DANZA DI OMBRE SENZA CORPO (Marcella Boccia)
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A proposito di questo titolo
Senza corpo, senza voce,
le ombre danzano in un abisso silenzioso,
al ritmo di una musica che nessuno può udire,
che nasce dalla rottura di un sogno,
dal vuoto che ha inghiottito la carne e l’anima.
Ogni passo è un sussurro nel nulla,
ogni movimento un ricordo che svanisce
prima di essere afferrato.
Le loro forme fluttuano nell'aria,
senza peso, senza radici,
sospese tra il prima e l’oltre,
tra il tutto e il niente.
Sono i resti di ciò che siamo stati,
di ciò che avremmo potuto essere
se avessimo avuto il coraggio
di guardare negli occhi il nostro destino.
La danza è lenta,
una coreografia di solitudine e tormento,
dove le ombre si intrecciano e si separano,
si sfiorano senza mai toccarsi.
Non c’è carne a toccare la carne,
non c’è calore a scaldare la pelle,
solo il freddo abbraccio dell'assenza,
la vuota ripetizione di un passo senza scopo.
Eppure, in questa danza immobile,
c'è qualcosa che brucia,
un desiderio che non muore,
un urlo che non può essere udito.
Forse è la speranza,
forse è la disperazione
che cerca di dar forma a ciò che non esiste,
di inseguire una libertà che non sarà mai raggiunta.
Siamo tutti ombre ora,
ombre di un mondo che ci ha dimenticato,
che ha sbiadito i contorni della nostra umanità.
Eppure danziamo,
perché non sappiamo fare altro.
Senza corpo, senza casa,
senza dio, senza terra,
danzano le ombre,
sperando di sfuggire all'eterno ritorno
del nulla.
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