Lezioni sull'odio
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Letto da:
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Michela Atzeni
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Alessandro Giammei
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Di:
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Michela Murgia
A proposito di questo titolo
L'odio è uno dei pochi tabù che non si riescono a infrangere, più del sesso o della morte. Eppure tutti lo proviamo. La tesi di Murgia è che l'odio possa essere una virtù, dipende da come lo pratichiamo. Per esempio, con Odio gli indifferenti Antonio Gramsci ha mostrato che, se riconosciuto e disciplinato, questo sentimento non è per forza distruttivo. Passando dalle maledizioni sarde ai salmi biblici, da Grazia Deledda alle lettere di san Paolo, Murgia smonta i nostri pregiudizi e rivendica il diritto di odiare – specialmente i prevaricatori, i prepotenti, tutti coloro che non credono nella responsabilità collettiva del bene. E compie così il miracolo di parlare ancora del nostro tempo, che dall'odio distruttivo è inquinato; sembra rivolgersi proprio a noi che continuiamo ad abitarlo, con la consueta ironia e la lucidità profetica di una voce che nulla potrà mai spegnere.
©2026 Emons Italia S.r.l. (P)2026 Emons AudiolibriPiuttosto provocatoria, cede alla sfida intellettuale creando un lungo divertissement che sembra voler prendere molto sul serio.
Tra le righe invece, un lettore attento può percepire l’ironia e il prendere l’argomento non troppo sul serio.
Come tipico dell’autrice, scende con piglio volutamente provocatorio in agone intellettuale con un argomento ostico, in cui le piace prendere la posizione meno scontata.
Lo fa con argomentazioni che - da un punto di vista meramente universitario - mi paiono superficiali, tralasciando aspetti filosofici e culturali per dedicarsi a citazioni, momenti pop, discese nella cultura sarda già citate in altre occasioni.
Dal punto di vista del lettore amatoriale, invece, il testo è divertente e spiritoso, non manca di lanciare interessanti spunti di riflessione e allenare la mente al contraddittorio, alla visione laterale tipica di Murgia; al suo prendere le cose di petto, ma da una prospettiva non banale.
Fortissima la visione in chiave cattolica, che può disturbare chi - come me - non ha questo tipo di lettura della realtà. Resta però una parte imprescindibile della formazione di Michela Murgia, e come tale me l’aspettavo.
Un po’ forzato, ma spiritoso e arguto; bello per ricordare la mente provocatoria di Michela e il suo modo di ragionare e argomentare, tagliente e circostanziato, che assorbe da un substrato nato da radici profonde nella regione cattolica e nell’attivismo.
Distillato di Michela Murgia
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