• Nike di Samotracia: siamo già abbastanza
    Jan 28 2026

    Davanti alla Nike di Samotracia, al Louvre, restiamo senza fiato: ali spiegate, panneggio che sembra bagnato dal mare… eppure mancano la testa, le braccia, i piedi. E allora perché ci appare comunque perfetta? Perché la ammiriamo senza riserve, mentre con noi stessi siamo spietati, sempre a contare difetti, vuoti, errori, pezzi mancanti?

    In questa puntata parliamo di mancanze, incompletezza e del mito della perfezione. La Nike nasce nell’ellenismo come scultura votiva per celebrare una vittoria navale, pensata per posarsi sulla prua di una nave e colpire lo sguardo dal basso, in mezzo al vento e all’acqua. Eppure oggi è proprio la sua fragilità a renderla ancora più potente: non “nonostante”, ma attraverso ciò che manca.

    E se la vittoria non fosse essere interi? Se vincere significasse arrivare, resistere, attraversare il fuoco e reggere? In chiusura, come sempre, proviamo a chiederlo direttamente a lei: alla dea della vittoria.

    Nike di Samotracia, II a.C. c., Museo del Louvre, Parigi

    https://collections.louvre.fr/en/ark:/53355/cl010252531

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  • Trübner: cedere alle tentazioni o restare fedeli (alle regole)?
    Jan 21 2026

    L’occhio sgranato e posseduto dal desiderio, il muso proteso in avanti appoggiato alla tovaglia di lino bianco, già in parte fatta scivolare verso di lui. È Cesare al Rubicone, il cane dell’artista Wilhelm Trübner, posto di fronte all’enorme dilemma: resistere alla tentazione rappresentata da un ghiotto piatto di salsicce abbandonato davanti a lui, oppure "fare il bravo" e quindi resistere?

    Certe occasioni fanno gola e forse saremmo pronti a infrangere ogni regola morale e sociale condivisa, pur di compiacere un desiderio immediato, di cui sappiamo che pagheremo le conseguenze. Cesare, come l’omonimo e ben più celebre personaggio storico, sta davanti al Rubicone delle sue decisioni. Anche se è soltanto un cane, sta vivendo una terribile crisi di coscienza.

    Cosa è la cosa giusta da fare? Assecondare un desiderio che poi ci farà del male? Superare i confini da cui non si torna indietro? Oppure mortificarsi se sappiamo che questa è la cosa giusta da fare?

    Siamo sicuri che gli animali non abbiano un'anima?

    Wilhelm Trübner, Cesare al Rubicone, 1878, Galleria del Belvedere, Vienna

    https://sammlung.belvedere.at/objects/10015/caesar-am-rubicon;jsessionid=9F12C8F9B46A1EA3121A7545F58ADF83?

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  • Pellizza da Volpedo: siamo tutti parte del gregge?
    Jan 14 2026

    Come ci si sente a far parte di un gregge?

    Una serie ininterrotta di pecore cammina ordinatamente in fila indiana da destra verso sinistra, lungo la riva di campi irrigati. I loro corpi vengono illuminati dal sole che ne evidenzia i contorni in controluce: producono ombre sghembe che si proiettano nell’acqua e si specchiano, duplicandosi, nell’acqua stessa, come una mandria più o meno regolare.

    Tra loro ce n’è una scura, nera, che però cammina al pari delle altre, senza uscire dalla fila, senza essere quella ribelle e senza porsi il problema.

    È il dipinto Lo specchio della vita, di Giuseppe Pellizza da Volpedo, del 1895-1898, custodito alla GAM di Torino.

    Il gregge continua a scorrere, come facciamo sempre anche noi, seguendo chi ci precede, che sia la generazione famigliare, oppure per la posizione sociale o quella fisica.

    Senza metterlo mai davvero in discussione. Si fa così. Lo fanno tutti. È la regola. Si è sempre fatto.

    Come ci si sente, però, a far parte di quel gregge? Protetti o alienati? Accolti o conformati? Accettati o automatizzati? Inseriti o imprigionati?

    Giuseppe Pellizza da Volpedo, Lo specchio della vita, 1895-1898, Galleria d'Arte Moderna, Torino

    https://www.gamtorino.it/it/archivio-catalogo/lo-specchio-della-vita-e-cio-che-luna-fa-e-le-altre-fanno/

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  • Antelami: guardare indietro per andare avanti
    Jan 7 2026

    Un uomo, con aria trasognata e persa nel vuoto, è seduto su uno sgabello, chiuso in un manto che non lascia intravedere nemmeno le sue braccia. Ma dal suo collo escono due teste: una rivolta in avanti e l’altra indietro. Ben prima della donna de Les Demoiselles d’Avignon di Picasso, di cui vediamo contemporaneamente la schiena e il volto, l’iconografia del mese di Gennaio a due volti rappresentata da Benedetto Antelami intorno al 1240 circa, ci fa riflettere sul momento di passaggio che si accompagna all’anno in arrivo.

    Siamo capaci di fare bilanci del passato, riuscendo ad aprirci verso il nuovo?

    Possiamo smettere di rimuginare su quello che avrebbe potuto essere e non è stato?

    Come ci predisponiamo verso l’anno nuovo?

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    Benedetto Antelami, Gennaio bifronte (dal ciclo dei mesi), 1240-1250 c., Battistero di Parma

    https://artsandculture.google.com/story/3gXhlpj38H3MLA?hl=it

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  • Lorenzo Lotto: quando il futuro fa paura
    Dec 31 2025

    31 dicembre, tempo di bilanci. Davanti a noi un futuro tutto da scrivere e da vivere, che per questo ci spaventa e fa paura. Un anno da lasciarci alle spalle che molto spesso porta davanti il segno meno. Ma a fare la differenza non è il numero dell'anno che cambia: forse è solo il coraggio di prenderci del tempo per riconoscere i nostri dubbi e lasciare che le aspettative per il futuro smettano di pesarci addosso come macigni. Quelle che pensiamo di dover soddisfare, quelle che ci imponiamo, quelle che crediamo gli altri proiettino su di noi…

    Ad accompagnarci in queste riflessioni è una delle opere più inquiete del Rinascimento maturo: l'Annunciazione di Recanati di Lorenzo Lotto, del 1534. Invece della consueta iconografia con l'angelo a sinistra e la Vergine sulla destra, pronta ad accogliere la lieta novella, Lotto dipinge una giovane Maria rivolta nella nostra direzione, mentre volge le spalle all'angelo, come se non fosse pronta e avesse bisogno di prendere del tempo per reagire.

    Ve la racconto in questa puntata di Arte essenziale – una diversa storia dell'arte per il complicato mestiere di vivere!

    Lorenzo Lotto, Annunciazione, 1534 c., Museo civico Villa Colloredo Mels, Recanati

    https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/4b/Lorenzo_Lotto_066.jpg

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  • Giotto e il primo presepe: i miracoli si possono progettare?
    Dec 24 2025

    Quando si avvicinano le feste molti di noi entrano in crisi: è l'inevitabile momento in cui ci viene naturale fare i bilanci. E quasi sempre pesano di più le mancanze e le storture delle conquiste che ci tengono in piedi. Eppure quasi tutti esprimiamo desideri (per fortuna!), sperando in piccoli o grandi miracoli trasformativi. Ma ha senso crederci? Esistono davvero?

    Vi racconto la storia del primo presepe vivente, creato da san Francesco d'Assisi il 25 dicembre 1223 a Greccio e affrescato da Giotto all'interno della Basilica superiore di San Francesco ad Assisi.

    È l'occasione per provare a capire se anche noi possiamo imparare a predisporre i miracoli, a progettarli e non semplicemente ad aspettarli. È possibile?

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    Il presepe di Greccio, Giotto, Basilica Superiore di San Francesco, Assisi, 1299 c.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Presepe_di_Greccio#/media/File:Giotto_-_Legend_of_St_Francis_-_-13-_-_Institution_of_the_Crib_at_Greccio.jpg

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  • Leonardo: come scrivere un curriculum efficace
    Dec 17 2025

    Con l’intenzione di essere stipendiato come artista di corte, Leonardo scrive al signore di Milano, Ludovico il Moro, mettendo in evidenza le sue capacità.

    Ci aspetteremmo che elencasse le sue doti artistiche? Nient’affatto!

    La lettera fa bella mostra di tutto quello che il toscano sa fare, a partire dalle esigenze del duca di Milano: armi, sistemi difensivi, architettura, canalizzazione dell’acqua…

    Solo sul finale, come fosse un post scriptum, fa riferimento alle sue competenze “come chiunque altro” per dipingere e scolpire…

    Chi l’ha detto che l’arte non possa essere davvero utile?

    Impariamo da Leonardo a scrivere un curriculum efficace per il nostro interlocutore!

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  • Il Narciso di Caravaggio e il Premio Silvia Dell'Orso
    Dec 10 2025

    Questa è una puntata speciale. Ho bisogno di te.

    Sto per essere insignita di un prestigioso premio dedicato alla divulgazione del Patrimonio culturale intitolato a Silvia Dell'Orso, per il mio libro Notte di luna con Van Gogh e per i miei canali YouTube, Instagram e questo podcast Arte essenziale e devo preparare un breve discorso.

    Cosa faresti? Cosa sceglieresti?

    Da non specialista e da prof di storia dell'arte ho deciso di parlare dell'opera che, almeno per metà, compare sulla copertina del libro: il Narciso di Caravaggio, del 1597-1599.

    Il mio obiettivo è raccontarlo dimostrando il mio approccio e trattando del valore della divulgazione in cui credo moltissimo.

    Questo discorso è una prova. Quando lo ascolterai tutto sarà già successo.

    Fammi un in bocca al lupo! E grazie per la tua fiducia! Se ho vinto è anche merito tuo!

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    Michelangelo Merisi da Caravaggio (attr.), Narciso, 1597-1599, Palazzo Barberini, Roma

    https://barberinicorsini.org/opera/narciso/

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