Episodi

  • Intervista a A. Allegrezza, S. Gasparella, B. Niedecken | Grandezze & Meraviglie Festival Musicale Estense ♪♫ 2026
    Oct 1 2026
    Un oratorio barocco con l’energia di un musical

    Durante il festival Grandezze & Meraviglie di Modena è stato presentato nella Chiesa di Sant’Agostino l’oratorio di Michelangelo Falvetti Il diluvio universale, scritto nel 1682 sul libretto di Vincenzo Giattini basato sul racconto biblico dell’arca di Noè.

    L’oratorio è stato eseguito dall’ensemble Crescere in Musica Baroque diretto da Sergio Gasparella, con una originale forma semiscenica, elaborata dal regista Alberto Allegrezza e dal coreografo Berns Niedecken che hanno creato una affascinante mise en espace con i dieci cantanti, il coro, e le due coppie di violiniste e violiste che muovendosi plasticamente nello spazio antistante l’altare della chiesa hanno creato dei tableaux vivants ispirati alla iconografia dell’arte barocca.

    Podcast curato e prodotto da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

    ENGLISH VERSION

    A Baroque oratorio with the energy of a musical

    During the ‘Grandezze & Meraviglie’ festival in Modena, Michelangelo Falvetti’s oratorio Il diluvio universale (The Great Flood), written in 1682 to a libretto by Vincenzo Giattini based on the biblical story of Noah’s Ark, was performed in the Church of Sant’Agostino.

    The oratorio was performed by the Crescere in Musica Baroque ensemble, conducted by Sergio Gasparella, in an original semi-staged production devised by director Alberto Allegrezza and choreographer Berns Niedecken, who created a captivating mise en espace featuring the ten singers, the choir, and the two pairs of violinists and violists who, moving gracefully in the space in front of the church’s altar, created ‘tableaux vivants’ inspired by Baroque art iconography.

    Podcast created and produced by Paolo Scarnecchia for il giornale della musica
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    22 min
  • Intervista a Simon-Pierre Bestion | Festival d’Ambronay 2026
    Sep 24 2026
    Il poderoso inizio del Festival di Ambronay

    L’inagurazione della 47° edizione del Festival d’Ambronay, intitolata “Latitudes Baroques”, è stata inaugurata dal concerto della Compagnie La Tempête diretta da Simon-Pierre Bestion che ha presentato un programma intitolato “Requiem imaginaire pour Charles Quint”.
    I sedici cantanti e i diciannove strumentisti del gruppo sono stati disposti in diversi punti della chiesa, e hanno letteralmente avvolto con il loro suono possente la platea degli ascoltatori, con una full immersion sonora.

    Il concerto si è svolto nella splendida chiesa abbaziale del monastero benedettino che è sede del Centre Culturel de Rencontre (CCR) di Ambronay e l’intervista al direttore del gruppo e gli esempi musicali sono stati registrati durante le prove l’11 settembre 2026.

    Podcast curato e prodotto da Paolo Scarnecchia per il giornale della musicale

    ENGLISH VERSION

    The spectacular opening of the Ambronay Festival

    The 47th edition of the Ambronay Festival, entitled ‘Latitudes Baroques’, opened with a concert by the Compagnie La Tempête, conducted by Simon-Pierre Bestion, who presented a programme entitled ‘Requiem imaginaire pour Charles Quint’. The group’s sixteen singers and nineteen instrumentalists were positioned at various points around the church, and literally enveloped the audience with their powerful sound, creating a fully immersive musical experience.

    The concert took place in the splendid abbey church of the Benedictine monastery, which houses the Centre Culturel de Rencontre (CCR) in Ambronay, and the interview with the group’s director and the musical excerpts were recorded during rehearsals on 11 September 2026.

    Podcast created and produced by Paolo Scarnecchia for il giornale della musica
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    21 min
  • Intervista a M. Gozzi, G. Pirani e F. Zimei | ♫ ♪♫ Sagra Musicale Malatestiana 2026 parte seconda
    Sep 17 2026
    La avventurosa scoperta di nuove musiche del Trecento italiano

    Un canzoniere praticamente nascosto tra le piegature dei bifogli di un registro contabile del Monastero di San Gaudenzo, perché ritagliato a striscioline per rinforzarne la rilegatura, si è rivelato una nuova preziosa fonte utile per approfondire la conoscenza della Ars Nova italiana, l’arte della polifonia vocale affine al “dolce stil novo” letterario e poetico.

    Le composizioni inedite contenute nel manoscritto sono state eseguite dall’ensemble Micrologus nel Teatro Galli di Rimini nel corso della Sagra Musicale Malatestiana il 4 agosto 2026, e nel podcast precedente Patrizia Bovi e Goffredo Degli Esposti raccontano le emozioni di questa esprerienza.

    In questa seconda parte del podcast Marco Gozzi, Giacomo Pirani e Francesco Zimei raccontano tutte le tappe della avventurosa scoperta del canzoniere musicale che era stato smembrato per rinforzare un registro contabile dei canoni fondiari del Monastero di san Gaudenzo, a partire dal suo restauro e digitalizzazione fino ad arrivare alla stampa di un facsimile del codice che era ridotto a striscioline di pergamena riciclate.

    Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

    ENGLISH VERSION

    The adventurous discovery of new music from 14th-century Italy

    A songbook, virtually hidden amongst the folds of the double-leaf pages of an account book from the Monastery of San Gaudenzo – having been cut into strips to reinforce the binding – has proved to be a valuable new source for deepening our understanding of the Italian Ars Nova, the art of vocal polyphony akin to the literary and poetic ‘dolce stil novo’.

    The unknow compositions contained in the manuscript were performed by the Micrologus ensemble at the Teatro Galli in Rimini during the Sagra Musicale Malatestiana on 4 August 2026, and in the previous podcast, Patrizia Bovi and Goffredo Degli Esposti recount the emotions of this experience.

    In this second part of the podcast, Marco Gozzi, Giacomo Pirani and Francesco Zimei recount every stage of the adventurous discovery of the songbook, which had been torn apart to reinforce an account book recording the land rents of the Monastery of San Gaudenzo – from its restoration and digitisation right through to the printing of a facsimile of the manuscript, which had been reduced to strips of recycled parchment.

    Podcast created and produced by Paolo Scarnecchia for il giornale della musica


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    26 min
  • Intervista a Patrizia Bovi e Goffredo Degli Esposti | ♪♫ Sagra Musicale Malatestiana 2026 parte prima
    Sep 17 2026
    La avventurosa scoperta di nuove musiche del Trecento italiano

    Un canzoniere praticamente nascosto tra le piegature dei bifogli di un registro contabile del Monastero di San Gaudenzo, perché ritagliato a striscioline per rinforzarne la rilegatura, si è rivelato una nuova preziosa fonte utile per approfondire la conoscenza della Ars Nova italiana, l’arte della polifonia vocale affine al “dolce stil novo” letterario e poetico.

    Le composizioni inedite contenute nel manoscritto sono state eseguite dall’ensemble Micrologus nel Teatro Galli di Rimini nel corso della Sagra Musicale Malatestiana e Patrizia Bovi e Goffredo Degli Esposti nella prima parte del podcast raccontano le caratteristiche delle ballate e del resto delle musiche inedite ascoltate per la prima volta.

    Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

    ENGLISH VERSION

    The adventurous discovery of new music from 14th-century Italy

    A songbook, virtually hidden amongst the folds of the double-leaf pages of an account book from the Monastery of San Gaudenzo – having been cut into strips to reinforce the binding – has proved to be a valuable new source for deepening our understanding of the Italian Ars Nova, the art of vocal polyphony akin to the literary and poetic ‘dolce stil novo’.

    The previously unknown compositions contained in the manuscript were performed by the Micrologus ensemble at the Teatro Galli in Rimini on 4 September during the Sagra Musicale Malatestiana, and in the first part of this podcast, Patrizia Bovi and Goffredo Degli Esposti discuss the characteristics of the ballads and the rest of the previously unpublished music heard for the very first time.

    Podcast created and produced by Paolo Scarnecchia for il giornale della musica
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    27 min
  • Intervista a Lila Hajosi | Laus Polyphoniae 2026
    Sep 10 2026
    Un ponte sonoro tra Venezia e Costantinopoli in cerca della luce dopo le tenebre

    Durante il festival Laus Polyphoniae di Anversa l’Ensemble Irini diretto da Lila Hajosi ha presentato un concerto ispirato al versetto biblico del Libro di Giobbe “Post tenebras, spero lucem”, nel quale la musica policorale veneziana di Giovanni Gabrieli è stata affiancata dagli inni di Costantino di Anchialo, compositore bizantino del XVI secolo.

    Nella intervista la giovane direttrice racconta la storia della formazione del suo gruppo, il suo interesse verso la ritualità musicale della cultura liturgica greco-ortodossa, e le ansie e le preoccupazioni della sua generazione, mitigate ed esorcizzate grazie al potere della musica.

    Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

    ENGLISH VERSION

    A musical bridge between Venice and Constantinople in search of light after darkness

    During the Laus Polyphoniae festival in Antwerp, the Ensemble Irini, conducted by Lila Hajosi, presented a concert inspired by the biblical verse from the Book of Job, ‘Post tenebras, spero lucem’, in which Giovanni Gabrieli’s Venetian polyphonic music was paired with hymns by Constantine of Anchialus, a 16th-century Byzantine composer.

    In the interview, the young conductor recounts the story of how her ensemble came to be, her interest in the musical rituals of Greek Orthodox liturgical culture, and the anxieties and concerns of her generation, which are soothed and dispelled by the power of music.

    Podcast created and produced by Paolo Scarnecchia for il giornale della musica
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    28 min
  • Intervista a Francisco Mañalich | ♫ ♪ Laus Polyphoniae 2026
    Sep 3 2026
    I madrigali di Pomponio Nenna

    Nel corso del festival di musica antica Laus Polyphoniae, che si è svolto ad Anversa in Belgio dal 21 al 29 agosto 2026, l’ensemble Comet Musicke diretto da Francisco Mañalich ha presentato un concerto dedicato ai madrigali di Pomponio Nenna, un autore poco conosciuto la cui musica è molto interessante e affascinante.

    Nenna visse nella seconda metà del Cinquecento e fa parte del gruppo di nobili che si dilettavano nel comporre madrigali, come il famoso principe Gesualdo da Venosa, presso la cui corte visse a Napoli per alcuni anni, dopo essersi trasferito dalla Puglia dove era nato.

    Nell’intervista il direttore del gruppo francese descrive il carattere della musica del raffinato e aristocratico compositore, scelta dalla raccolta del Primo libro di madrigali a cinque voci stampato a Venezia nel 1582, ed eseguita con l’accompagnamento di diversi strumenti musicali.

    Gli esempi musicali e l’intervista sono stati realizzati nel corso delle prove del concerto che si è svolto nella Chiesa di San Carlo Borromeo di Anversa.

    Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

    ENGLISH VERSION

    The Pomponio Nenna's madrigals

    During the Laus Polyphoniae early music festival, which took place in Antwerp, Belgium, from 21 to 29 August 2026, the Comet Musicke ensemble, conducted by Francisco Mañalich, presented a concert dedicated to the madrigals of Pomponio Nenna, a little-known composer whose music is both fascinating and captivating.

    Nenna lived in the second half of the sixteenth century and was part of a group of nobles who took a keen pleasure in composing madrigals, such as the famous prince Gesualdo da Venosa, at whose court in Naples he lived for several years after moving from Puglia, where he was born.

    In the interview, the conductor of the French ensemble describes the character of the music by this refined and aristocratic composer, selected from the collection Primo libro di madrigali a cinque voci (First Book of Madrigals for Five Voices), printed in Venice in 1582, and performed with the accompaniment of various musical instruments.

    The musical examples and the interview were recorded during the rehearsals of the concert, which took place at the Church of St Charles Borromeo in Antwerp.

    Podcast created and produced by Paolo Scarnecchia for il giornale della musica
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    23 min
  • Intervista a Ottavio Dantone | Innsbrucker Festwochen der Alter Musik 2026 - prima parte
    Aug 24 2026
    La festa teatrale Il pomo d’oro di Antonio Cesti del 1668 torna a risplendere nella 50° edizione del Festival di musica antica di Innsbruck

    Nella prima parte del podcast dedicato all’evento principale della 50° edizione del Festival di musica antica di Innsbruck, Ottavio Dantone direttore dell’ensemble Accademia Bizantina racconta l’impresa della ricostruzione musicale della festa teatrale Il pomo d’oro di Antonio Cesti, messa in scena per la prima volta dopo la sua unica eccezionale esecuzione alla corte di Vienna del 1668, nel Teatro Regionale Tirolese dal 7 al 16 agosto 2026.

    Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

    Antonio Cesti's 1668 “festa teatrale” Il pomo d'oro shines again in the 50th° edition of the Innsbruck Early Music Festival

    In the first part of the podcast dedicated to the main event of the 50th edition of the Innsbruck Early Music Festival, Ottavio Dantone, conductor of the Accademia Bizantina ensemble, recounts the challenge of musically reconstructing Antonio Cesti’s “festa teatrale” Il pomo d’oro, staged at the Tyrolean Regional Theatre from 7 to 16 August 2026 for the first time, since its single and exceptional performance at the court of Vienna of 1668.

    Podcast created and produced by Paolo Scarnecchia for il giornale della musica
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    36 min
  • Intervista con Allegrezza, Borgioni, Mineccia e Sala | ♫ Innsbrucker Festwochen der Alter Musik 2026 - terza parte
    Aug 24 2026
    La festa teatrale Il pomo d’oro di Antonio Cesti del 1668 torna a risplendere nella 50° edizione del Festival di musica antica di Innsbruck

    Nella terza parte del podcast dedicato all’evento principale della 50° edizione del Festival di musica antica di Innsbruck, Alberto Allegrezza, Mauro Borgioni, Filippo Mineccia e Margherita Sala si sono divertiti a raccontare la straordinaria esperienza di aver fatto parte del cast dei venti cantanti che hanno interpretato quasi cinquanta personaggi previsti nel libretto di Francesco Sbarra della festa teatrale Il pomo d’oro di Antonio Cesti del 1668, che grazie alla ricostruzione musicale di Ottavio Dantone è stata messa in scena per la prima volta in epoca moderna nel Teatro Regionale Tirolese dal 7 al 16 agosto 2026.

    Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

    Antonio Cesti's 1668 “festa teatrale” Il pomo d'oro shines again in the 50th° edition of the Innsbruck Early Music Festival

    In the third part of the podcast dedicated to the main event of the 50th edition of the Innsbruck Early Music Festival, Alberto Allegrezza, Mauro Borgioni, Filippo Mineccia and Margherita Sala enjoyed recounting the extraordinary experience of being part of the cast of twenty singers who portrayed nearly fifty characters featured in Francesco Sbarra’s libretto for Antonio Cesti’s 1668 “festa teatrale” Il pomo d’oro, which, thanks to Ottavio Dantone’s musical reconstruction, was staged for the first time in the modern era at the Tyrolean Regional Theatre from 7 to 16 August 2026.

    Podcast created and produced by Paolo Scarnecchia for il giornale della musica
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    37 min