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Occidente senza utopie

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Occidente senza utopie

Di: Massimo Cacciari, Paolo Prodi
Letto da: Enrico Ravano
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A proposito di questo titolo

Profezia e utopia, due categorie fondanti dello sviluppo dell'Occidente moderno. La tensione dialettica che le ha caratterizzate nel corso dei secoli e il dualismo istituzionale che si è creato tra potere religioso e potere politico hanno permesso all'Occidente la conquista delle sue libertà, dallo stato di diritto alla stessa democrazia.

Oggi, sbiadito ormai ogni progetto utopico, il declino dell'Europa non può essere letto solo come corruzione delle regole e delle istituzioni, ma come conseguenza di una crisi di civiltà.

©2019 Società editrice il Mulino Spa (P)2022 Audible Studios
Filosofia Movimenti Politica e governo Scienze politiche

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Il saggio di Paolo Prodi si regge su un’ipotesi tenue: la differenza tra la secolarizzazione di concetti del politico, e loro la dialettizzazione tra la fonte politica e quella religiosa. È una differenza che separa i due versanti sottile come un foglio di carta velina. Il saggio fa un’analisi storica interessante e si apre però sull’interrogativo relativo al posto che ciascuno dei due campi occupa nella contemporaneità.
Il saggio di Massimo Cacciari invece, come di consueto il suo pensiero, spazia in una farragine di riferimenti che vanno da Tommaso Moro a Ernst Bloch che si accumulano senta trovare nessun punto di forza concettuale in cui aggregarsi.
La lettura è ottima, chiara e lineare, anche se qualche attenzione dovrebbe essere dedicata alla pronuncia dei termini stranieri

Ipotesi tenue e dispersione

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