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Il passaggio

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Il passaggio

Di: Pietro Grossi
Letto da: Gaetano Lizzio
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A proposito di questo titolo

Ci siamo. Ecco cosa capisce Carlo non appena riceve la telefonata di suo padre. Un pensiero immediato, che non lascia dubbi. Ci siamo. E infatti basta quella telefonata per spezzare in un attimo, in un breve scambio di battute, la regolarità della sua vita londinese, il lavoro allo studio di architettura, le sere e i fine settimana allegri con la moglie Francesca e i gemellini. "Sapevo che prima o poi il momento sarebbe arrivato, il tempo in cui avrei dovuto fare i conti con l'essere un uomo, con l'essere un padre, con la distaccata consapevolezza di trattare chi mi aveva messo al mondo per ciò che era. Il tempo in cui si dà un nome alle cose, in cui collocare nel posto giusto le intemperanze, gli imbarazzi, le frustrazioni, le distanze, la rabbia, il biasimo, il disprezzo. Il tempo di dare un'identità al mio addio, alla mia incapacità di ripercorrere la distanza che ci separava e che lo aveva spinto fino ai confini del mondo."

Il padre - un padre debordante e iroso, intemperante e pieno di genio, da cui Carlo ormai da anni si tiene a distanza di sicurezza - lo chiama da Upernavik, Groenlandia, per chiedergli di aiutarlo a portare una barca, il Katrina, da lì fino in Canada. Perché il passaggio del titolo è il celeberrimo passaggio a Nord-ovest, ed è su quelle acque pericolose e fra quei ghiacci, fra quelle solitudini e gli sporadici incontri con gli inuit delle coste, che ha luogo il confronto fra un padre e un figlio.

Perché il passaggio, è chiaro, non parla solo di rotte geografiche, è soprattutto il superamento di un confine, un avvicinamento ai propri mostri, un attraversamento conradiano. E Pietro Grossi, con l'esperienza di chi in mare ci è cresciuto e conosce gli strumenti della navigazione così come sa bene quelli della narrazione, giocando con i grandi classici della letteratura come i cuccioli di balena con lo scafo del Katrina, ci porta dentro quegli abissi che i grandi romanzi di acqua e oceani hanno il potere di spalancarci davanti.

©2016 Giangiacomo Feltrinelli Editore S.r.l. (P)2019 Audible Studios
Avventure in mare Azione e avventura Narrativa di genere

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Difficile relazionarsi con un padre così ingombrante, tanto quanto passare il mitico passaggio a Nord Ovest. Una bella storia un po' troppo infarcita di particolari, va bene quelli prettamente marittimi ma altre descrizioni sul cibo o bevande o gesti fra i personaggi mi hanno un po' annoiato.

Il passaggio a Nord Ovest Il rapporto col padre

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Ho affrontato questo romanzo sperando di fare un viaggio per mare ed in effetti per buona parte della narrazione i protagonisti si ritrovano su una barca a vela nelle regioni dell'artico.
Belli i brani che parlano della traversata, forse un pò impegnativo per chi non è avvezzo ai termini nautici, ma nel complesso belle le descrizioni degli ambienti e della vita sulla barca.
L'altra parte del libro racconta la storia della vita del protagonista e le dinamiche della sua famiglia. E qui il romanzo non mi è piaciuto. Avrei preferito si trattasse solo della descrizione di un viaggio, come i vecchi romanzi di avventura, invece cerca di parlare non solo del passaggio fra i ghiacci ma anche del rapporto padre e figlio e quindi il passaggio diventa una sorta di metafora. Il problema, quando ci si avventura nella psicologia dei personaggi, è che i lettori possono apprezzarli o meno. Cioè, non si parla di quello che fanno, ma di ciò che sono. Ed ognuno di noi ha delle tipologie di persone, o meglio di caratteri, che non sopporta. Ecco, a me il padre non piace. Non mi piacciono le sue scelte di vita, non condivido il fatto che molli la famiglia per soddisfare i propri bisogni, non comprendo come lo si possa giustificare dicendo che ha "una bestia dentro" , non apprezzo chi fa figli e li molla lì perchè deve rincorrere i propri sogni. Se vuoi rincorrere i tuoi sogni prenditi un cane, non fare figli che poi molli sulle spalle della madre. Il padre mi sembra un bambinone egoista che non chiede neanche scusa, forse non l'ho capito, di sicuro non l'ho apprezzato. E questo incide pesantemente sul voto che assegno a questo romanzo.
Peccato, a mio avviso questa è stata una occasione persa.

belle le descrizioni, un pò meno i personaggi

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Questo libro che per certi versi mi ha ricordato "Le 8 montagne" di Cognetti tratta in modo profondo, intrigante ma sempre, sempre molto delicato i difficili rapporti tra un figlio, sensibile, un po' insicuro e che non ama il confronto e un padre, irruente, impermeabile a ogni tipo di responsabilità e refrattario alle regole. "Il passaggio" non è quindi solo quello fisico, di spostamento, dalla Groenlandia al Canada ma è anche quello interiore, dalla non accettazione alla comprensione dei pareri dell'altro.
Molto bello e letto in maniera magistrale.
Luisa

Profondo

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Ne bella storia, umana e toccante e ...leggera anche se avventurosa. Fa il paio ( x i miei gusti) con LE 3 DEL MATTINO di Carofiglio. Bravo L autore. Ottimamente letto

EMOZIONANTE

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la storia è leggera e scorrevole.
il narratore veramente molto bravo.
ho trovato pero il finale deludente.

gradevole

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