Ogni anno che passa, l’umanità sembra allontanarsi un po’ di più dall’orrore collettivo della Shoah. Non solo perché il tempo scorre e i testimoni diretti di quell’abisso di violenza e disumanizzazione sono sempre meno, ma anche perché viviamo in un presente che troppo spesso normalizza l’assenza di empatia, lo sguardo distolto davanti alla sofferenza altrui, l’indifferenza verso le vittime e, talvolta, la giustificazione degli oppressori. In un mondo che assiste ancora oggi a pulizie etniche, persecuzioni e genocidi sotto gli occhi di tutti, ricordare l’Olocausto non è un esercizio di memoria storica astratto ma un atto necessario e urgente.
Con la scomparsa dei sopravvissuti ai campi di sterminio rischiano di svanire anche le loro voci, le storie di chi ha conosciuto sulla propria pelle la fame, la paura, l’umiliazione, ma anche la resistenza, la dignità e la forza di restare umani nell’inferno. La memoria, se non viene coltivata, tende a sbiadire. E dimenticare significa esporsi al rischio di ripetere gli stessi errori, o di non riconoscere l’orrore quando si ripresenta sotto nuove forme. Per questo è fondamentale continuare a informarci, a leggere, a guardare, ad ascoltare. Farci raccontare dai nonni cos’era la guerra, chiederci come si è potuti arrivare a tanto, comprendere i meccanismi che hanno trasformato l’odio in sistema, la discriminazione in legge, la violenza in normalità.
Il 27 gennaio 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. È per questo che, ogni anno, in questa data si commemorano le vittime dell’Olocausto e si rinnova l’impegno a non dimenticare. In occasione della Giornata della Memoria, ti proponiamo una selezione di audiolibri che raccontano, testimoniano e interpretano una delle più grandi tragedie della storia dell’umanità: storie da ascoltare per ricordare, per comprendere e per continuare a dare voce a chi non può più parlare.
Giornata della memoria 2026: audiolibri da ascoltare su Audible
Romanzi che raccontano i campi di concentramento
In Il dentista di Auschwitz, la memoria della Shoah passa attraverso un punto di vista raro e sconvolgente. Berek è un giovane studente di odontoiatria quando viene deportato dalla Polonia nel 1941: poche competenze apprese all’università diventano, nei campi di sterminio, l’unica possibilità di restare in vita.
Costretto a esercitare la professione prima sui prigionieri e poi sugli ufficiali nazisti, il protagonista si trova anche a svolgere uno dei compiti più disumani imposti dal sistema concentrazionario: estrarre i denti d’oro dai corpi delle vittime appena uccise. Il racconto è crudo, diretto, minuzioso nelle descrizioni, e non concede alcuna mediazione o conforto. La forza dell’audiolibro sta anche nella lettura intensa e precisa di Maurizio Salvalalio, capace di dare voce ai diversi personaggi e di rendere le scene dolorosamente vivide. Una testimonianza che costringe a confrontarsi senza filtri con l’abisso della disumanizzazione nazista.
Un audiolibro notevole perché racconta, attraverso una narrazione a più voci, l'orrore dei campi di concentramento dall'"esterno", ovvero attraverso la cronaca delle ordinarie e placide vite di coloro che abitarono la "zona di interesse", quello spazio residenziale destinato agli ufficiali e dipendenti delle SS che circondava il campo di Auschwitz. Da un lato amori clandestini, passeggiate delle mamme con i bambini, ricchi banchetti e giornate in ufficio a sbrigare pratiche, dall'altro solo morte e sofferenza. Martin Amis utilizza un punto di vista inedito per parlare, senza parlarne direttamente, di Auschwitz, mettendo a nudo l'ipocrita e assurda follia della burocrazia ed efficienza della società nazista. Il film omonimo tratto dal libro ha vinto nel 2024 due premi Oscar.
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Ellie Midwood racconta nel suo romanzo la storia vera di Alma Rosé, importante violinista tedesca di origine ebraica, che divenne la direttrice dell’orchestra femminile del campo di concentramento di Auschwitz. Sembra incredibile, eppure in un luogo di morte e sofferenza come Auschwitz esisteva un’orchestra, che aveva il compito di accompagnare il percorso verso il lavoro delle detenute e allietare gli ufficiali delle SS. Quegli stessi ufficiali che ridevano davanti a una fucilazione o restavano indifferenti all’odore dei corpi bruciati, si emozionavano al suono di un violino.
Con la sua bravura e intelligenza, Alma riuscì a riorganizzare l’orchestra per farle eseguire i più importanti brani sinfonici, e ad ottenere benefici per lei e per le altre componenti della banda. Nel raccontare la storia di questa donna, la Midwood ne sottolinea le sofferenze psicologiche e i sensi di colpa per la sua situazione, intervallati da dettagli della quotidianità che ti consentono di immedesimarti nella situazione di Alma e vivere la sua stessa paura. La musica, sembra volerci dire l’autrice, può diventare un antidoto all’odio e rendere la realtà di una situazione incredibilmente difficile più sopportabile.
Questa è la storia vera di un amore che è riuscito a nascere e crescere anche in mezzo all’orrore dell’Olocausto. Il protagonista è il tatuatore Lale, un uomo coraggioso, forte e colto che ogni giorno, ad Auschwitz, ha a che fare con uomini trattati al pari di animali, e come animali tatuati. Ma Lale ha giurato di uscire vivo da quel luogo terribile, non per se stesso ma per Gita, la ragazza di cui è innamorato e che, superando prove difficilissime, sta incontrando di nascosto nel lager. Speranza, sentimento, dolore e scene crude dall’inferno quotidiano del campo di concentramento, si mescolano in un romanzo intenso e commovente che ci ricorda che l’amore può fare capolino e rendere forti ovunque e comunque.
I libri sono compagni di viaggio importantissimi nella vita di tutti noi, ed è per questo che quando la loro esistenza risulta in pericolo, siamo noi a doverli salvare. È quello che è successo durante il periodo dell’occupazione nazista a Parigi, tra il 1938 e il 1939, quando alcuni parigini riuscirono a mantenere aperta la biblioteca americana, per permettere a tutti, anche a chi non era più gradito agli occupanti, di leggere. La storia si sviluppa attraverso salti temporali tra il passato a Parigi e gli anni '80 in una cittadina degli Stati Uniti, dove la bibliotecaria Odile riflette sul suo passato. Tratto da una storia vera e frutto di lunghe ricerche da parte dell’autrice, questo libro si fa amare sia per il contenuto storico sia per il messaggio di cui è portatore: i libri sono la salvezza dell’anima.
Il romanzo racconta le conseguenze dell’avvento del nazismo sulla quotidianità di una famiglia ebraica e i cambiamenti del microcosmo che gira intorno a questa famiglia, alle prese con una crescente xenofobia e con la difficoltà di opporsi al nascente regime. L’argomento è trattato in modo semplice e lineare, per permetterne la comprensione e facilitare il coinvolgimento anche ai più giovani. Si tratta infatti di un testo consigliato ai ragazzi, messi in guardia sul pericolo di asservirsi all’egoismo e al tornaconto personale.
Memorie, diari e testimonianze dirette dell'Olocausto
In Come una rana d’inverno, Daniela Padoan affronta uno dei vuoti più persistenti della memoria della Shoah: raccontare l’esperienza femminile nei campi di sterminio senza appiattirla in una narrazione neutra. Il titolo, che richiama i versi di Primo Levi, diventa una chiave di lettura potente: l’immagine estrema di corpi e identità spogliati, sospesi in una disumanizzazione totale.
Seguendo questo filo, Padoan intreccia le voci di Liliana Segre, Goti Bauer e Giuliana Tedeschi, deportate ad Auschwitz-Birkenau nello stesso periodo ma in età diverse. Attraverso domande puntuali e mai invasive, la giornalista le accompagna a ripercorrere persecuzione, prigionia e ritorno a una normalità impossibile, mettendo in luce ciò che per anni è rimasto ai margini del racconto storico. Uno degli aspetti più preziosi del libro è l’attenzione alla condizione delle donne e delle bambine nei lager, cresciute nel pudore e nelle convenzioni della prima metà del Novecento. I tre racconti offrono così una prospettiva a lungo trascurata, evidenziando differenze e peculiarità nelle relazioni tra prigioniere, nelle strategie di sopravvivenza e nella gestione del dolore.
Menzione speciale alla formidabile lettura di Ottavia Piccolo.
Quando la ventiquattrenne Renata Laqueur viene deportata con il marito nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, decide di tenere un diario per documentare la prigionia. Un modo per far fluire le emozioni e il dolore e provare a far fronte all’orrore quotidiano attraverso l’aiuto delle parole. Questo libro è quindi il diario di un anno passato dalla donna nel lager, una testimonianza dura e vivace dalla quale traspare la forza d’animo della protagonista e la volontà di farcela a superare la terribile esperienza.
Questo libro è ambientato a Drohobycz, cittadina ai piedi dei monti Carpazi, nel 1943, quando il cerchio intorno agli ebrei si sta per chiudere e gli abitanti del ghetto locale sono resi schiavi dai nazisti, molti di loro uccisi o spediti nel campo di concentramento più vicino. Per Bernard, protagonista de Il ragazzo del bunker, quell'anno inizia un’esistenza nuova da recluso, insieme ad altri concittadini, dentro a un bunker clandestino; un nascondiglio dentro al quale si crea una comunità unita dalla solidarietà e dalla paura di essere scoperti. Quando, dopo 17 mesi, Bernard esce dal suo nascondiglio, trova ad accoglierlo i soldati dell’Armata Rossa e scopre che la guerra è finita. Ora che è libero però, Bernard deve imparare a convivere con la paura e la perdita delle radici.
I “bambini di Buchenwald” sono alcune centinaia di bambini e adolescenti sopravvissuti al campo di concentramento di Buchenwald, uno dei più grandi e letali campi della Germania nazista, che si salvarono grazie all’aiuto di alcuni anziani reclusi che li protessero fino alla Liberazione. Tra i bambini sopravvissuti c'erano anche il futuro premio Nobel per la pace Elie Wiesel, scrittore e attivista per i diritti umani, e Robbie Waisman, un ebreo polacco proveniente dal ghetto di Skarzysko che dopo la Liberazione fu tra gli orfani accolti in Francia. Nel 2021 Robert ha firmato questo libro di memorie, nel quale racconta la commovente storia della sua vita, dall’infanzia in un paesino della Polonia, all’esperienza del lavoro nel campo dopo la miseria del ghetto, fino alla liberazione l’11 aprile 1945 e il difficile ritorno nel mondo in un centro di accoglienza francese. Un luogo unico, fondato tra gli altri da Albert Einstein, dove centinaia di giovani sopravvissuti riuscirono ad elaborare il dolore, senza dimenticarlo ma guardando al futuro e a tutte le possibilità che la vita poteva offrire loro.
Non si tratta di un romanzo, ma della storia vera, raccontata dallo scrittore Jack Fairweather, del “volontario” Witold Pilecki. Pilecki era un membro della resistenza polacca che, di sua spontanea volontà, decise di entrare in uno dei più temuti campi di concentramento nazisti, Auschwitz, facendosi arrestare sotto falso nome; l’obiettivo era quello di raccogliere più informazioni possibili su ciò che accadeva nel campo e organizzare una rivolta dall’interno. Pilecki, che ad aspettarlo fuori aveva una moglie e dei figli, ma che era pronto a sacrificare la sua vita per il bene della resistenza, capì subito che Auschwitz non era un normale campo di prigionia, ma una macchina pensata per sterminare quante più persone possibile, dove i malati venivano uccisi con una puntura nel petto, ogni giorno decine di persone morivano nelle camere a gas, chi aveva il coraggio o era semplicemente troppo disperato tentava un’impossibile fuga e gli altri erano vittime di malnutrizione o malanni. Davanti a quegli orrori, Witold decise che la sua unica possibilità era tentare di salvare quante più persone possibili attraverso un’evasione che si presentava come una missione suicida.
L'autore si è documentato a lungo per ricostruire l’esperienza di Pilecki; il risultato è il racconto preciso di fatti storici che chiunque dovrebbe conoscere, sia per non dimenticare l’orrore nazista, sia per ricordarsi che ci furono persone che rischiarono la propria vita per mettere in salvo quella di altri.
Saggi su Olocausto, ebraismo e antisemitismo
Riccardo Calimani, scrittore e storico che ha dedicato gran parte delle sue opere a divulgare la storia dell’ebraismo italiano ed europeo, è nato a Venezia nel 1946 da una famiglia che viveva nella città da oltre 500 anni; nonostante ciò, spiega nell’audiolibro, per alcuni lui è ancora uno straniero a casa sua, e questo è solo uno dei tanti pregiudizi che un ebreo si trova a dover affrontare relazionandosi con chi della sua cultura sa poco o nulla. Per rimediare, Calimani ci regala questa piacevole chiacchierata nella quale racconta i fondamenti della religione e le varie sfaccettature del mondo ebraico, dalla cucina alle tradizioni, dalle persecuzioni ai personaggi più geniali fino al leggendario umorismo ebraico. L’esposizione, già di per sé leggera e amabile, è intervallata infatti da barzellette tipiche yiddish. Un ascolto stimolante da recuperare più e più volte.
Due scrittori noti, Primo Levi e Ferdinando Camon, cominciano a frequentarsi all’inizio degli anni 80 e riuniscono le loro conversazioni in questo volume. I due intellettuali, che hanno una formazione religiosa diversa, si confrontano, in modo aperto e per nulla accademico, intorno a nove temi: Il diavolo nella storia, La colpa di essere nati, Cos’era il lager, La Germania allora e ora, Perché scrivere, Lager nazista e lager comunista, La nascita di Israele, Le opere e L’uomo e la chimica. Uno scambio di opinioni che non sempre coincidono e che portano chi ascolta a riflettere e a inserirsi nel colloquio, come se si stesse svolgendo in tempo reale. Un’occasione unica per approfondire il pensiero di un grande autore e testimone della Shoah, Primo Levi, per continuare a porsi delle domande sull’esistenza di Dio e per non dimenticare mai l’orrore dei campi di concentramento nazisti.
Enrico Deaglio racconta la vicenda di Giorgio Perlasca, commerciante padovano che verso la fina della seconda guerra mondiale riuscì, fingendosi un diplomatico spagnolo, a salvare la vita di quasi 5000 ebrei ungheresi. Una storia, la sua, caduta nel dimenticatoio e anzi screditata per decenni, fino a quando negli anni ‘90 divenne pubblica in Italia. Perlasca è l’esempio di una persona normale che trovandosi in una situazione che di normale non aveva nulla decise di fare la cosa giusta non per ottenere una ricompensa o un riconoscimento pubblico, ma solo perché era la cosa giusta. Il libro si apre con una domanda: "Lei, che cosa avrebbe fatto al mio posto?", che ti risuonerà in testa per tutto il tempo dell’ascolto. Speriamo che arrivato alla fine della storia la tua risposta sia che ti saresti comportato esattamente come Perlasca.
Audiolibri di Liliana Segre
In questo dialogo intenso e profondo tra Liliana Segre e Gherardo Colombo, la senatrice a vita racconta la sua terribile esperienza di ragazzina deportata, privata di tutto senza ragione alcuna, e l’indifferenza subita al rientro dalla Germania. Dopo la necessaria e toccante testimonianza, i due autori si interrogano sul futuro delle prossime generazioni e sul significato dell’odio e dell’indifferenza. Un’autentica lezione di educazione civica da parte di una donna straordinaria.
Scolpitelo nel vostro cuore è la testimonianza di sopravvissuta alla Shoah della Senatrice a vita Liliana Segre. Una storia tragica a lieto fine, quella di una bambina deportata ad Auschwitz e scampata all’orrore del lager, raccontata con uno stile e una voce familiari e rassicuranti, adatti per i ragazzi. Un libro che è portatore di un messaggio di speranza, che invoca la possibilità di restare umani anche in situazioni estreme e che invita a paragonare le storie come le sue a quelle di chi, ancora oggi, è vittima di violenza, deportazione, discriminazione. Continuiamo a ripercorrere e ad analizzare, insieme a Liliana Segre, gli errori della storia, per non fare più gli stessi sbagli.
Quando le leggi razziali entrano in vigore e proibiscono agli ebrei di andare a scuola, Liliana Segre ha otto anni. Da quel momento, la sua vita si trasforma in un incubo: arrestata in Svizzera con la famiglia, viene poi deportata ad Auschwitz dove passa un anno di prigionia in bilico tra la vita e la morte. Quando torna a Milano, Liliana è orfana e deve fare i conti con gli strascichi di quello che ha vissuto e l’incomprensione della società. Tutto questo e tanto altro - il successivo incontro con il marito Alberto, la maternità, la volontà di parlare della sua storia nelle scuole- ci racconta la Segre in questo libro, facendo scaturire dalle pagine tutta l’intensità delle situazioni vissute ma senza mai cedere all’odio. A raccoglie le sue memorie, e ad introdurle con parole significative e piene di gratitudine, è il giornalista Enrico Mentana.
Audiolibri classici sull’Olocausto
Audiolibro Se questo è un uomo
Questo scritto di Primo Levi non è solo un’importantissima testimonianza diretta dell’esperienza di un “uomo” in un campo di sterminio, ma anche, come dice il titolo, una riflessione più ampia sul significato di essere umano, sulla perdita di dignità estrema che l’Olocausto ha significato per chi lo ha vissuto, sulla mancanza di speranza e di prospettiva futura. Le indicibili sofferenze fisiche vissute dall’autore sembrano quasi impallidire di fronte alle sofferenze morali, all’umiliazione che i nazisti hanno voluto infliggere attraverso l’abito a righe uguale per tutti, i capelli rapati, il tatuaggio sulla pelle. Forse, dopo l’anno difficile che abbiamo appena vissuto, vale ancora di più la pena riprendere in mano questa autobiografia cruda come poche per rendersi conto di quanto, in realtà, siamo fortunati ad avere quello che conta davvero nella vita per potersi considerare uomini e per ricordarci ogni giorno che è nostro dovere evitare che l’umanità ripeta un disastro simile.
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Audiolibro L’amico ritrovato - Trilogia del ritorno
Si tratta di una raccolta di tre romanzi brevi che raccontano tre momenti diversi della seconda guerra mondiale narrati da tre punti di vista diversi. Il primo testo è L’amico ritrovato, sicuramente il racconto più famoso e una delle opere di riferimento della letteratura tedesca. Vi si narra la storia di Hans Schwarz, ebreo di buona famiglia che diventa amico di Konradin Von Hohenfels, erede di una ricca dinastia vicina alle idee di Hitler. Per i genitori di Konradin l’amicizia del figlio con Hans è intollerabile e nonostante il legame tra i due ragazzi cresca profondo e sincero, verrà minato dallo scoppio della guerra e dall’inizio della persecuzione verso gli ebrei. Nel secondo romanzo, Un’anima non vile, è Konradin a prendere la parola attraverso le lettere inviate all’amico, mentre nell’ultimo testo, Niente resurrezioni per favore, il protagonista è l’ebreo emigrato in America Simon Elsas, che dopo tanti anni ritorna nella sua Stoccarda e vive sulla sua pelle i devastanti effetti della guerra sul suo popolo. La scrittura profonda e intensa di Uhlman ti permette di calarti completamente nei fatti e nei luoghi descritti, vivendo personalmente i patimenti dei protagonisti.
Audiolibro Il viaggiatore
Con il termine la Notte dei Cristalli si indica la caccia agli ebrei scatenata dal ferimento di un esponente del governo tedesco da parte di un ebreo polacco nella notte tra il 9 e 10 novembre 1938. Quella notte Otto Silbermann, ricco commerciante ebreo di Berlino, riesce a sfuggire alla persecuzione salendo sul primo treno disponibile. Da quel momento, sarà un uomo in fuga e vagherà da un treno all’altro passando di città in città per una settimana, cercando disperatamente di correre più velocemente dei suoi persecutori. Ma, in quanto ebreo, l’unica destinazione designata dalla logica nazista per lui è quella del campo di concentramento, e alla fine Otto verrà catturato. Quella di Ulrich Alexander Boschwitz è una delle prime testimonianze letterarie dell’orrore nazista, un presagio lucido e vivido della catastrofe in arrivo.
Audiolibro Noi, bambine ad Auschwitz
Le due sorelle Andra e Tatiana, deportate ad Auschwitz nel 1944 insieme a tutta la loro famiglia, sono tra i pochi bambini (le stime dicono che dei 230.000 deportati ad Auschwitz, solo poche decine sono sopravvissuti) che sono riusciti a tornare indietro per raccontare l’orrore vissuto in prima persona. Forse perché figlie di un padre cattolico, o magari per semplice fortuna, le bambine non vennero giustiziate subito ma mandate in un blocco del lager destinato alle sperimentazioni mediche. In questa testimonianza, Andra e Tatiana raccontano non solo dei nove mesi trascorsi nel campo di concentramento, ma anche di tutto quello che è successo loro dopo la liberazione: la triste permanenza nell’orfanotrofio di Praga, il periodo lieto nella casa di accoglienza in Inghilterra, il ritorno a casa, l’età adulta. E la decisione, lunga e tormentata, di condividere con più persone possibili la loro storia, per essere sicure che nessuno dimentichi. Le due autrici emozionano utilizzando uno stile semplice e molto scorrevole per raccontare la loro incredibile vita.
Audiolibro I fratelli Ashkenazi
Un capolavoro della letteratura del ‘900 impreziosito nella versione audiolibro dalla lettura di Moni Ovadia, che interpreta l’opera in modo teatrale e accattivante. Singer narra una saga familiare costellata di tanti personaggi unici e complessi che si muovono nel corso di un secolo, tra l’’800 e il ‘900, dentro la cultura polacca. Ma soprattutto, l’autore racconta dei maltrattamenti, le ingiustizie e le persecuzioni subite dagli ebrei di questa parte dell’Europa, che affondano le radici in una storia di antisemitismo cominciata molto prima di Hitler. E’ la loro cultura centroeuropea che il nazisimo ha voluto cancellare, e Singer la ritrae nelle sue pagine con assoluta maestria, chiarezza e capacità evocativa. I tanti fatti storici narrati rendono il romanzo un ibrido a metà tra narrativa classica e cronaca storica. Gli utenti Audible hanno recensito l’audiolibro con una valutazione media di 4,8 su 5 stelle.
Audiolibri per parlare ai bambini dell'Olocausto
Un ottimo romanzo per far conoscere l’orrore dei campi di concentramento ai bambini a partire dai 9-10 anni, ma che è molto valido anche per gli adulti. La stella di Andra e Tati, di Alessandra Viola e Rosalba Vitellaro, è un bellissimo libro che con profondità e semplicità ci fa vivere la realtà dei prigionieri nel campo di concentramento di Auschwitz con gli occhi di due sorelle di 4 e 6 anni. Non è compito facile spiegare ai giovanissimi gli orrori del nazismo e della deportazione nei campi, ma le autrici sono molto attente nel dosare la storia con l'impatto che questa può avere sui piccoli lettori. Il risultato è una visione chiara e non troppo pesante della prigionia infantile. La storia è quella vera di Andra e Tati, due bambine ebree italiane sopravvissute alla Shoah, alle quali è stato dedicato anche un film d'animazione.
I protagonisti di questo libro di Daniela Palumbo sono tutti bambini. Quattro, per la precisione: Carlo, Hannah, Émeline e Dawid, che vengono da diversi paesi, appartengono a classi sociali differenti e hanno storie familiari eterogenee. Hanno però in comune una cosa, anche se fino alla promulgazione delle leggi razziali non se ne rendevano conto: sono tutti ebrei, e ora lo sono diventati all'improvviso agli occhi del mondo. La stella gialla infatti li identifica inequivocabilmente. La loro storia è raccontata in modo lucido, tenero e a tratti crudele, sempre però con l'ingenuità tipica dei bambini, capace di spiazzarti e metterti davanti al nonsenso delle cose.
Se vuoi continuare ad informarti sull’argomento, trovi una selezione più completa di audiolibri sulla Shoah nella nostra sezione dedicata a biografie e memorie.




























