Istanbul
Seduttrice, conquistatrice, sovrana
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Letto da:
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Francesco Leonardo Fabbri
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Di:
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Franco Cardini
A proposito di questo titolo
Istanbul, com'è stata chiamata fin dalla conquista ottomana del 1453, ma com'è denominata ufficialmente solo all'indomani della Prima guerra mondiale. "Nèa Ryme", Nuova Roma, secondo il suo nome ufficiale. Costantinopoli, il suo vero nome, da sempre e per sempre. Un nome che evoca immagini mirabili: il sogno dell'Oriente, le lontananze raggiungibili attraverso il Bosforo e l'Anatolia. Le moschee, gli harem, i sufi danzanti, gli aromi dei bazar.
Da mezzo millennio l'Europa identifica in quella sola città il prezioso anello di congiunzione fra l'antichità perduta e la modernità mai davvero raggiunta, fra il Levante e l'Occidente. Ancor oggi, dietro la megalopoli brulicante di vita noi cerchiamo le tracce d'un passato che ci appartiene e che tuttavia inseguiamo nel sogno orientalistico attraverso il quale l'Occidente cerca da secoli di definire se stesso.
Franco Cardini ci accompagna nella città incantata, aiutandoci a penetrare lo spirito di una cultura che ci sfugge forse perché anche profondamente ci appartiene.
©2014 Società editrice il Mulino Spa (P)2021 Audible StudiosMeglio Augias
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Refusi...
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Il problema di questo audiolibro, come di altre sue opere disponibili su Audible, è purtroppo la lettura.
Non eccepisco sul turco, che per me rimane “turco”, come diceva mia nonna quando voleva indicare qualcosa di incomprensibile. Ma non bisogna conoscere a fondo le lingue straniere per sapere che non esiste un compositore che si chiama “Uolfang”, all’inglese, Amadeus Mozart, o una non meglio definita Josephine “Beiker”, anglosassone come un passato Segretario di Stato statunitense. Se poi si termina con un “semèl” in anno… si chiude in bellezza.
Nella produzione di un audiolibro non esiste la figura del produttore o direttore artistico, come succede per le incisioni musicali, che si incarica di scovare gli errori? Un audio-correttore di bozze?
Ripeto, non conosco il turco, la cui conoscenza dovrebbe essere la base di una lettura del genere, ma nell’epoca di Google Traduttore non dovrebbe essere difficile indovinare una pronuncia almeno su due di questa ostica lingua. Ma se tanto mi dà tanto…
Libro magnifico, pessima lettura
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Interessante ma ascolto non facile
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La città delle città
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