FAMIGLIE PARTIGIANE
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Le case come primo fronte della Resistenza: una scelta collettiva che parla ancora oggi di comunità e coraggio civile.
L'analisi degli elenchi ufficiali rivela che la Quattro Giornate di Napoli fu un fenomeno profondamente familiare.
Su 1.600 partigiani riconosciuti, quasi un quinto combatteva insieme a un congiunto. Si contano 68 coppie di fratelli, come i cinque Fenderico e i cinque Onofri di Soccavo, e 48 appartenenti a 14 gruppi di tre o più. Novanta partigiani, tra cui Maddalena Cerasuolo e suo padre Carlo, lottarono in 45 nuclei padre-figlio. In undici famiglie, il padre scese in campo con due o più figli. Questi dati mostrano una resistenza "tessuta" nelle abitazioni, dove la decisione di ribellarsi era collettiva e i rischi erano condivisi.
Accanto a loro, il ruolo fondamentale di madri, mogli e sorelle attende ancora un pieno riconoscimento storico.
Il ricordo delle Famiglie Partigiane è stato letto da Marialuisa Stazio della sezione ANPI Napoli Centro “Antonio Amoretti”.
#ANPI #Resistenza #Napoli #QuattroGiornate #Famiglia #MemoriaStorica
Un'iniziativa realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia.
Hanno aderito compagne e compagni delle sezioni:
ANPI Napoli Centro “Antonio Amoretti”
ANPI Napoli Area Flegrea “Salvatore Serio”
ANPI Napoli Vasto “Lenuccia”
ANPI Napoli Collinare “Aedo Violante”
ANPI Napoli Vomero Arenella “Vincenzo Siniscalchi”
ANPI Napoli Est “Aurelio Ferrara”
ANPI Santa Anastasia “Caduti della Flobert”
ANPI Isola d'Ischia "Teresa Mattei"
ANPI Torre del Greco
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