Sulla scena di Roma - Il bombardamento di San Lorenzo
Lezioni di Storia
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Alessandro Portelli
A proposito di questo titolo
"Milk run", la corsa del latte, un raid semplice, come il percorso mattutino del lattaio per lasciare le bottiglie casa per casa. È un milk run, nel gergo dei piloti, a seppellire sotto le macerie San Lorenzo, ad abbattere in sei ondate successive gli scali ferroviari e gli aeroporti Littorio e Ciampino e a seppellire una volta per tutte le facilonerie grottesche di difesa del regime. Il tiro al piccione comincia alle 11 in una bella mattina di luglio (il 19 luglio 1943). 662 bombardieri e 268 caccia americano piombano su Roma; le bombe sono 4 mila con 1.060 tonnellate di esplosivo. A difesa, solo 38 aerei italiani, tre dei quali abbattuti.
La prima ondata centra lo scalo San Lorenzo, poi tocca al quartiere e sono le devastazioni più gravi. Oggi lo diremmo un bombardamento chirurgico: a lungo si era discusso se colpire Roma, per non passare davanti al mondo come nuovi barbari, per non centrare uno Stato neutrale come il Vaticano. Il primo bilancio ufficiale, il 22 luglio, fissa i morti in 717 e i feriti in 1.599. La cifra dei caduti raddoppierà ma sarà comunque per difetto.
©2019 Gius. Laterza & Figli S.p.a. (P)Emons 2019. Edizione su licenza di Gius. Laterza & Figli S.p.a.Per non dimenticare
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