Genesi
Come navigare nell'era dell'intelligenza artificiale
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Dario Dossena
A proposito di questo titolo
Il tema dell'intelligenza artificiale sta dominando ormai da alcuni anni il dibattito pubblico. Questo perché, anche se abbiamo appena iniziato ad avvertire l'impatto che l'IA avrà sulle nostre vite, stiamo diventando sempre più consapevoli che i suoi effetti saranno profondi, così come sarà profondo il modo in cui essa trasformerà il nostro rapporto con la realtà, la conoscenza e la verità. Le sue potenzialità aumentano a un ritmo vertiginoso, e i progressi, come i benefici che sapremo trarne, appaiono straordinari. Tuttavia, non mancano i segnali d'allarme. L'intelligenza artificiale, infatti, impara e progredisce "senza paura e senza vergogna", evolve cioè in assenza di princìpi e di valori in grado di condizionarla o di governarla. Il suo continuo perfezionamento potrebbe quindi condurre a sviluppi imprevedibili, e tutt'altro che vantaggiosi per noi. Henry Kissinger non esita a definire questa eventualità un problema per la sopravvivenza della specie umana. Attingendo alla sua profonda conoscenza della storia così come alla lunga esperienza personale, evidenzia il rischio che l'IA possa avere ripercussioni negative se non guidata con saggezza. D'altronde sarebbe "un grave errore presupporre che useremo questa nuova tecnologia per scopi produttivi più che per quelli potenzialmente distruttivi". Ci troviamo dunque di fronte a una decisione esistenziale, quella cioè di definire nel più breve tempo possibile la natura e l'essenza stessa della relazione tra l'uomo e le macchine. Decidere, in altre parole, se saremo noi a stabilire i nostri obiettivi e approfitteremo dell'IA per raggiungerli, oppure se lasceremo all'intelligenza artificiale il compito di sceglierli al posto nostro. In ogni caso la rivoluzione è alle porte, e questo libro - terminato dal noto statista poco prima della sua scomparsa, insieme agli esperti Eric Schmidt e Craig Mundie - sembra indicare la rotta da seguire tra fede cieca e legittimo timore, per varcare la soglia oltre la quale si delinea una nuova epoca nella storia dell'umanità.
Gli autori pongono domande rilevanti e inquietanti: cosa succede quando le macchine iniziano a “conoscere” il mondo in modo diverso dall’uomo? Come cambia il concetto stesso di decisione, responsabilità, potere? E quale sarà il ruolo dell’essere umano in un contesto in cui l’IA potrebbe superare le nostre capacità cognitive in molti ambiti?
Tuttavia, se il quadro teorico è stimolante, il libro lascia parzialmente insoddisfatti sul piano dell’approfondimento concreto. Molti dei possibili risvolti dell’IA vengono evocati più che analizzati: si intuisce la portata del cambiamento, ma raramente si entra davvero nel dettaglio operativo, negli esempi pratici o negli scenari realistici di applicazione. Il lettore viene accompagnato fino alla soglia delle questioni più critiche, ma difficilmente oltre.
In questo senso, Genesi è più un libro che invita a riflettere che un testo che aiuta a capire “come” le cose potrebbero evolvere nel concreto. È un’opera utile per allargare lo sguardo e cogliere la dimensione storica e quasi “civilizzazionale” dell’IA, meno efficace per chi cerca analisi pratiche, casi d’uso o implicazioni immediate per il business, la politica o la società.
In conclusione, un libro interessante e provocatorio, soprattutto per il livello delle domande che solleva. Meno incisivo, però, nel fornire risposte o nel tradurre queste riflessioni in scenari concreti e approfonditi. Un buon punto di partenza per il dibattito, non il punto di arrivo.
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