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Invano

Il potere in Italia da De Gasperi a questi qua

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Invano

Di: Filippo Ceccarelli
Letto da: Oliviero Corbetta
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Ci sono i comunisti e gli scomunisti, i barbari padani e i democristiani, i socialisti craxiani e non craxiani, i postfascisti e i berluscones: settant'anni di costume, di scissioni, di precisazioni, di essere uguali ma diversi hanno finito per affollare il nostro paese di tribù e sottotribù politiche, ognuna con i suoi tic, le sue parole d'ordine e di contrordine, i suoi vizi privati e le sue pubbliche virtù.

Filippo Ceccarelli, "curioso di professione", si inabissa nelle infinite pieghe di questa storia cominciata con il dopoguerra e forse ora finita per sempre, e in un paese senza memoria ricuce ossessivamente i dettagli del lunghissimo romanzo italiano. Sono dettagli che parlano di noi, di chi il potere lo ha avuto e lo ha perso, di chi lo ha subìto e combattuto, alla ricerca delle tracce, dei fili in grado di raccontarci come siamo diventati quello che siamo.

Sostenuto dalle carte e dai ritagli contenuti nel suo impressionante archivio sui politici italiani (334 raccoglitori e 1500 cartelle, pari a una torre di 45 metri e al tir che è stato necessario per trasferirlo alla Biblioteca della Camera dei Deputati), Ceccarelli riporta un racconto che mette il Paese davanti allo specchio impietoso della sua storia, anche se "può sembrare ormai anacronistico questo andare al fondo, questo accanirsi sulle conseguenze del disincanto".

©2018 Giangiacomo Feltrinelli Editore S.r.l. (P)2021 Audible Studios
Europa Italia Politica e governo

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Per chi è stato anagraficamente condannato a vivere tutta quest'epoca di speranze sistematicamente naufragate e ha visto che al male sembra non poter conseguire che il peggio, ascoltare il libro di Ceccarelli equivale a ritrovare un diario prezioso, scritto con ironia disincantata e brillante, ma sempre fedele ai fatti.
Strepitosa la lettura che ha fatto volare queste 48 ore di ascolto.

tragicamente e grottescamente indispensabile

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Libro sulla politica e i suoi costumi. Nei capitoli sulla seconda repubblica e soprattutto nell'ultimo capitolo si sente il cambio repentino di tono e aumenta la distanza morale tra l'autore e il soggetto narrato. Qualche minima imprecisione, ma in un libro di tale lunghezza il fatto è ampiamente perdonato. Ceccarelli vero cantore del transatlantico.

Opera semi omnia

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Godibilissimo. Una lettura leggera ma tutt'altro che superficiale, in grado di riportare alla memoria episodi del recente passato che chiariscono come si sia arrivati al disastro attuale. La lettura interpreta alla perfezione lo stile dell'autore, ironico e partecipe.

Per non dimenticare

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Eccellente cm sempre. Ricorda ogni piccolo particolare ( vedi Propaganda Live). E ci ricorda tt ql che AHIMÈ tendiamo a sopportare e dimenticare

MITICO

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L’autore di questo corposo e documentatissimo volume è un giornalista molto noto; scrive bene, conosce la teoria e la pratica della comunicazione come pochi in Italia, dispone di fonti solide, accumulate senza fretta e lasciate decantare q. b., ridiscusse mentalmente fino a renderle inattaccabili. Col passar degli anni ha affinato lo stile, si muove con naturalezza fra spunti e riflessioni, con ornamenti retorici spesso spiritosissimi, divertenti, originali. Sereno e disinvolto, e però padrone di se stesso e equilibrato, alieno da esagerazioni e forzature, volentieri si lascia guidare, a parer mio, da gagliarde convinzioni morali, mediate e temperate da dosi robuste di autoironia. In certi momenti, delicati, ascoltando alcune sue precisazioni, spiazzanti e imprevedibili, mi è sembrato addirittura di avvertire l’eco lontanissima di “strane” metafore: travi nell’occhio (?), pagliuzze (?)...
Un grande giornalista, davvero: capace di raggiungere (quasi) senza fatica testa, cuore e pancia dei suoi lettori, evitando quasi sempre il sorrisino melenso, gli ammiccamenti indecorosi, il ditino alzato, le inesauribili matitone rosse e blu di tanti, troppi, aspiranti maestrini con penna d’oca.
Grande storico... a me sembra di no. Questioni di metodo, probabilmente; e comunque andrebbero rinnovate lima e forbici, da usare senza star lì a risparmiare.
[Per concludere: ascoltando questo audiolibro son venuto a sapere che il giornalista Filippo Ceccarelli è – nientepopòdimenoché – nipote del grande Ceccarius. Tutti in piedi, per favore; a capo scoperto, se non vi dispiace: a Lui sia Gloria perenne, Onore, Plauso e Corona d’Alloro, fra gli aranci in fiore del Colle Aventino!]

Un grande giornalista

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