Il libro nero della magistratura copertina

Il libro nero della magistratura

I peccati inconfessati delle toghe italiane nelle sentenze della Sezione disciplinare del CSM

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Il libro nero della magistratura

Di: Stefano Zurlo
Letto da: Luciano Roffi
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A proposito di questo titolo

Nomine, spartizioni, accordi sottobanco fra le correnti. Tutto avvilente, per carità. Ma c'è ben altro, ben altre infezioni, nel corpo malato della corporazione togata. Comportamenti e azioni davanti a cui si resta interdetti e si fatica a trovare parole adeguate.

Ci sono giudici che hanno depositato sentenze con mesi e mesi di ritardo e altri che hanno dimenticato in cella gli imputati per 51 giorni. Ci sono giudici che hanno chiamato i carabinieri per non pagare il conto al ristorante e altri che hanno smarrito pratiche e fascicoli, vanificando anni di processi.

Tutti giudici processati dalla Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura. Molti sono stati assolti perché c'è quasi sempre una scappatoia: troppo lavoro, il sistema che non funziona, la separazione dalla moglie, la malattia grave di un congiunto.

Altri, invece, non sono sfuggiti alla condanna del "Tribunale" dei colleghi con verdetti più di una volta di manica extralarge: l'ammonimento o la censura. Più di rado ecco la perdita di anzianità e, ancora meno, l'espulsione dalla categoria.

Sono centinaia i procedimenti disciplinari che si svolgono davanti al CSM: a volte i media ne parlano, della maggior parte invece si tace. Processi celebrati nel silenzio e che nel silenzio si chiudono.

"Il libro nero della magistratura", il nuovo audiolibro di Stefano Zurlo, traducendo dal burocratese le sentenze della Sezione disciplinare del CSM, illumina un versante sconosciuto della giustizia italiana: i peccati inconfessati delle toghe.

©2020 Baldini & Castoldi Srl (P)2021 Audible Studios
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e porcherie della magistratura italiana, impagabili. fenomenale il narratore quando legge gli atti e le sentenze...

fattacci

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Bravo Zurlo; piacevole sorpresa mi sarebbe piaciuto avere i nomi veri dei magistrati e non quelli di fantasia

non me lo aspettavo

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Il libro in sé è interessante e scritto bene, in maniera dettagliata ma scorrevole. Unica pecca la voce narrante eccessivamente drammatica (non si sta parlando di un romanzo), a tratti sussurrata e spesso fuori luogo

Interessante

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La storia è molto interessante e fa luce su parecchi punti. Il lettore, tuttavia, quando riporta frasi in terza persona, sembra “lui” quando parlava dal balcone

Storia interessante

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libro da leggere per capire in che stato aberrante si trova, a volte, la Giustizia italiana. Dovrebbero dare più spazio alla comunicazione in merito agli errori giudiziari e alla situazione penosa di parecchie carceri, invece se ne parla solo in trasmissioni di nicchia.

mi hanno colpito i fatti aberranti narrati e la proprietà di lavoro nguaggio.

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