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L'alta fantasia

Il viaggio di Boccaccio alla scoperta di Dante

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L'alta fantasia

Di: Pupi Avati
Letto da: Stefano Mondini
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Ravenna, 1321: esiliato e misconosciuto, Dante Alighieri esala l’ultimo respiro. Nel convento delle clarisse di Santo Stefano degli Ulivi, l’albero di mele selvatiche che le suore chiamano «l’albero del Paradiso» smette misteriosamente di dare frutti. Trent’anni dopo Giovanni Boccaccio, studioso appassionato dell’opera dantesca, riceve un incarico singolare: andare in quel convento, dove risiede la figlia di Dante, divenuta monaca con il nome di suor Beatrice, e consegnarle un risarcimento in denaro per l’esilio ingiustamente subito da suo padre.

Sarà un viaggio di riparazione e di scoperta, ma anche di fatica e pericoli, non ultima l’accoglienza non sempre entusiastica ricevuta dai conventi dove l’opera del Sommo è ancora vietata, in odore di eresia. E per Boccaccio sarà l’occasione di riandare ai momenti più importanti della vita dell’Alighieri, le sensibilità di bambino e l’incontro con Beatrice, la politica e i tradimenti, l’amarezza della cacciata da Firenze, il tormento e l’estasi della scrittura. Trovando conferma, lui, scrittore, di quanto il dolore promuova l’essere umano a una più alta conoscenza.

Pupi Avati ci consegna con il suo nuovo romanzo l’opera di tre vite: l’incontro inaspettato attraverso i secoli tra un regista e scrittore e due maestri della cultura italiana. Un racconto di avventure, uno sguardo partecipe e nuovo su Dante, la ricostruzione di un Medioevo vero, sporco, luminoso e umano: una prova d’artista intessuta di passione e di poesia.

©2021 RCS MediaGroup S.p.A. (P)2023 Audible GmbH
Narrativa di genere Narrativa letteraria Narrativa storica

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scritto benissimo con innesti dei testi originali che si incastrano perfettamente nella narrazione. Un vero peccato che sia così breve

molto bello

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…,come sia riuscito l’Autore a rendere credibile e commovente una “storia fantastica “…
Lettore più più che all’altezza (tranne in qualche passaggio nella lettura dei sonetti)… audio libro consigliabilissimo

Da non credere …

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Ci sono rimasta veramente male che sia finito così, questo era materiale per un lungo, bel romanzo storico su Dante e Boccaccio, mi ha emozionato a tratti, veramente bello.

Bellissimo ma troppo corto!

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L’Alta Fantasia di Pupi Avati è un romanzo che ho apprezzato soprattutto per la prosa e per la scelta di raccontare Dante attraverso gli occhi di Giovanni Boccaccio, poeta del Decameron, suo estimatore e uomo segnato dalla malattia, che si mette in viaggio portando con sé il ricordo del Sommo Poeta.
Dante è il vero fil rouge della narrazione: è presente nella propria infanzia e giovinezza, nell’esilio e nella morte, ma soprattutto nella memoria di chi lo ha conosciuto e di chi continua ad ammirarlo. Anche quando non compare direttamente, la sua figura permea il racconto, attraverso la sua opera, le testimonianze e gli incontri che accompagnano Boccaccio nel suo percorso verso la figlia del poeta. Ho trovato affascinante proprio questa capacità di renderlo vivo anche attraverso la sua assenza: il ricordo diventa testimonianza di un’impronta che il tempo non è riuscito a cancellare.
Avati riesce inoltre a restituire il contesto storico e politico delle diverse fasi della vita dantesca, dando spazio alle persone e alle vicende che hanno circondato il poeta. Ho apprezzato particolarmente la possibilità di incontrare un Dante uomo, non soltanto il monumento letterario che abbiamo imparato a studiare: un uomo con le proprie fragilità e contraddizioni, inserito in una realtà complessa che inevitabilmente ha contribuito a plasmarlo.
Il limite che ho riscontrato riguarda invece il ritmo della narrazione. La prosa, pur piacevole, assume talvolta un andamento quasi cronachistico, che finisce per appiattire il racconto e rendere alcuni passaggi un po’ monotoni. La ricchezza degli eventi e delle informazioni non sempre si traduce in altrettanta vivacità narrativa.
Resta comunque un’opera interessante, che dimostra quanto Dante continui a vivere ben oltre la propria esistenza terrena e quanto la sua figura sia ancora capace di generare racconti, domande e ammirazione. Apprezzo la scelta di Avati di avvicinarsi a un personaggio così studiato attraverso una prospettiva originale, restituendogli, almeno in parte, la dimensione umana che spesso rischia di perdersi dietro la grandezza del poeta.

Dante attraverso il ricordo

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