• DANZA DI OMBRE SENZA CORPO (Marcella Boccia)
    Feb 22 2025
    DANZA DI OMBRE SENZA CORPO (Marcella Boccia)

    Senza corpo, senza voce,
    le ombre danzano in un abisso silenzioso,
    al ritmo di una musica che nessuno può udire,
    che nasce dalla rottura di un sogno,
    dal vuoto che ha inghiottito la carne e l’anima.
    Ogni passo è un sussurro nel nulla,
    ogni movimento un ricordo che svanisce
    prima di essere afferrato.
    Le loro forme fluttuano nell'aria,
    senza peso, senza radici,
    sospese tra il prima e l’oltre,
    tra il tutto e il niente.
    Sono i resti di ciò che siamo stati,
    di ciò che avremmo potuto essere
    se avessimo avuto il coraggio
    di guardare negli occhi il nostro destino.
    La danza è lenta,
    una coreografia di solitudine e tormento,
    dove le ombre si intrecciano e si separano,
    si sfiorano senza mai toccarsi.
    Non c’è carne a toccare la carne,
    non c’è calore a scaldare la pelle,
    solo il freddo abbraccio dell'assenza,
    la vuota ripetizione di un passo senza scopo.
    Eppure, in questa danza immobile,
    c'è qualcosa che brucia,
    un desiderio che non muore,
    un urlo che non può essere udito.
    Forse è la speranza,
    forse è la disperazione
    che cerca di dar forma a ciò che non esiste,
    di inseguire una libertà che non sarà mai raggiunta.
    Siamo tutti ombre ora,
    ombre di un mondo che ci ha dimenticato,
    che ha sbiadito i contorni della nostra umanità.
    Eppure danziamo,
    perché non sappiamo fare altro.
    Senza corpo, senza casa,
    senza dio, senza terra,
    danzano le ombre,
    sperando di sfuggire all'eterno ritorno
    del nulla.
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    3 min
  • IL RESPIRO DELL’UMANITÀ PERDUTA (Marcella Boccia)
    Feb 22 2025
    IL RESPIRO DELL’UMANITÀ PERDUTA (Marcella Boccia)

    Nel respiro dell’umanità,
    persa tra le rovine del suo stesso cuore,
    c’è un sussurro che si spegne,
    un sogno che svanisce senza lasciare traccia.
    I volti, una volta pieni di speranza,
    ora si confondono con il grigio delle nuvole,
    mentre il vento, silenzioso e crudele,
    soffia via le parole che nessuno ascolta più.
    Abbiamo dimenticato le promesse,
    le mani tese verso un futuro migliore,
    le anime che sognavano di danzare
    sotto cieli puri e inviolati.
    Ora, camminiamo nel buio,
    attraverso strade di cemento e morte,
    dove l’unico respiro che resta
    è quello di un mondo che non sa più respirare.
    Ogni respiro è un grido soffocato,
    ogni battito del cuore un ricordo di ciò che eravamo,
    quando la terra era viva sotto i nostri piedi
    e l’amore era più di un’illusione.
    Ora, il nostro respiro è vuoto,
    perché non c’è più aria che ci possa salvare,
    e le mani che una volta toccavano il cielo
    sono ora vuote,
    stanche,
    ferme.
    Siamo l’eco di una grande perdita,
    un’umanità che ha smarrito la sua strada,
    che ha perso il suo senso,
    che ha distrutto la terra e se stessa
    nella follia di un progresso cieco.
    E ora, il respiro che ci rimane
    è quello dell’umanità perduta,
    un respiro che non troverà mai pace,
    né redenzione,
    né ritorno.
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    2 min
  • ABBRACCIO DELLA SOLITUDINE (Marcella Boccia)
    Feb 21 2025
    ABBRACCIO DELLA SOLITUDINE (Marcella Boccia)

    Nel silenzio che avvolge le mie ossa,
    la solitudine mi stringe come una madre,
    fredda e impietosa,
    ma anche l’unica che non mi tradisce.
    Le voci del mondo si spengono,
    e in quel vuoto,
    trovo un rifugio che non è dolce,
    ma necessario.
    Ogni passo è un eco di me stessa,
    un ricordo di ciò che ero e che non sono più,
    un’impronta lasciata su terreni sterili
    dove nessun seme crescerà.
    Eppure, cammino.
    Solitaria,eppure non solitaria,
    perché dentro di me porto
    ogni lacrima versata da chi è andato via,
    ogni parola non detta,
    ogni sogno distrutto.
    L’abbraccio che mi offre la solitudine
    è un’ombra che non mi lascia mai,
    eppure, stranamente,
    è quello che mi fa sentire viva.
    La mia anima si nutre del suo abbraccio
    come di un veleno dolce,
    e quando le forze mi abbandonano,
    è lei che mi tiene in piedi,
    un corpo che non ha scopo,
    ma che non si piega.
    La solitudine non è una condanna,
    è una compagna che conosce il mio nome
    e il mio dolore più di quanto io stessa sappia.
    E mentre il mondo si perde nelle sue illusioni,
    io resto qui,
    in questo abbraccio che mi strazia,
    ma che in qualche modo mi tiene ancorata,
    a un’esistenza che non ha risposte,
    ma che continua a battere,
    nonostante tutto.
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    2 min
  • LE VIE DEL DESTINO SCONOSCIUTO (Marcella Boccia)
    Feb 21 2025
    LE VIE DEL DESTINO SCONOSCIUTO (Marcella Boccia)

    Cammino su strade invisibili,
    le dita sfiorano la polvere dell’inquietudine,
    mentre il cielo non fa promessa alcuna.
    Il destino non ha volto,
    solo ombre che si intrecciano tra le ore,
    una danza di nebbia senza inizio né fine.
    Ogni passo è un sogno tradito,
    ogni respiro una ferita invisibile
    che divora la speranza come fosse una fiamma.
    Il futuro non è altro che un eco lontano,
    un sussurro di ciò che non sarà,
    un inganno che il cuore spera e teme
    nella stessa misura.
    Le vie che percorro sono abbandonate,
    le porte che bussano non rispondono,
    e io rimango,
    un’anima senza bussola,
    un corpo che si stacca dalla terra
    e vaga verso orizzonti inesplorati.
    Forse è lì che il destino mi attende,
    nella vastità dell’ignoto,
    tra i fili tesi dell’universo,
    dove ogni scelta è solo un altro nome
    da dare al nulla.
    Ma non mi fermo.
    Cammino, anche se non so dove mi porteranno
    le mie scarpe stanche.
    Il destino è solo un altro volto della solitudine,
    e io, senza paura,
    lo affronto,
    sospinta da un vento che non chiede nulla,
    se non il mio stesso passo incerto.
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    2 min
  • L’ANGOSCIA DI UNA POESIA SENZA LUCE (Marcella Boccia)
    Feb 21 2025
    L’ANGOSCIA DI UNA POESIA SENZA LUCE (Marcella Boccia)

    Scrivo nell’ombra di un cielo spento,
    dove la luna è solo un ricordo sfocato
    e il sole una promessa infranta.
    Le parole mi cadono dalle mani
    come ceneri di un incendio
    mai divampato del tutto.
    Non c’è luce in questi versi,
    solo il riverbero sordo di un dolore
    che si annida tra le sillabe,
    tra i margini sgualciti del tempo
    dove ogni rima si piega al vuoto.
    Il silenzio pesa più dell’inchiostro,
    si insinua tra le lettere
    come una condanna senza nome.
    E io lo ascolto,
    come si ascolta il vento
    quando soffia su campi morti,
    come si ascolta il mare
    quando inghiotte ogni voce.
    Forse è questa la mia poesia:
    un grido che si spegne prima di nascere,
    un’angoscia che non trova casa,
    una preghiera senza dio,
    un viaggio senza terra.
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    2 min
  • TRACCE DI UN PASSATO CHE NON ESISTE (Marcella Boccia)
    Feb 21 2025
    TRACCE DI UN PASSATO CHE NON ESISTE (Marcella Boccia)

    Cammino su strade mai percorse,
    pietre sconosciute scricchiolano sotto i passi
    come ossa di un tempo che non ricordo,
    di una vita che forse non è mai stata mia.
    Le ombre sui muri sussurrano nomi
    che il vento ha cancellato,
    volti sbiaditi nell’aria invernale,
    sorrisi che non ho mai visto
    eppure mi perseguitano.
    Dove si annidano i giorni
    che non ho vissuto?
    Dove si dissolvono i sogni
    di chi non è mai esistito?
    Nel riflesso della pioggia
    vedo stanze vuote,
    libri sfogliati da mani inesistenti,
    lettere mai scritte eppure lette
    da fantasmi senza volto.
    Sono il ricordo di ciò che non è stato,
    l’eco di parole mai dette,
    la polvere di un passato
    che non ho mai vissuto
    ma che mi appartiene.
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  • L’INFINITO E LA SUA ASSENZA (Marcella Boccia)
    Feb 21 2025
    L’INFINITO E LA SUA ASSENZA

    Cercavo l’infinito
    nelle pieghe del cielo,
    nelle maree che non conoscono pace,
    nelle vene della terra
    spaccata dal gelo.
    Ma l’infinito era assente,
    un vuoto scavato tra le stelle,
    un’eco di promesse mai fatte,
    una porta socchiusa
    su un nulla che non risponde.
    Mi inginocchio sulla riva del tempo,
    mani affondate nella sabbia
    che il vento disperde
    senza memoria né pietà.
    Se Dio esistesse,
    sarebbe nel respiro della notte,
    nell’ultima luce che si spegne
    sotto le palpebre stanche.
    Ma nel silenzio resta solo il vuoto,
    la fragile ombra di un desiderio
    che non ha nome, né fine.
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    1 min
  • FIORI DI CENERE (Marcella Boccia)
    Feb 21 2025
    FIORI DI CENERE (Marcella Boccia)

    Non hanno radici,
    non hanno colore,
    sbocciano tra le rovine
    di giorni dimenticati,
    fiori di cenere
    spinti dal ventosu terre senza nome.
    Li ho visti nascere
    tra le mani dei vinti,
    nei solchi della pelle
    di chi ha smesso di sperare,
    negli occhi di chi guarda il cielo
    senza preghiere da offrire.
    Li ho visti dissolversi
    come il fumo di un sogno
    bruciato all’alba,
    polvere leggera
    su labbra mute.
    Eppure, nella loro fragile ombra,
    nel loro esistere senza scopo,
    c’è la quieta bellezza
    di chi non chiede nulla
    se non di essere portato via
    dal prossimo soffio di vento.
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    1 min