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Il regno dell'uroboro. Benvenuti nell'era della solitudine di massa

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Il regno dell'uroboro. Benvenuti nell'era della solitudine di massa

Di: Michele Ainis
Letto da: Massimo De Lorenzo
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A proposito di questo titolo

La libertà di manifestazione del pensiero rappresentava la "pietra angolare" della democrazia. Ma ormai non è più così: non siamo più liberi di pensare i nostri stessi pensieri. La trappola scatta il 4 dicembre 2009, quando Google avverte gli utenti che da allora in poi avrebbe personalizzato il proprio motore di ricerca.

Significa che i risultati cambiano a seconda delle ricerche precedenti, del computer da cui stiamo interrogando Google, del luogo nel quale ci troviamo. Più che una riforma, una rivoluzione, che si propaga immediatamente agli altri giganti della Rete, da Apple a Microsoft, da Amazon a Facebook, a Twitter, a WhatsApp.

Ciascuno di loro succhia dati mentre navighiamo online, carpisce i nostri gusti, le nostre opinioni, le nostre frequentazioni telematiche, per venderle poi agli inserzionisti, che in questo modo possono inseguirci con una pubblicità tagliata su misura.

Queste tecniche di profilazione mettono in gioco la possibilità di rapportarci gli uni agli altri, d'aprirci al mondo esterno. I filtri che agiscono sul web tendono a proporci all'infinito le stesse fonti da cui già ci siamo alimentati, le stesse opinioni, le stesse informazioni.

E la Rete diventa un po' come uno specchio, una superficie riflettente dove non si moltiplica l'immagine del mondo bensì quella dei singoli individui. La nuova condizione umana è così una solitudine di massa che ci lascia senza democrazia, dato che quest'ultima si nutre del confronto tra punti di vista eterogenei.

Quale regime potrà sostituirla? Il regno dell'Uroboro, serpente che si morde la coda, formando un cerchio chiuso. Il regno dell'autoreferenza.

©2018 La nave di Teseo Editore Srl (P)2020 Audible Studios
Elezioni e processo politico Politica e governo Scienze sociali

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un libro letto con gentilezza, da riascoltare e da ricordare perchè ti rammenta delle virtu da tenere a portata di mano e il perchè della gioia vita, Vita da vivere con attivismo

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Un pamphlet in cui l'autore si sfoga del decadimento dei tempi senza mostrare possibili soluzioni e vedendo tutto nero.

Ok boomer.

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Qualche spunto interessante, per il resto una compilation di dati a supporto dei pochi concetti proposti e laddove non vengono riportati dati, le considerazioni fatte risultano superficiali e riempitive scivolando in una eccessiva generalizzazione. Mi sa che anche scrivere di questi argomenti paradossalmente è un uroboro.

un saggio che non ci ha creduto abbastanza

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