Mare aperto
Storia umana del Mediterraneo centrale
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Letto da:
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Luca Misculin
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Di:
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Luca Misculin
A proposito di questo titolo
Per gran parte della storia umana il mare ha suscitato una sensazione precisa: la paura. Persino in un posto come il Mediterraneo centrale, dove Europa e Africa si guardano a poca distanza. La storia di questo pezzo di mondo, di un mare che può essere un ponte ma anche una barriera invalicabile, dice molto di noi. Luca Misculin fa un vero e proprio carotaggio storico, raccontando la stratificazione di popoli, uomini e miti che si sono succeduti nel corso dei secoli. E allo stesso tempo racconta il Mediterraneo di oggi, le sue isole e i suoi porti, i suoi uccelli migratori e i cavi sottomarini che lo attraversano, i suoi luoghi piú inaccessibili, come basi militari abbandonate o piattaforme petrolifere.
©2025, 2025 Luca Misculin - Il libro è pubblicato da Giulio Einaudi editore, Emons Italia S.r.l (P)2025 Emons AudiolibriUn libro sensibile ed a suo modo commovente.
Bravo Luca Misculin!
Eccezionale
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Un libro che ti apre la mente
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un mare di scelte
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Un “saggio” un poco riuscito e molto no, in cui l’autore non chiarisce al lettore (e a se stesso?) quale sia l’obiettivo dell’operazione e della sua ricerca.
Alterna momenti in cui riassume in maniera un po’ snella, ma efficace, alcune vicende storiche del Mediterraneo, a capitoli puramente aneddotici messi vagamente a caso.
Ecco quindi alcuni dettagli sui Fenici, sulle popolazioni e la storia di Lampedusa o di Pantelleria, e poi digressioni su un quadro religioso finito in Liguria, oppure sugli squali, o ancora su un uccello la cui sopravvivenza nel Mediterraneo è minacciata.
Poi parte una sezione abbozzata sul colonialismo italiano in Libia, ci attacca dietro Gheddafi alla veloce, squadre di calcio dilettantesche e case discografiche maltesi. E poi, dopo aver parlato di aneddoti storici, argomenti più seri e amenità varie, termina con l’agghiacciante racconto delle esperienze dei migranti in Libia, come ultima ruota del carro e come se fosse una delle altre storie.
In quest’ottica, mi chiedo anche quali siano la visione e l’impegno politico dell’autore, poiché dimostra peculiare miopia sull’argomento. Riesce a non citare mai i governi Berlusconi, la legge Bossi Fini, i fatti del 2018 con gli scontri tra Salvini e le ONG, il governo attuale… l’unico riferimento che fa, di sfuggita, alla problematica della gestione del flusso dei migranti è riferita al centro sinistra, il che appare bizzarro e piuttosto manipolatorio. Forse bisognerebbe informare Misculin che le migrazioni e le morti in mare non sono solo qualcosa che avviene, ma ci sono anche importanti decisioni politiche che le regolano.
Insomma, una specie di miscellanea di curiosità messe tutte sullo stesso piano; un qualsiasi professore di liceo o universitario, ma anche un lettore un po’ consapevole e allenato, avrebbe massacrato di segnacci rossi le pagine.
Quel che mi lascia perplesso è che l’autore ha disseminato piccole connessioni per collegare le sue digressioni al resto della storia, ma il tutto non è organico, è poco approfondito, appare più appartenere alla cultura attuale del podcast, che non a un saggio di spessore.
Non c’è, o non percepisco, il progetto e il filo conduttore. A questo punto, Misculin dovrebbe scrivere una serie di almeno 20 di questi libri scegliendo centinaia e centinaia di aneddoti, perché quelli narrati non sono sempre i più significativi possibile.
Appare, in definitiva, un’operazione pop - nel senso che si presta a una lettura popolare - piuttosto disordinata, che fornisce informazioni random al lettore e sicuramente lascia qualche conoscenza puntuale, ma non fornisce un compendio utile o organico (o meno che mai ben strutturato) né della storia passata del Mediterraneo, né di quella contemporanea. Pare un numero di “focus” dedicato al canale di Sicilia, con lo stesso livello di approfondimento.
A tratti divertente, a tratti leggero, ma aneddotico, superficiale e di scopo/utilità a me ignoti, mi pare utile a chi voglia sentirsi acculturato, ma senza doversi molto sforzare.
Un pasticcio.
Che pasticcio..
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