• Il lusso dal punto di vista economico: dalle origini alla deriva contemporanea
    Dec 4 2025
    L’episodio 6, “Il lusso dal punto di vista economico: dalle origini alla deriva contemporanea” del podcast “Che cos’è e che cosa non è il lusso”, intende scandagliare la genesi e l’evoluzione del concetto moderno di lusso nella sua declinazione economica. Si tratta di una costruzione recente, scaturita dalla progressiva confluenza di mestieri un tempo rigorosamente separati – moda, pelletteria, profumeria, gastronomia – organizzati in corporazioni autonome e ritenuti universi tecnici impermeabili fra loro. Il mutamento di paradigma nasce dalla lungimiranza francese, cristallizzata nel 1954 con la fondazione del Comité Colbert, che per la prima volta individuò un’“arte del vivere” coerente, trasversale e culturalmente stratificata. Da quel momento, il lusso ha assunto la forma di un sistema organico, animato da savoir-faire e tradizioni differenti ma unificati dall’aspirazione comune a eccellenza, artigianalità, creatività e radicamento culturale.Parallelamente, la crescita del settore – analizzata e quantificata da Bain & Company attraverso il perimetro del “lusso personale” – ha rivelato un comparto dinamico ma contraddittorio, sospeso tra la necessità di preservare un’aura di inaccessibilità e l’esigenza, imposta dai mercati globali, di garantire volumi, scalabilità e redditività. Proprio questa tensione ha condotto numerose maison ad abbandonare l’ethos originario, inseguendo una democratizzazione che, lungi dall’ampliare il prestigio del lusso, ne ha progressivamente eroso la sostanza. L’espansione verso il middle market, la delocalizzazione produttiva e la rincorsa a una desiderabilità indotta hanno trasformato il lusso in un dispositivo commerciale sempre più distante dalla sua ontologia.Sul piano strutturale, l’egemonia dei conglomerati – LVMH, Kering, Richemont – ha trasformato il lusso in un sofisticato esercizio finanziario, imponendo sinergie e standardizzazioni che comprimono l’unicità creativa e l’eccellenza manuale. La suddetta logica entra in rotta di collisione con la rarità autentica, propria delle maison vincolate da limiti naturali o tecnici (Romanée-Conti, Ferrari, Patek Philippe, Hermès), e alimenta invece una rarità cosiddetta “virtuale”, dunque artificiale, cara al mondo della moda: capsule effimere, edizioni limitate, storytelling e retail esperienziale che simulano esclusività senza incarnarla.Il confronto fra Francia e Italia mette in scena due architetture antitetiche: la Francia consolida la propria leadership grazie a una strategia di acquisizioni mirate, privilegiando la concentrazione del capitale rispetto alla generazione di nuovi marchi; l’Italia, straordinaria fucina di brand e creatività, ma priva dei conglomerati necessari a proteggerne la continuità e la forza competitiva. Questa asimmetria alimenta il mito, infondato, dell’incapacità italiana di gestire le proprie eccellenze: in realtà, i due modelli rispondono a logiche differenti ma entrambe decisive per l’equilibrio dell’ecosistema globale.Ne emerge un settore al tempo stesso prospero e strutturalmente fratturato: da un lato, megabrand sempre più distanti dall’autenticità originaria; dall’altro, monobrand indipendenti che, pur relegati ai margini del sistema finanziario, incarnano la possibilità concreta di un ritorno all’essenza del lusso. L’attenuarsi dell’attrattiva dei conglomerati presso la clientela storica e le nuove élite, lascia intravedere una possibile inversione di rotta, in cui qualità intrinseca e coerenza identitaria potrebbero tornare a imporsi come criteri supremi di valore.Riferimenti utiliPer restare costantemente aggiornati sui nuovi episodi, approfondire contenuti esclusivi, sviluppare sinergie e partecipare a iniziative dedicate al settore del lusso:- Canale social dedicato al podcast: Instagram- Canali social di Valeria Torchio: Instagram / LinkedIn / Facebook- Canale Telegram: The Art of Luxury- Gruppo Telegram: Luxury Networking- Sito personale: www.valeriatorchio.com- Sito aziendale: www.louiseprestige.com- Contatti: info@valeriatorchio.com
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    32 min
  • Il rapporto dialettico tra lusso passivo e lusso attivo e tra inclusione ed esclusione
    Nov 26 2025
    L’episodio 5, “Il rapporto dialettico tra lusso passivo e lusso attivo e tra inclusione ed esclusione” del podcast “Che cos’è e che cosa non è il lusso”, analizza il duplice paradigma che anima la fruizione del lusso: il lusso attivo e il lusso passivo. Il primo si configura come esperienza intrinseca e concreta, in cui l’individuo, assumendo il ruolo di protagonista, incarna la quintessenza del lusso mediante partecipazione e possesso consapevoli, interiorizzando i valori estetici, culturali e simbolici insiti nelle esperienze e negli oggetti privilegiati. Il lusso passivo, al contrario, si dispiega come dimensione contemplativa, spettatoriale, in cui il fascino del lusso si rivela attraverso la mediazione simbolica e visiva, sia nella sfera offline, mediante l’osservazione di beni e stili di vita elitari, sia in quella online, attraverso la proliferazione di immagini, video e narrazioni social che amplificano la gratificazione vicaria.



    Il dialogo tra queste due macro-tendenze rivela una simbiosi imprescindibile: il lusso attivo trova parte della sua legittimazione e aura simbolica nello sguardo dei fruitori passivi, i quali, pur privi di partecipazione diretta, contribuiscono a costruire e consolidare il prestigio culturale e sociale che avvolge il lusso. Tale dinamica si arricchisce ulteriormente distinguendo all’interno del lusso attivo due declinazioni fondamentali: il lusso esternalizzato, orientato verso la visibilità e la comunicazione di status, e il lusso internalizzato, radicato nell’autenticità, nella coerenza personale e nell’eleganza intima, discreta e riflessiva.



    L’episodio approfondisce, inoltre, le categorie di spettatori passivi: gli “auto-limitanti”, la cui distanza apparente dal lusso nasconde desiderio o frustrazione, e gli “auto-alimentanti”, che traggono ispirazione e aspirazione dall’osservazione senza risentimento emotivo, delineando così una mappatura psicologica e sociale completa del rapporto con il lusso. La rivoluzione digitale emerge come fattore decisivo nell’espansione del lusso passivo, democratizzandone la rappresentazione senza alterarne la natura esclusiva e contribuendo a ridefinire l’equilibrio tra inclusione simbolica ed esclusione reale.



    In ultima analisi, il lusso si configura come fenomeno dialettico, nel quale il valore, la magnificenza e l’aura simbolica non risiedono unicamente nel possesso o nella fruizione diretta, ma nell’interazione incessante tra chi vive e chi contempla, tra esperienza concreta e gratificazione vicaria, tra autenticità e rappresentazione. L’episodio evidenzia come tale dialettica culturale e sociale costituisca il nucleo strutturale del lusso contemporaneo, definendo il suo ruolo non solo come esperienza individuale, ma come costrutto simbolico in grado di modellare aspirazioni, desideri e valori nella società odierna.

























































































































































































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    30 min
  • L’arte del savoir-vivre: vivere il lusso e di lusso, non nel lusso
    Nov 6 2025
    L’episodio 4, “L’arte del savoir-vivre: vivere il lusso e di lusso, non nel lusso” del podcast “Che cos’è e che cosa non è il lusso”, si configura come un itinerario speculativo e sensoriale nel cuore del concetto di lusso dal punto di vista della filosofia del vivere, inteso non come categoria univoca, bensì come dimensione plurima e stratificata, che si manifesta secondo tre distinte modalità esistenziali: vivere il lusso, vivere di lusso e vivere nel lusso. Ciascuna di esse incarna una diversa postura nei confronti dell’essenza del lusso, delineando un percorso che si estende dall’intimità dell’esperienza immateriale fino alla più vacua esteriorità dell’ostentazione.“Vivere il lusso” rappresenta l’apice della consapevolezza, un’esperienza che trascende la materialità e trova la sua massima espressione nell’apprezzamento dell’immateriale: il tempo, la libertà, la salute, l’autenticità dei legami e la pienezza dell’essere. È una dimensione interiore, fatta di riconoscenza e di sguardo lucido sulla rarità delle cose non garantite, un lusso dell’anima che si alimenta di coscienza e di gratitudine.“Vivere di lusso” si colloca su un piano altrettanto nobile, ma più tangibile. Esso si fonda sulla selezione raffinata, sulla capacità di discernere e scegliere quello che trasmette bellezza, arte, heritage, valore intrinseco. Qui il lusso diviene un esercizio di discernimento estetico e morale che antepone la qualità alla quantità, la sostanza all’apparenza, l’esperienza al mero possesso.“Vivere nel lusso”, per contro, si pone come la manifestazione più degradata e superficiale del concetto: un lusso ridotto a spettacolo, in cui il prezzo sostituisce il valore e l’apparire soppianta l’essere. È un lusso che vive di riflesso, incapace di introspezione, privo di radici culturali e di sensibilità estetica, in cui l’ostentazione e l’accumulo soffocano l’autenticità e l’elevazione.L’episodio si addentra poi in una riflessione più ampia sul lusso quale fenomeno culturale e antropologico, mettendo in luce la crescente confusione tra lusso autentico e il suo surrogato. Oggi, cultori ed emuli condividono spazi, oggetti ed esperienze, dissolvendo i confini un tempo netti tra l’eccellenza e la sua imitazione. La società, nel suo affannoso desiderio di apparire, ha smarrito il senso della selettività, riducendo il lusso a industria, a commercio, a meccanismo di massa.Il vero lusso, invece, è dialogo costante tra cultura, arte, savoir-faire e bellezza. È una tensione spirituale verso l’assoluto, ma anche un gioco di seduzione sottile, un dualismo armonico tra l’elevazione e il piacere, tra la misura e l’ebbrezza. Esso sfida la banalità del quotidiano e restituisce valore al tempo, all’inutilità feconda, al piacere vissuto con lentezza e consapevolezza. In un mondo dominato dall’efficienza e dalla frenesia, il lusso diventa, paradossalmente, la capacità di “perdere tempo”, di abitare la lentezza, di trasformare l’attesa e la contemplazione in atti di autentica elevazione.La narrazione si conclude con una riflessione sull’arte del vestire, intesa come suprema manifestazione del savoir-vivre e specchio dell’eleganza interiore. In un’epoca segnata dal trionfo del cattivo gusto e dall’omologazione stilistica, l’abito torna a essere linguaggio e identità, strumento di distinzione e testimonianza di cultura estetica. L’eleganza, come il lusso, non risiede nella ricchezza materiale, ma nell’armonia, nella proporzione, nella discrezione e nella consapevolezza del proprio ruolo nel mondo.Riferimenti utiliPer restare costantemente aggiornati sui nuovi episodi, approfondire contenuti esclusivi, sviluppare sinergie e partecipare a iniziative dedicate al settore del lusso:- Canale social dedicato al podcast: Instagram- Canali social di Valeria Torchio: Instagram / LinkedIn / Facebook- Canale Telegram: The Art of Luxury- Gruppo Telegram: Luxury Networking- Sito personale: www.valeriatorchio.com- Sito aziendale: www.louiseprestige.com- Contatti: info@valeriatorchio.com
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    28 min
  • L’evoluzione del lusso nel corso dei secoli: da ostentazione a soggettivizzazione
    Oct 23 2025
    L’episodio 3, “L’evoluzione del lusso nel corso dei secoli: da ostentazione a soggettivizzazione” del podcast “Che cos’è e che cosa non è il lusso”, intende delineare l’evoluzione del concetto di lusso, dalla sua originaria funzione di ostentazione materiale sino alla sua odierna dimensione simbolica e interiore. Tale evoluzione, rappresenta una delle più affascinanti metamorfosi della cultura occidentale.Nato come linguaggio del potere e come strumento di distinzione sociale, il lusso trovò nelle corti europee la sua prima e più sontuosa manifestazione, ove la magnificenza degli oggetti e la teatralità dei gesti costituivano codici di appartenenza e segni di supremazia. Con l’avvento della borghesia e la progressiva democratizzazione del gusto, esso subì un processo di trasfigurazione, assumendo via via nuove connotazioni, più sottili e interiorizzate, fino a divenire espressione di sensibilità e consapevolezza.Nel tempo, il lusso ha oltrepassato i confini dell’apparenza, emancipandosi dalla sua dimensione puramente materiale per abbracciare un carattere più intimo e riflessivo. Nella contemporaneità, segnata da mutamento incessante e saturazione estetica, il lusso non si configura più quale semplice strumento di status, ma quale veicolo di identità, ricerca di autenticità e affermazione di un gusto consapevole. È il lusso del tempo, della quiete, della misura; il privilegio dell’essenziale e della profondità, che si contrappone al clamore dell’eccesso.E tuttavia, tale raffinata interiorità reca in sé una sottile ambiguità: quando il lusso si riduce a esperienza individualistica e autoreferenziale, esso rischia di recidere il legame con la bellezza universale e con il senso culturale che ne ha, per secoli, sorretto l’esistenza. In assenza di un fondamento estetico e intellettuale, esso si svuota, perdendo la sua funzione di custode del bello.Il lusso autentico, al contrario, si fonda su un equilibrio sapiente tra interiorità e condivisione, tra percezione personale e responsabilità collettiva. È atto di cultura e di consapevolezza, espressione di un sapere che si fa eleganza morale prima ancora che formale. Così inteso, il lusso diviene linguaggio della distinzione spirituale, punto d’incontro tra arte, pensiero e sensibilità, capace di restituire al mondo contemporaneo il senso profondo del valore e dell’autenticità.Riferimenti utiliPer restare costantemente aggiornati sui nuovi episodi, approfondire contenuti esclusivi, sviluppare sinergie e partecipare a iniziative dedicate al settore del lusso:- Canale social dedicato al podcast: Instagram- Canali social di Valeria Torchio: Instagram / LinkedIn / Facebook- Canale Telegram: The Art of Luxury- Gruppo Telegram: Luxury Networking- Sito personale: www.valeriatorchio.com- Sito aziendale: www.louiseprestige.com- Contatti: info@valeriatorchio.com
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    30 min
  • Il lusso: un concetto sfuggente e soggetto a incomprensioni
    Oct 9 2025
    Il lusso si manifesta come un fenomeno che travalica le categorie del possesso, della funzione e della necessità. Esso si inscrive in un orizzonte simbolico, estetico e culturale, dove la materia si trasfigura in linguaggio e l’oggetto diviene veicolo di un’esperienza emotiva e intellettuale. Il lusso non si esaurisce nell’atto del consumo, ma risiede nella capacità di evocare il sogno, di dialogare con l’arte, con la memoria e con l’idea stessa di bellezza assoluta.La sua natura elusiva e inafferrabile deriva da una costellazione di fattori interdipendenti. Innanzitutto, dalla sua intangibilità: il lusso non è riducibile a parametri oggettivi di valore, funzionalità o prezzo, poiché vive di emozione, mito e immaginario. In secondo luogo, dalla sua radicale opposizione alla logica utilitaristica che domina la modernità: il lusso non si giustifica, esiste come affermazione estetica e come rifiuto dell’efficienza. A questo si aggiunge l’esclusività culturale, che ne fa un linguaggio riservato a chi possiede le chiavi interpretative del bello e del raro e il paradosso dell’accessibilità aspirazionale, che, attraverso i meccanismi della massificazione contemporanea, ha reso porosi i confini tra autentico e surrogato, tra arte e simulacro.Inoltre, il lusso si distingue per una complessità temporale che ne amplifica la distanza dal quotidiano. Esso è intrinsecamente legato all’idea di atemporalità e di valore che si amplifica con il passare del tempo. In una società che privilegia l’immediatezza e l’obsolescenza programmata, tale prospettiva di lungo termine appare distante e difficile da assimilare.Il vero lusso appartiene a chi sa comprenderlo, non a chi può acquistarlo. Soltanto l’individuo dotato di sensibilità estetica e profondità intellettuale può realmente coglierne l’essenza. Chi si limita a misurarlo con il metro del mero valore economico ne percepisce solo l’ombra, non la sostanza. Il lusso, infatti, non vive di visibilità ma di discrezione; non si espone, ma si lascia riconoscere.Nell’esperienza quotidiana, il discrimine si rivela sottile ma inconfondibile: se, di fronte a un oggetto, a un prodotto o a un’esperienza, le prime percezioni si orientano spontaneamente verso la bellezza intrinseca, la maestria artigianale, il savoir-faire, l’heritage e l’eleganza, allora ci si trova dinnanzi al lusso. Al contrario, se la prima (e forse unica) impressione che giunge è quella di un valore economico elevato, allora non ci si trova di fronte al lusso, ma soltanto a qualcosa di alquanto costoso.Da una prospettiva analitica, il concetto di lusso si biforca in due piani distinti: quello soggettivo e quello oggettivo. Il primo, personale e percettivo, riguarda la sfera dell’esperienza intima — quello che ciascuno definisce come “il proprio lusso”. Il secondo, invece, è quello operativo e settoriale, regolato da principi e criteri rigorosi. Eppure, la globalizzazione e le dinamiche culturali contemporanee hanno progressivamente sfumato i confini tra le suddette dimensioni, generando un relativismo percettivo che, pur ampliando il pubblico del lusso, ne ha eroso in parte la purezza concettuale.Le sette vie interpretative elaborate nel corso dei secoli — democratica, elitaria, degli esperti, empirica, corporativa, creativa e della negazione — rappresentano altrettanti tentativi di circoscrivere un concetto che, per sua natura, si rifiuta di essere racchiuso. Ciascuna di esse ne coglie un frammento, ma nessuna ne abbraccia la totalità. Il lusso, come un prisma, rifrange la luce della cultura e del desiderio in infinite direzioni, rivelandosi sempre diverso, sempre nuovo, eppure riconoscibile nella sua coerenza profonda: l’elevazione della forma, la celebrazione della bellezza, l’esaltazione del sapere artigianale come espressione di una civiltà.Dunque, il concetto di lusso si configura come un’entità multiforme che sfugge a una categorizzazione rigida e monolitica, ponendosi come un ideale stratificato, alimentato da prospettive divergenti che ne esaltano la natura elusiva e soggettiva. Anche nell’ambito operativo, manageriale e settoriale, il lusso, pur essendo formalmente disciplinato da rigidi principi di carattere universale e, in teoria, non incline a una natura proteiforme, può tuttavia manifestare una notevole variabilità interpretativa. Tale fluttuazione deriva sia dalle specificità metodologiche adottate dagli esperti di settore, sia dalle influenze culturali, economiche e normative intrinsecamente legate al contesto geografico in cui esso si declina.Di conseguenza, il lusso si presenta come una realtà complessa e diversificata, in cui l'armonizzazione tra concetti universali e particolarismi locali costituisce un delicato equilibrio.Le sette prospettive delineate offrono un ventaglio di chiavi interpretative, ciascuna delle quali contribuisce a una comprensione parziale e settoriale, eppure indispensabile, di un fenomeno ...
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    27 min
  • Introduzione al concetto di lusso: la sua concezione, il suo significato e le sue funzioni
    Sep 25 2025
    L’episodio 1, “Introduzione al concetto di lusso: la sua concezione, il suo significato e le sue funzioni” del podcast “Che cos’è e che cosa non è il lusso”, intraprende un itinerario concettuale intorno al lusso, indagandone le radici storiche, semantiche e culturali.Lungi dall’essere mero sinonimo di opulenza o ostentazione, il lusso emerge come esperienza complessa, in cui l’essere umano ricerca bellezza, raffinatezza ed elevazione interiore, oltre la pura funzionalità.Particolare rilievo assume la duplicità etimologica del termine: da un lato “lux”, simbolo di armonia e misura; dall’altro “luxuria”, eccesso e potenziale decadenza. Tale dualismo svela la sua natura ambivalente: il lusso autentico illumina la vita con una bellezza rara, mentre l’abuso lo degrada in esibizionismo privo di sostanza. Solo i cultori, capaci di coglierne l’essenza, evitano che scivoli nella volgarità e nel simulacro dell’opulenza.L’episodio analizza, inoltre, la dialettica tra dimensione personale e funzione sociale: la prima, intima e silenziosa, rappresenta il nucleo autentico del lusso; la seconda, inevitabile riflesso esteriore, ne proietta l’immagine nel tessuto collettivo. Quando, però, si emancipa dalla radice interiore, il lusso decade in ostentazione artificiale.Si delinea, così, il paradosso di un fenomeno apparentemente “superfluo”, ma in realtà essenziale quale veicolo di creatività, sogno e identità culturale. Il lusso, pur apparendo “inutile” e privo di utilità immediata, si inserisce in un complesso dualismo tra esperienza interiore ed effetti concreti sul mondo circostante.Da un lato, la sua fruizione soddisfa un’esigenza di elevazione estetica e sensoriale dell’individuo, trascendendo la mera funzionalità pratica e configurandosi come esperienza capace di sfidare la razionalità utilitaristica. Dall’altro lato, sotto il profilo economico, la produzione e la gestione del lusso assumono una funzione cardinale nell’economia globale: generano opportunità di lavoro, promuovono innovazione e sviluppo e contribuiscono a valorizzare mestieri, territori e competenze che rischierebbero altrimenti di scomparire sotto la pressione della standardizzazione industriale.Tale ambivalenza, si riflette anche nella costruzione di una marca di lusso, che richiede un’alchimia sottile tra visioni contraddittorie: conciliare le esigenze economiche, necessarie per la competitività sul mercato, con un’idea anti-economicistica propria del lusso.Piuttosto che demonizzarlo come un semplice privilegio o segno di disparità, dovremmo sforzarci di comprenderne la complessità e di guidarne l’evoluzione verso un futuro in cui estetica ed elevazione convivano armoniosamente.Riferimenti utiliPer restare costantemente aggiornati sui nuovi episodi, approfondire contenuti esclusivi, sviluppare sinergie e partecipare a iniziative dedicate al settore del lusso:- Canale social dedicato al podcast: Instagram- Canali social di Valeria Torchio: Instagram / LinkedIn / Facebook- Canale Telegram: The Art of Luxury- Gruppo Telegram: Luxury Networking- Sito personale: www.valeriatorchio.com- Sito aziendale: www.louiseprestige.com- Contatti: info@valeriatorchio.com
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    30 min
  • Podcast Preview
    Sep 18 2025
    Il podcast “Che cos’è e che cosa non è il lusso” si propone di condurre l’ascoltatore in un itinerario approfondito e multidimensionale nell’universo del lusso, andando oltre la mera apparenza per esplorarne la vera essenza. Attraverso un approccio olistico, Valeria Torchio integra teoria e pratica, offrendo una lettura rigorosa e stratificata del concetto di lusso, delle sue radici sociologiche, implicazioni psicologiche e dimensioni economiche e operative.Il percorso analizza il lusso in relazione alla sua controparte – le sue emulazioni, il suo surrogato – mettendo in luce le differenze tra autenticità e imitazione, sfidando miti consolidati e narrazioni superficiali. Gli episodi approfondiscono le interconnessioni tra lusso e altri paradigmi culturali, sociali, psicologici ed economici, al fine di tracciare un percorso che rifletta la complessità e la ricchezza del concetto di lusso, rivelando le dinamiche che ne definiscono l’identità contemporanea.Il podcast affronta, inoltre, il lusso dal punto di vista economico e manageriale, illustrando strategie aziendali, anti-leggi del marketing e principi operativi innovativi, alcuni dei quali inediti sul mercato, offrendo strumenti concreti per imprenditori e professionisti del settore.Attraverso una prospettiva unica, maturata sia come operatrice del settore sia come cultrice ed estimatrice, Valeria Torchio offre una guida illuminante per comprendere e padroneggiare le complessità del lusso, rendendo il podcast un punto di riferimento imprescindibile non solo per chi aspira a eccellere in questo universo esclusivo dal punto di vista operativo, ma anche per coloro che desiderano penetrarne la vera essenza e comprenderlo in tutta la sua profondità.Il podcast si rivolge a imprenditori e professionisti del lusso, a cultori ed estimatori del settore, agli studenti e a chiunque desideri avvicinarsi a questa materia con spirito di scoperta.Riferimenti utiliIl podcast offre un percorso esclusivo e rigoroso alla scoperta del lusso, ma per chi desidera un accompagnamento più diretto e personalizzato, Valeria Torchio mette a disposizione la propria esperienza pluridecennale attraverso servizi formativi, strategici e operativi di eccellenza. Per approfondimenti, si consiglia di prendere visione della seguente pagina: I servizi di Valeria Torchio.Per restare costantemente aggiornati sui nuovi episodi, approfondire contenuti esclusivi, sviluppare sinergie e partecipare a iniziative dedicate al settore del lusso:- Canale social dedicato al podcast: Instagram- Canali social di Valeria Torchio: Instagram / LinkedIn / Facebook- Canale Telegram: The Art of Luxury- Gruppo Telegram: Luxury Networking- Sito personale: www.valeriatorchio.com- Sito aziendale: www.louiseprestige.com- Contatti: info@valeriatorchio.com
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    12 min