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Arte essenziale - Una diversa storia dell'arte per il complicato mestiere di vivere

Arte essenziale - Una diversa storia dell'arte per il complicato mestiere di vivere

Di: Raffaella Arpiani
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A proposito di questo titolo

L’arte può insegnarci a vivere meglio, se la interroghiamo nel modo giusto.

Sono Raffaella Arpiani, prof di storia dell’arte, youtuber, divulgatrice e autrice per Feltrinelli.

Arte Essenziale – Una diversa storia dell’arte per il complicato mestiere di vivere è il podcast che racconta opere, artisti e movimenti di ogni tempo come complici discreti, che ci accompagnano nel nostro percorso a ostacoli quotidiano.

In ogni episodio incontriamo un artista o un’opera. Non per memorizzare date o dati, ma per avvicinarci e scoprire che cosa abbiamo in comune: fragilità, pentimenti, paure, desideri, mancanze. E quell'ostinata ricerca di senso che ci fa restare ad occhi aperti anche nel pieno della notte.

Tra rigore storico e narrazione, ogni mercoledì esploriamo un dipinto, una scultura o un frammento di bellezza contemporanea in cui specchiarci. Per fare un passo più in alto. O più in profondità.

Perché l’arte, se osservata con attenzione, può trasformarsi in un meraviglioso strumento per aiutarci a trovare il nostro posto nel mondo.

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Raffaella Arpiani
Arte Successo personale Sviluppo personale
  • Nike di Samotracia: siamo già abbastanza
    Jan 28 2026

    Davanti alla Nike di Samotracia, al Louvre, restiamo senza fiato: ali spiegate, panneggio che sembra bagnato dal mare… eppure mancano la testa, le braccia, i piedi. E allora perché ci appare comunque perfetta? Perché la ammiriamo senza riserve, mentre con noi stessi siamo spietati, sempre a contare difetti, vuoti, errori, pezzi mancanti?

    In questa puntata parliamo di mancanze, incompletezza e del mito della perfezione. La Nike nasce nell’ellenismo come scultura votiva per celebrare una vittoria navale, pensata per posarsi sulla prua di una nave e colpire lo sguardo dal basso, in mezzo al vento e all’acqua. Eppure oggi è proprio la sua fragilità a renderla ancora più potente: non “nonostante”, ma attraverso ciò che manca.

    E se la vittoria non fosse essere interi? Se vincere significasse arrivare, resistere, attraversare il fuoco e reggere? In chiusura, come sempre, proviamo a chiederlo direttamente a lei: alla dea della vittoria.

    Nike di Samotracia, II a.C. c., Museo del Louvre, Parigi

    https://collections.louvre.fr/en/ark:/53355/cl010252531

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  • Trübner: cedere alle tentazioni o restare fedeli (alle regole)?
    Jan 21 2026

    L’occhio sgranato e posseduto dal desiderio, il muso proteso in avanti appoggiato alla tovaglia di lino bianco, già in parte fatta scivolare verso di lui. È Cesare al Rubicone, il cane dell’artista Wilhelm Trübner, posto di fronte all’enorme dilemma: resistere alla tentazione rappresentata da un ghiotto piatto di salsicce abbandonato davanti a lui, oppure "fare il bravo" e quindi resistere?

    Certe occasioni fanno gola e forse saremmo pronti a infrangere ogni regola morale e sociale condivisa, pur di compiacere un desiderio immediato, di cui sappiamo che pagheremo le conseguenze. Cesare, come l’omonimo e ben più celebre personaggio storico, sta davanti al Rubicone delle sue decisioni. Anche se è soltanto un cane, sta vivendo una terribile crisi di coscienza.

    Cosa è la cosa giusta da fare? Assecondare un desiderio che poi ci farà del male? Superare i confini da cui non si torna indietro? Oppure mortificarsi se sappiamo che questa è la cosa giusta da fare?

    Siamo sicuri che gli animali non abbiano un'anima?

    Wilhelm Trübner, Cesare al Rubicone, 1878, Galleria del Belvedere, Vienna

    https://sammlung.belvedere.at/objects/10015/caesar-am-rubicon;jsessionid=9F12C8F9B46A1EA3121A7545F58ADF83?

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  • Pellizza da Volpedo: siamo tutti parte del gregge?
    Jan 14 2026

    Come ci si sente a far parte di un gregge?

    Una serie ininterrotta di pecore cammina ordinatamente in fila indiana da destra verso sinistra, lungo la riva di campi irrigati. I loro corpi vengono illuminati dal sole che ne evidenzia i contorni in controluce: producono ombre sghembe che si proiettano nell’acqua e si specchiano, duplicandosi, nell’acqua stessa, come una mandria più o meno regolare.

    Tra loro ce n’è una scura, nera, che però cammina al pari delle altre, senza uscire dalla fila, senza essere quella ribelle e senza porsi il problema.

    È il dipinto Lo specchio della vita, di Giuseppe Pellizza da Volpedo, del 1895-1898, custodito alla GAM di Torino.

    Il gregge continua a scorrere, come facciamo sempre anche noi, seguendo chi ci precede, che sia la generazione famigliare, oppure per la posizione sociale o quella fisica.

    Senza metterlo mai davvero in discussione. Si fa così. Lo fanno tutti. È la regola. Si è sempre fatto.

    Come ci si sente, però, a far parte di quel gregge? Protetti o alienati? Accolti o conformati? Accettati o automatizzati? Inseriti o imprigionati?

    Giuseppe Pellizza da Volpedo, Lo specchio della vita, 1895-1898, Galleria d'Arte Moderna, Torino

    https://www.gamtorino.it/it/archivio-catalogo/lo-specchio-della-vita-e-cio-che-luna-fa-e-le-altre-fanno/

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