Il rapporto dialettico tra lusso passivo e lusso attivo e tra inclusione ed esclusione copertina

Il rapporto dialettico tra lusso passivo e lusso attivo e tra inclusione ed esclusione

Il rapporto dialettico tra lusso passivo e lusso attivo e tra inclusione ed esclusione

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L’episodio 5, “Il rapporto dialettico tra lusso passivo e lusso attivo e tra inclusione ed esclusione” del podcast “Che cos’è e che cosa non è il lusso”, analizza il duplice paradigma che anima la fruizione del lusso: il lusso attivo e il lusso passivo. Il primo si configura come esperienza intrinseca e concreta, in cui l’individuo, assumendo il ruolo di protagonista, incarna la quintessenza del lusso mediante partecipazione e possesso consapevoli, interiorizzando i valori estetici, culturali e simbolici insiti nelle esperienze e negli oggetti privilegiati. Il lusso passivo, al contrario, si dispiega come dimensione contemplativa, spettatoriale, in cui il fascino del lusso si rivela attraverso la mediazione simbolica e visiva, sia nella sfera offline, mediante l’osservazione di beni e stili di vita elitari, sia in quella online, attraverso la proliferazione di immagini, video e narrazioni social che amplificano la gratificazione vicaria.



Il dialogo tra queste due macro-tendenze rivela una simbiosi imprescindibile: il lusso attivo trova parte della sua legittimazione e aura simbolica nello sguardo dei fruitori passivi, i quali, pur privi di partecipazione diretta, contribuiscono a costruire e consolidare il prestigio culturale e sociale che avvolge il lusso. Tale dinamica si arricchisce ulteriormente distinguendo all’interno del lusso attivo due declinazioni fondamentali: il lusso esternalizzato, orientato verso la visibilità e la comunicazione di status, e il lusso internalizzato, radicato nell’autenticità, nella coerenza personale e nell’eleganza intima, discreta e riflessiva.



L’episodio approfondisce, inoltre, le categorie di spettatori passivi: gli “auto-limitanti”, la cui distanza apparente dal lusso nasconde desiderio o frustrazione, e gli “auto-alimentanti”, che traggono ispirazione e aspirazione dall’osservazione senza risentimento emotivo, delineando così una mappatura psicologica e sociale completa del rapporto con il lusso. La rivoluzione digitale emerge come fattore decisivo nell’espansione del lusso passivo, democratizzandone la rappresentazione senza alterarne la natura esclusiva e contribuendo a ridefinire l’equilibrio tra inclusione simbolica ed esclusione reale.



In ultima analisi, il lusso si configura come fenomeno dialettico, nel quale il valore, la magnificenza e l’aura simbolica non risiedono unicamente nel possesso o nella fruizione diretta, ma nell’interazione incessante tra chi vive e chi contempla, tra esperienza concreta e gratificazione vicaria, tra autenticità e rappresentazione. L’episodio evidenzia come tale dialettica culturale e sociale costituisca il nucleo strutturale del lusso contemporaneo, definendo il suo ruolo non solo come esperienza individuale, ma come costrutto simbolico in grado di modellare aspirazioni, desideri e valori nella società odierna.

























































































































































































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