Est “Aurelio Ferrara”
    ANPI Santa Anastasia “Caduti della Flobert”
    ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei"
    ANPI Torre del Greco
    Mostra di più Mostra meno
    4 min
  • I FRATELLI MALAGOLI
    Oct 30 2025
    Germinal, Bruno, Spartaco e Telemaco Malagoli


    Quattro fratelli, un'unica scelta per la libertà. La loro storia di resistenza familiare è un monito pericolante sul dovere di opporsi all'oppressione, ieri come oggi
    .
    Orfani di padre, i fratelli Malagoli ricevono dal genitore anarchico Dionigio e dalla madre Clotilde, vittima delle persecuzioni fasciste, un'educazione libertaria che ne forgia il carattere.
    La loro opposizione al regime, maturata negli anni frequentando ambienti sovversivi come la casa dell'anarchico Giuseppe Imondi, non inizia con l'8 settembre 1943, ma affonda le radici in una lunga militanza.
    Durante le Quattro Giornate di Napoli, Germinal, Bruno, Spartaco e Telemaco sono in prima linea, combattendo sulle barricate del quartiere Vasto insieme al gruppo di anarchici che ostacola l'avanzata tedesca.
    La loro è una resistenza che nasce in famiglia e si compie nella lotta popolare.
    Dopo la Liberazione, Germinal e Telemaco contribuiscono attivamente alla ricostruzione democratica della città.

    Il ricordo di Germinal, Bruno, Spartaco e Telemaco Malagoli è stato letto da Nancy Carcaterra della sezione ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei"


    #ANPI #Resistenza #Antifascismo #Napoli #QuattroGiornate #StoriaFamiliare #Memoria


    Un'iniziativa realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia.

    Hanno aderito compagne e compagni delle sezioni:
    ANPI Napoli Centro “Antonio Amoretti”
    ANPI Napoli Area Flegrea “Salvatore Serio”
    ANPI Napoli Vasto “Lenuccia”
    ANPI Napoli Collinare “Aedo Violante”
    ANPI Napoli Vomero Arenella “Vincenzo Siniscalchi”
    ANPI Napoli Est “Aurelio Ferrara”
    ANPI Santa Anastasia “Caduti della Flobert”
    ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei"
    ANPI Torre del Greco
    Mostra di più Mostra meno
    4 min
  • IL BOMBARDAMENTO DI ISCHIA
    Oct 29 2025
    Il bombardamento di Ischia

    Il tragico episodio del 17 settembre 1943 che colpì la comunità civile ischitana, causando la morte dell’antifascista Gino Lucetti. Una ferita che ricorda come la guerra e la Resistenza non abbiano risparmiato neppure le isole, coinvolgendo tutte le comunità nella lotta per la liberazione.

    Il 17 settembre 1943, mentre Napoli si preparava all'insurrezione, l'isola di Ischia divenne un fronte diretto. Un violento bombardamento tedesco, partito dal Monte di Procida, colpì il porto con l'obiettivo dichiarato di danneggiare le navi alleate. Le vittime, però, furono inermi civili. Tra loro, Gino Lucetti, anarchico noto per l'attentato a Mussolini del 1926. Liberato dal carcere dagli Alleati solo sei giorni prima, era stato trasferito sull'isola per metterlo in salvo, ma una scheggia di granata lo uccise. Con lui morì Francesco Buono. La comunità ischitana fu sconvolta da un attacco di tale ferocia che persino i funerali delle vittime dovettero essere interrotti. Questo episodio dimostra con drammatica chiarezza che non esistevano retrovie sicure e che la Resistenza al Sud fu fatta anche di bombardamenti, lutti e una diffusa resistenza civile.

    Il ricordo del bombardamento di Ischia e delle sue vittime è stato letto da Nancy Carcaterra della sezione ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei".

    #ANPI #Resistenza #Antifascismo #Ischia #Storia #Memoria







    Un'iniziativa realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia.

    Hanno aderito compagne e compagni delle sezioni:
    ANPI Napoli Centro “Antonio Amoretti”
    ANPI Napoli Area Flegrea “Salvatore Serio”
    ANPI Napoli Vasto “Lenuccia”
    ANPI Napoli Collinare “Aedo Violante”
    ANPI Napoli Vomero Arenella “Vincenzo Siniscalchi”
    ANPI Napoli Est “Aurelio Ferrara”
    ANPI Santa Anastasia “Caduti della Flobert”
    ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei"
    ANPI Torre del Greco
    Mostra di più Mostra meno
    3 min
  • ORESTE INSOGNA
    Oct 29 2025
    Oreste Insogna


    Un ufficiale che seppe servire la libertà rimanendo al proprio posto. La sua scelta di resistenza dentro le istituzioni parla alla responsabilità individuale nelle democrazie di oggi.


    Maggiore comandante delle forze militari a Forio d’Ischia, Oreste Insogna rappresenta una forma di resistenza istituzionale. Dopo l’8 settembre 1943, non si sbandò ma rimase al suo posto, utilizzando la propria posizione per proteggere la popolazione e organizzare il sabotaggio. Fornì ai partigiani bombe a mano e armi leggere, nascoste in cesti di provviste, sostenendo attivamente l’insurrezione che liberò Napoli.
    La sua fu un’azione di coraggio civile nell’ombra, un atto di fedeltà non al potere, ma ai cittadini. La sua storia, priva di medaglie ufficiali ma viva nella memoria locale, dimostra che la Resistenza fu anche tessuta da gesti invisibili di chi, pur indossando l’uniforme, scelse di servire la libertà.


    Il ricordo di Oreste Insogna è stato letto da Nancy Carcaterra della sezione ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei".

    #ANPI #Resistenza #Antifascismo #ForioDischia #Napoli #25Aprile #Storia #Memoria



    Un'iniziativa realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia.

    Hanno aderito compagne e compagni delle sezioni:
    ANPI Napoli Centro “Antonio Amoretti”
    ANPI Napoli Area Flegrea “Salvatore Serio”
    ANPI Napoli Vasto “Lenuccia”
    ANPI Napoli Collinare “Aedo Violante”
    ANPI Napoli Vomero Arenella “Vincenzo Siniscalchi”
    ANPI Napoli Est “Aurelio Ferrara”
    ANPI Santa Anastasia “Caduti della Flobert”
    ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei"
    ANPI Torre del Greco
    Mostra di più Mostra meno
    4 min
  • GREGORIO DE AMICIS
    Oct 26 2025
    Gregorio De Amicis

    Dall'esilio antifascista alla Guerra di Spagna fino alle Quattro Giornate di Napoli, una vita di coerenza nella lotta per la libertà. La sua storia è un esempio di internazionalismo e resistenza senza confini.

    Gregorio De Amicis, contadino e meccanico pugliese, è costretto all'esilio nel 1929 per sfuggire al regime. Con la famiglia attraversa il Mediterraneo, dalla Corsica all'Algeria. La sua lotta, però, non si interrompe. Nel 1936 si arruola nelle Brigate Internazionali in Spagna, combattendo nella Colonna Rosselli e nel Battaglione Matteotti, dove viene ferito in più occasioni. Dopo la sconfitta della Repubblica, conosce i campi di concentramento francesi e il confino a Ventotene.
    Liberato nel 1943, porta immediatamente la sua esperienza nella Resistenza napoletana, partecipando attivamente alle Quattro Giornate. La sua esistenza è segnata da una coerenza assoluta: ha combattuto il fascismo ovunque si trovasse, pagando di persona con l'esilio, il carcere e le ferite.

    Il ricordo di Gregorio De Amicis è stato letto da Nancy Carcaterra della sezione ANPI Isola d’Ischia “Teresa Mattei”.

    #ANPI #GregorioDeAmicis #Resistenza #BrigateInternazionali #Spagna36 #Antifascismo #QuattroGiornate #Internazionalismo


    Un'iniziativa realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia.

    Hanno aderito compagne e compagni delle sezioni:
    ANPI Napoli Centro “Antonio Amoretti”
    ANPI Napoli Area Flegrea “Salvatore Serio”
    ANPI Napoli Vasto “Lenuccia”
    ANPI Napoli Collinare “Aedo Violante”
    ANPI Napoli Vomero Arenella “Vincenzo Siniscalchi”
    ANPI Napoli Est “Aurelio Ferrara”
    ANPI Santa Anastasia “Caduti della Flobert”
    ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei"
    ANPI Torre del Greco
    Mostra di più Mostra meno
    3 min
  • LA STRAGE DI CUPA FREDDA DI PIANURA
    Oct 26 2025
    I Caduti di Cupa Fredda

    La strage di sette uomini durante le Quattro Giornate di Napoli, simbolo della feroce repressione nazifascista e del coraggio di chi scelse di combattere. Un ricordo che unisce i nomi noti a quello di un martire anonimo, per una memoria collettiva della Liberazione.

    Il 29 settembre 1943, nel quartiere di Pianura, sette uomini nascosti sotto un ponte in località Cupa Fredda furono scoperti da soldati tedeschi e uccisi senza possibilità di resa. Sei di loro furono riconosciuti come partigiani combattenti: Gaetano Gallo, Fedele Mangiapia, Luigi Varriale, Salvatore Virgilio, di appena diciotto anni, Antonio Vaccaro ed Evangelista Mele. Il settimo, un trentenne, rimane ignoto.
    L’eccidio si inquadra nella spietata logica dell’ordinanza del colonnello Scholl, che trasformava ogni napoletano in un bersaglio. Una strategia resa possibile anche dalla collaborazione di funzionari italiani. Ricordare i caduti di Cupa Fredda significa onorare la scelta armata per la libertà e non dimenticare che la repressione colpì in periferia come in centro, lasciando anche martiri senza nome.

    Il ricordo dei caduti di Cupa Fredda è stato letto da Ciro Brescia della sezione ANPI Napoli Vasto “Lenuccia”.

    #ANPI #Resistenza #QuattroGiornateDiNapoli #CupaFredda #Pianura #Antifascismo #Memoria



    Un'iniziativa realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia.

    Hanno aderito compagne e compagni delle sezioni:
    ANPI Napoli Centro “Antonio Amoretti”
    ANPI Napoli Area Flegrea “Salvatore Serio”
    ANPI Napoli Vasto “Lenuccia”
    ANPI Napoli Collinare “Aedo Violante”
    ANPI Napoli Vomero Arenella “Vincenzo Siniscalchi”
    ANPI Napoli Est “Aurelio Ferrara”
    ANPI Santa Anastasia “Caduti della Flobert”
    ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei"
    ANPI Torre del Greco
    Mostra di più Mostra meno
    4 min