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I Greci e i Romani ci salveranno dalla barbarie

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I Greci e i Romani ci salveranno dalla barbarie

Di: Giusto Traina
Letto da: Alberto Onofrietti
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A proposito di questo titolo

Stiamo lasciando volontariamente aperte le porte della nostra civiltà ai barbari, dimenticando le nostre radici greche e romane? O forse siamo noi i barbari, quando utilizziamo il nostro passato per giustificare il peggio della nostra civiltà? Ecco un piccolo "libro nero" sull’uso politico dell’antichità, che ci aiuta a comprendere cosa c’è di vivo e cosa c’è di morto nel nostro legame con i Greci e i Romani. L’insegnamento dei classici greci e latini è certo un antidoto efficace alla barbarie dei nostri tempi. Giusto? Più o meno, visto che questi stessi classici sono stati chiamati in causa per giustificare la barbarie, a cominciare dai nazisti e dai fascisti che hanno alimentato le rispettive ideologie in nome delle radici classiche dell’Occidente: la purezza della razza, la maschia romanità. Quelle stesse radici che oggi si chiamano in causa per confermare la presunta superiorità della nostra civiltà, per avallare le varie rivendicazioni nazionalistiche o anche i moderni sviluppi imperialistici dell’Occidente. Se gli americani ottengono la palma del kitsch a mani basse (si pensi al Caesars Palace di Las Vegas), dalle nostre parti la situazione non è meno imbarazzante e coinvolge anche personaggi autorevoli: il ministro X che si appella al diritto romano per giustificare una politica più severa sull’immigrazione, il politico Y che si cimenta in audaci quanto improbabili paragoni con la democrazia greca e la repubblica romana, il filosofo Z che tira in ballo il mito di Antigone per criticare le misure sanitarie contro la pandemia. E tanti altri esempi di "Sfortuna dell’Antico" che troverete in questo libro.

©2023 Laterza (P)2024 Audible GmbH
Antica Politica e governo Politica pubblica Roma Scienze politiche Scienze sociali Storia e teoria

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3 e mezzo.

Breve saggio - scritto peraltro bene e in maniera vivace e spiritosa - che funge da cappello introduttivo a un argomento potenzialmente vastissimo.
Mi sembra più che altro utile al lettore medio, come me, per mettere una pulce nell’orecchio, per instillare il dubbio su alcuni assiomi che diamo per scontati, senza porci la domanda se siano basati sulla realtà.
La voce di un autore molto documentato permette di insinuare preziose crepe In datate e stantie certezze occidentali, in cui tutti siamo cresciuti senza adeguata possibilità (e capacità) di messa in discussione.
Come dicevo piuttosto snello, valido più che altro come lectio come approccio iniziale alla tematica, meriterebbe poi tutt’altro approfondimento con suddivisioni per aree tematiche.
Qui rintraccio il difetto del saggio, che proponendosi appunto come lectio, o intervento di conferenza, insomma un po’ troppo qua e là fra gli argomenti, senza molto approfondire.

Introduzione un po’ caotica all’argomento

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Il tema trattato è l'uso del mondo greco e romano nel mondo contemporaneo. La trattazione è molto impressionistica, superficiale. Questo è il suo difetto. Finito l'ascolto non si hanno idee chiare su cosa pensare del tema.
L' analisi critica dell' autore è indirizzata soprattutto alla cattiva idealizzazione e citazione del mondo classico, più che alla "cultura della cancellazione". Il tono però è sempre un po' ironico e questo non aiuta la chiarezza. Il tema infatti è importante e sarebbe meglio dire poche cose ma chiare. No al culto, ma neanche la riduzione a Male.

Né cultori né woke

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Che bruttura. Veramente insopportabile. Una lista di meschinità culturali rese apologia dell’antico ma che dell’antico si rendono danno. Da evitare

L’’antichità resa trash

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.