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La malattia chiamata uomo

Di: Ferdinando Camon
Letto da: Vasco Mirandola
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A proposito di questo titolo

Seguendo la linea di un masochismo allegro e dolente, l’autore ci porta dentro il rapporto tra psicanalista e paziente con i suoi rituali, i sogni e gli incubi ricorrenti, le malattie psicosomatiche, i traumi privati, i turbamenti sessuali, senza eludere le miserie del corpo e dei suoi organi ribelli, le tragicomiche odissee negli ospedali e negli studi dei medici. Ma leggere La malattia chiamata uomo è anche un po’ come fare la propria psicanalisi. L’impressione del lettore, infatti, non è quella di assistere alle sedute, ma di parteciparvi. Ne esce trasformato. Questo è il libro che più ha provocato i lettori a far visita all’autore: un modo per immettersi nell’analisi, cercando un fratello.

©2022 il Narratore audiolibri (P)2022 il Narratore audiolibri
Narrativa di genere Narrativa letteraria

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Recensioni della critica

La lunga indagine, che si fa racconto e quindi romanzo, sulla malattia che l’uomo è chiamato a incarnare, parlando -e, in questo caso, scrivendo-, è anche una lunga indagine sulla sua scissione, sull’impossibilità di tenuta, di coesione, sull’incapacità di sapersi vivente e parlante allo stesso tempo, sull’incapacità di trovarsi unito, perfetto, privo di fessure. E’ una testimonianza sul fatto che “la lingua è il virus della malattia chiamata uomo” e l’analisi la fa esplodere perché, in analisi, ciò che emerge è “la situazione in cui l’uomo parla” e non trova la possibilità, sentendone la nostalgia, della “parola totale”. Nel caso di Ferdinando Camon, la parola totale è il dialetto, la lingua della madre- non è la mancanza della madre ma della sua lingua-, la lingua perduta che nessuno più capisce, neanche lui.

-- Giampaolo Serino

Tutte le stelle
Più rilevanti
Mi sono piaciuti lo strano mondo onirico del protagonista e la sua miscelazione con lo psicoterapeuta. Il suo modo di desiderare per sè il femminile.
Non è invece nelle mie corde la prosa troppo vaga e a volte nebulosa, pur ben confezionata.

Lo strano mondo onirico del protagonista e la sua miscelazione con lo psicoterapeuta

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Camon che conoscevo solo per “il canto delle balene” mi ha sorpreso. Un libro confessione che aiuta a penetrare nel mondo complesso e/o controverso della psicoanalisi. L’esperienza è unica, così coinvolgente che si arriva in fondo senza tentennamenti e grati della scoperta. Ottima la lettura di Mirandola.

Scoperta

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un libro splendido… finalmente qualcuno capace di spiegare cos’è un’analisi…ottimo lettore…emozioni e sentimenti esattamente autentici

tutto

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